Tra i tanti piloti di talento sfornati dalla “scuola italiana”, c’è un altro ragazzo di cognome Fabrizio, ma che di nome fa Luca. Il fratello di Michel ci ha concesso una ricca, intensa e interessantissima intervista sul suo passato, professionale e privato (splendida la gallery) e sul suo presente/futuro, purtroppo ancora incerti dal punto di vista professionale. Bando alle ciance. Buona lettura!
19 anni, ma già tante gare alle spalle. Cosa hai provato a correre per la prima volta nel motomondiale?
Bè tante gare alle spalle si ma la trasferta mondiale non ha nulla a che vedere con le altre. E’ stata e resterà per sempre una gara unica, la gara della vita, per tanti motivi; non solo il mio debutto al motomondiale ma anche la mia primissima volta a Motegi, la mia primissima volta su una 125 da granpremio, la mia primissima volta con un telemetrista a farmi da guida, la mia primissima volta in cui ho potuto vivere pienamente quella che è per me la posizione esatta di un pilota.
Li in quell’aria che solo nei paddock di MotoGP puoi respirare, lì a collaborare insieme ad un gruppo di lavoro con il quale ho trovato una grande affinità, il WTR team, ed io a svolgere quello che ogni giorno a cuore aperto chiedo, RIVOLGENDOMI AL CIELO, che possa diventare il mio sogno realizzato e la mia professione per la vita.
Per gli amanti degli occhi a mandorla, il GP di Motegi è uno degli appuntamenti più importanti della stagione, poichè le ragazze ombrello e le paddock girls hanno tutte quante i tratti tipici delle bellezze giapponesi. Pelle chiara, fisici leggeri come piume e visi dolcissimi. Ecco una rassegna delle più belle ragazze del weekend MotoGP nel Sol Levante.
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Concluso il week end di Motegi, è tempo di tirare le somme anche per i protagonisti della 125, in questo caso per Tiziano Altabella, capotecnico del team WTR Ten – 10 Racing, da ormai un quarto di secolo nel mondo delle due ruote. “Consideriamo buono il debutto di Luca Fabrizio al motomondiale nella categoria 125.” - ribadisce Altabella riferendosi al fratello del campione della Superbike. “Anche il Team WTR è soddisfatto della prestazione, considerato che Luca non aveva mai svolto alcun test in sella a una 125 gp.”
Felicissimo Luca, speranzoso di poter replicare presto tale esperienza: “Un ambiente piacevole il paddock della 125, sembra un paddock di casa, un CIV!!! I big si vedono, ma poco.. le piacevoli conoscenze, Pedone, Perrello e gli altri, il mio compagno di squadra Sturla Fagerhaug simpaticissimo, mi sono trovato molto bene con lui… e l’unico riferimento Italiano (dopo il mio capotecnico), il mio amico Gigio Morciano, con il quale mi sono confrontato molto e insieme a lui il giovedì pomeriggio ho fatto 2 giri di pista a piedi… abbiamo osservato, studiato… tutto con molta attenzione!”
E ancora: “Insieme a Gigio, alcuni Giapponesi ci hanno fermato e ci hanno chiesto di fare le foto con loro e poi l’autografo, penso come segno di riconoscimento per essere andati nella loro terra. Nel box invece ho trovato calma e serenità: tutte le persone del Team WTR mi hanno aiutato e mi hanno dato consigli. Ho ascoltato tanto Tiziano che mi ha insegnato molto e mi ha aiutato a capire come si guida una 125 gp , anche attraverso la telemetria; che bello studiarla e poi andare in pista e correggere gli errori!”
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Hector Barberá, pilota del team Aspar Ducati MotoGP, lascerà oggi l’ospedale di Utsunomiya dove è stato ricoverato domenica scorsa subito dopo la brutta caduta durante il Gran Premiod del Giappone che si è corso a Motegi. Giunto domenica all’ospedale Universitario Dokkyo di Utsunomiya, il pilota spagnolo è stato tenuto sotto osservazione e, visti gli esiti positivi degli esami, è stato dimesso nelle prime ore di oggi.
Nonostante la lesione diagnosticata, frattura della clavicola destra, non si sia rivelata di eccessiva gravità, la perdita di conoscenza che ha interessato il valenciano subito dopo la caduta, ha obbligato i medici giapponesi a trattenere il pilota per accertarsi dell’assenza di ulteriori lesioni. Barbera viaggerà verso Barcellona nel pomeriggio di oggi per sottoporsi alle cure del Dr. Xavier Mir, che lo opererà il prossimo mercoledì per fissare la frattura scomposta della clavicola destra.

Marco Simoncelli, fresco di rinnovo con il team Gresini - ma soprattutto di contratto ufficiale con Honda - ha provato nella giornata di ieri la Honda RC213V, la 1000 che il prossimo anno debutterà nel mondiale con i nuovi regolamenti. Il capellone ha subito trovato un certo feeling con la moto, che è sicuramente più divertente da guidare ma anche più impegnativa:
“Finalmente è arrivato il grande giorno, sono riuscito a provare la moto che guiderò il prossimo anno con i colori del Team San Carlo Honda Gresini. E’ stata un’esperienza fantastica salire sulla RC213V e ringrazio la HRC per l’opportunità che mi ha dato. Ho percorso 50 giri prendendo subito la giusta confidenza e riuscendo a girare con i tempi della RC212V. Mi sono divertito e come pensavo è piacevole da guidare.
Si impenna anche in 5^ e 6^ marcia! A fine giornata ho anche dato le mie indicazioni e suggerimenti che spero siano importanti per lo sviluppo. Adesso vado a godermi alcuni giorni di vacanza nelle Philippine sull’isola Boracay prima di andare a Phillip Island per il prossimo appuntamento iridato.” Il test è avvenuto sulla pista di Motegi, dove si è trattenuto il Sic dopo la gara di domenica, conclusa per lui con il 4° posto.
Valentino Rossi è caduto alla seconda curva del Gran Premio del Giappone. Dopo una buona partenza, rimane “schiacciato” alla seconda curva tra Jorge Lorenzo e Ben Spies. Rossi, che forse ha tirato troppo la staccata per essere solamente alla seconda curva, si sposta verso sinistra urtando prima Lorenzo per poi finire nel sandwich delle due Yamaha. Con un pochino di cautela avrebbe potuto evitare l’incidente? Diteci la vostra con un commenti.
foto | visordown
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Dopo la prima galleria fotografica relativa alla prima giornata di prove libere, chiudiamo con le immagini dalla pista proponendovi gli scatti del sabato e della domenica di gara del Gran Premio di Motegi della MotoGP.
Motegi ha portato in scena uno spettacolo di mediocre livello, dove tutti i colpi di scena sono stati decisi da cadute, errori in staccata o forza maggiore. Alla fine a tagliare il traguardo per primo ci ha pensato Dani Pedrosa, in una giornata trionfale per la Honda, che se non fosse per il lungo di Stoner e i drive through di Sic e Dovi, avrebbe potuto monopolizzare il podio.
Rientrato l’allarme radiazioni, che durante il weekend non ha causato polemiche o altri tipi di problemi. Tutte le squadre una volta lì hanno pensato a farsi costantemente monitorare fino all’elastico delle mutande, ma quello che tutti hanno rilevato è una radioattività nella norma. Ora non si capisce se il silenzio è quello di chi ha fatto troppo rumore per nulla o se rimane in molti la convinzione che era meglio starsene a casa con i colleghi che hanno rinunciato alla trasferta.
Valentino Rossi: “Uscire dopo due curve è un vero dispiacere, soprattutto dopo un fine settimana in continua progressione e consapevoli di aver lavorato bene sulla moto. questa mattina nel warm-up ero quarto, avevo la possibilità di tenere il passo di 1’46 alto in gara e penso che anche la nostra scelta di gomme, dura dietro e morbida davanti, fosse valida. Considerando poi i guai che hanno avuto Stoner, Simoncelli e Dovizioso, avremmo tranquillamente potuto lottare per il podio, che per noi sarebbe stato molto importante.”
La corsa: radiata. Voto 6- La MotoGP continua a scivolare verso il basso. Sette secondi dal primo al secondo, 18 dal vincitore al terzo. 13 piloti sul traguardo.
Pedrosa: risposta piena. Voto 9+ Lo spagnolo della Honda (voto 10) corre “sopra i problemi” (degli altri). Un po’ di fortuna non guasta. Coriaceo e sicuro intasca qui la meritata vittoria dopo i successi in 125 e 250: tris!
Lorenzo: risposta a metà. Voto 7- Il maiorchino della Yamaha (voto 8+) guida sempre forte ma non tiene il passo di Pedrosa e non riesce ad approfittare del mini passo falso di Stoner, recuperando solo 4 punti.
Stoner: recupero super. Voto 8+ L’australiano non rispetta il pronostico della vigilia, perde la corsa ma non si fa travolgere dal guaio tecnico ai freni e recupera il podio con una gran gara. Titolo a tiro.
Simoncelli: fregato uno. Voto 6+ Il Sic allo start invece del semaforo guarda e segue il “nemico” Dovi che scatta in anticipo, beccandosi poi la penalizzazione. Il recupero e il buon quarto posto salvano la giornata.
Dovizioso: fregato due. Voto 6 Il Dovi riesce all’inizio anche a fare la lepre (gomme morbide) ma il ride through lo penalizza tarpandogli le ali. Poi nel bel recupero perde il duello col Sic anche per il ko della gomma posteriore.
Rossi: inghiaiato uno. Voto non classificato. Il pilota della Ducati (voto nc) finisce fuori dopo due curve per un contatto dopo incrocio di traiettorie con Lorenzo e Spies. Il Dottore dice di essere “in progressione”. Ma non è lui l’autore del quasi pata-track?
Hayden: inghiaiato due. Voto 5- Prima è fulminato da un sorpasso di Stoner poi esce sulla ghiaia all’11° giro e alla fine porta la sua Ducati Factory al 7° posto con 40 sec. di gap. Quasi solito. Ma (lui) quasi fiducioso.

Un gran premio, quello di Motegi, partito male con le note polemiche conseguenti al terremoto-tsunami e concluso in un mix fra il rocambolesco e il grottesco.
Cominciamo dalla fine, corsa opaca, la peggiore della stagione: tredici piloti al traguardo; Rossi out dopo pochi metri di corsa per il contatto in curva con Lorenzo (in questi casi è inutile cercare il pelo nell’uovo per capire di chi è la colpa); il ride trow imposto a Dovizioso, Simoncelli, Crutchlow; le uscite di Barbera, il più malconcio, di Hayden, solo lungo, di Bautista, di Elias.
Poi c’è l’inghippo tecnico (bloccaccio delle pinze del freno anteriore?) subito da Stoner quando guidava il carosello, con conseguente “lungo”, gran recupero e ultimo gradino del podio a 18 secondi dal vincitore Pedrosa che a sua volta ha inflitto 7 secondi e passa a Lorenzo, che lima il gap in classica iridata.
In sostanza una trasferta “inutile”. Nel senso che i colpi di scena e lo stesso risultato della corsa sono più il frutto di condizioni esterne che di fatti agonistici veri e propri.
Pedrosa e Lorenzo non aggiungono niente al loro alto valore e solo qualche guaio tecnico può fermare oggi la cavalcata trionfale di Stoner, comunque avviato alla conquista di un meritatissimo titolo. D’altronde la Honda conferma una netta superiorità (anche di gruppo, con quattro sue moto nei primi cinque posti), con la Yamaha forte ma un gradino più in basso, con la Suzuki e ancor più la Ducati nel ruolo di comprimari, se pur di lusso.
La penalizzazione di Dovi, Sic, Crutchlow è doversosa rispetto alle regole: dura lex sed lex. Ma resta il dubbio se sono regole ancor valide, dato che la “mossa” della partenza anticipata non aveva portato alcun vantaggio ai piloti. Tant’è. Ultima nota, il bel duello finale fra i due italiani, con il guizzo conclusivo del Sic a danno del Dovi. Voltiamo pagina. Aspettando il prossimo round.