MotoGP Sepang, ouverture Honda con Pedrosa direttore d’orchestra. Resiste Rossi. Male Lorenzo. Disastro Ducati

Cercando di emulare i bei tempi di Valentino Rossi anche Jorge Lorenzo prova a giocare fuori dalla pista, in conferenza stampa, la carta della pressione … psicologica provocando Marc Marquez dopo la “beffa” del punto tolto in classifica al rookie della Honda per la “irregolarità” di Aragon.


Ricordiamo qui la frecciata velenosa del maiorchino perché indicatrice del livello della polemica, punture che gettano altra benzina sul fuoco. Questo lo sfogo di Jorge: “Dovrebbero dargli un punto in più nel Campionato, non un punto di penalità, così che i piloti più giovani di Moto2 e Moto3 possano imparare da lui e correre con lo stesso stile di guida. L’importante è lo spettacolo, la sicurezza non conta tanto, evidentemente della sicurezza di noi piloti non importa nulla, forse è meglio avere audience e tutto questo secondo me è sbagliato. E’ come in un’arena romana, un po’ più moderna ma così. Non sono ironico”.

Sfogo amaro di chi si sente già sconfitto o analisi lucida sullo stato della MotoGP alla ricerca solo dell’audience, cioè appesa alla esclusiva logica del business?

Intanto, stando almeno alla prima giornata di prove nell’afa di Sepang, pare proprio Lorenzo, fra i “big”, ad uscirne piuttosto appannato, con un grigio sesto tempo (2’01.710, un distacco pesante (+1.156) dal primo, stavolta un pimpantissimo Dani Pedrosa (2’00.554), che si mette dietro il sempre terribile Marquez (+0.533), Crutcholw (+0.869), Rossi (+0.984), Bautista (+1.105).




Insomma, il viso nero di Lorenzo al rientro nei box la dice lunga sullo stato della fiera. C’è tempo per rifarsi, ma le due Honda ufficiali volano con Pedrosa e Marquez apparsi oltremodo sicuri del fatto loro e addirittura, stavolta, la prima Yamaha è quella del “ritrovato” Crutchlow e la seconda è quella del sempre … “atteso” Valentino Rossi, tirato a lucido sin dall’inizio ma alla fine con un gap poco sotto il secondo, cioè al limite dell’abisso.

Nell’abisso restano le Ducati, con Hayden e Dovizioso, ottavo e nono tempo, poco sotto il gap dei due secondi! Ci ripetiamo, ma ai tempi della grande industria italiana con i “padroni” veri, ci sarebbe già stato l’ordine del “tutti a casa!”.

Domani ci aspettano qualifiche di alto livello tecnico e agonistico perchè poi la rorsa è attesissima: può valere il titolo iridato.




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