Una moto diversa da tutto quanto visto fino ad oggi. Questa è la nuova Diavel, coraggiosa e fuori dagli schemi, irriverente e impavida, irrazionale fino all’eccesso tanto da destare clamore più per il fatto di essere stata realizzata che non per come possa essere veramente. Ma anche una moto che in pochi potevano pensare di poter realizzare. Tra questi senza dubbio Ducati che dopo il successo della Multistrada 1200 (quasi 1.500 moto vendute in Italia nel 2010 e seconda assoluta nelle vendite del mese di gennaio 2011) prova nuovamente ad esplorare nuovi segmenti e nuove realtà.
Una moto di cui molti diranno che non si sentiva il bisogno, un oggetto da scrutare con occhi attenti, ma che senza ombra di dubbio non passerà inosservato, a metà strada tra una scultura post moderna e una realizzazione unica di una factory artigianale. Linee muscolose, a tratti quasi esagerate, ma ostentate con fierezza dalle sue forme tozze, massicce e scalpitanti contornate da un alone da mezzo post-atomico. In molti guardando la scheda tecnica hanno pensato che tutto si potesse fare con questa moto, fuorchè guidarla su una strada tortuosa, con tutti quei cavalli e quel “gommone” posteriore… “sarà la classica moto da sparo”, buona per accelerare su una pista di un aeroporto.
Ma la verità è che nessuno aveva mai realizzato prima d’ora un mezzo simile, mentre gli unici termini di paragone erano le custom anabolizzate o altri oggetti esoterici, tutto questo condannava inevitabilmente la “Diavel anticonformista” ad essere incanalata all’interno di filoni o segmenti mediamente lontane dalla sua reale natura. Una moto che va assolutamente provata prima di essere giudicata, proprio per questa mancanza di riferimenti o reali termini di paragone, perchè la Diavel non è simile a nulla di quanto oggi troviamo su un listino.
Più maneggevole di quanto si potrebbe pensare ma anche meno confortevole nelle lunghe percorrenze. Più filante di quanto le foto la facciano apparire e più aggraziata e dinamica di quanto abbia lasciato intendere finora. Potente e non poco, ma mai più del dovuto o di quanto si riesca a gestire con acceleratore ed il traction control, per i più rispettosi ci sono tre livelli di Riding Mode, anche se la Diavel andrebbe guidata solo in Sport per non disaccoppiare la sua anima dalle sue reali fattezze estetiche.
Look affascinante, imponente serbatoione da 17 litri, con due larghe prese d’aria laterali, che sinuosamente vanno affusolandosi mentre raggiungono il retrotreno. Scarichi che disegnano ampie e ben visibili curve, per convogliarsi in due marmitte sovrapposte, telaio a traliccio: un classico! La Diavel cerca di riunire nella sua estetica alcuni degli aspetti più noti di tre tipologie di veicolo, mostra infatti i muscoli ed il concetto di dinamismo tipico delle moto sportive, elementi che ritroviamo nella linea di pancia bassa, nel motore sportivo e nel codino slanciato.
Dalle custom prende la posizione ribassata (disponibile come optional inoltre troviamo una versione della sella ancor più bassa di 20mm insieme ad un’altra rialzata), così come dalle custom arriva la conformazione della zona del cruscotto e del manubrio. Dalle naked infine riprende la posizione di guida nella triangolazione pedane manubrio sella così come la zona così detta della “fly line” che sta ad indicare la zona superiore del serbatoio. Pregevole la finitura superficiale delle parti in carbonio così come molti dettagli meccanici quali il forcellone monobraccio, le pedane del passeggero sottili e filanti che spariscono sotto il codino e la pratica maniglia in acciaio per il passeggero che fuoriesce da sotto la sella.
Per il resto è una vera Ducati con telaio a traliccio e propulsore testastretta di 11° (questi i gradi di incrocio delle valvole a fine fase di scarico), 162 cv, che esalta la proverbiale coppia ai bassi regimi, gestito dal sistema Ride-by-Wire. La potenza erogata dal motore non viene più regolata unicamente e direttamente tramite il cavo acceleratore, ma passa prima attraverso una centralina che, in base al segnale ricevuto, comanda elettronicamente l’apertura dei corpi farfallati, tutto ciò migliora la guidabilità e al tempo stesso, sfrutta la potenza agli alti regimi.
Impianto frenante con componenti di alta qualità, combinati con l’ABS Bosch-Brembo, la moto utilizza infatti all’anteriore pinze monoblocco con attacco radiale Brembo che lavorano su dischi da 320mm e pastiglie singole di tipo sinterizzato (lo stesso impianto montato sulla 1198). Sul posteriore troviamo un disco molto grande da ben 265mm su cui lavora una pinza a due pistoncini contrapposti di diametro differenziato.
Mentre sul cerchio anteriore è presente un classico pneumatico 120-70 ZR 17, sul posteriore la Pirellli ha realizzato appositamente per questa moto, una inedita gomma da 240/45 ZR17 su base Pirelli Diablo Rosso II dotata di doppia mescola (più dura al centro e molto morbida sui fianchi dove utilizza un compound di derivazione Superbike). Pneumatici simili vengono già utilizzati da alcune roadster su cerchi da 18, il cerchio da 17 però permette però di avere un profilo più tondeggiante del pneumatico e quindi una maggiore maneggevolezza e una più grande capacità di piega. Aspetto questo fondamentale anche per assecondare al meglio il profilo molto sportivo della gomma anteriore e rendere più lineare e progressiva la discesa in piega.
Il Ducati Traction Control, nello spazio di pochi millesimi di secondo è in grado di rilevare e controllare, il pattinamento della ruota posteriore. Il sistema consente di scegliere su 8 livelli, ognuno programmato per offrire un differente valore di slittamento del retrotreno: migliori performance, e sicurezza attiva. Una tecnologia “user friendly” e contemporaneamente futurista che rende facile e alla portata di tutti una moto dalle prestazioni non lontane da una SBk di qualche anno fa.
La posizione della sella con l’assetto ribassato permette anche ai meno alti di toccare con entrambi i piedi per terra, la sella è corta ergonomica e molto ben imbottita, e pure il passeggero può usufruire di pedane ingegnosamente retrattili e di una maniglia posteriore estraibile con forma a T. Strumentazione su due livelli, il Display superiore fornisce i dati principali, quali velocità, giri/min, orario, temperatura e spie varie. Il Display inferiore a colori, si adatta alle condizioni della luce cambiando il colore dello sfondo, fornisce informazioni sul Riding Mode, sul DCT selezionato, sulle marce usate, chilometraggio totale e parziale. A moto ferma il Display inferiore funge anche da quadro di comandi, consentendo di personalizzare e salvare le impostazioni del DTC, del Riding Mode e anche di disabilitare l’ABS.
L’accensione della Diavel è comandata da una chiave elettronica che si tiene in tasca, la moto riconosce la chiave a 2 m. di distanza, abilitando automaticamente le funzioni. Quando si parcheggia la moto, si può inserire il bloccasterzo premendo una due volte il pulsante di spegnimento. L’illuminazione degli indicatori di direzione e della luce freno posteriore è affidata a due strisce verticali di LED trasparenti che seguono l’esatto profilo della cover sottosella, offrendo massima visibilità. Innovativo anche il blocchetto di destra con il pulsante di avviamento che fuoriesce dal blocchetto facendo scorrere il tasto di accensione del quadro. Su tutti i componenti svetta una elevata cura costruttiva, tanto nei materiali che nelle finiture superficiali le parti metalliche si dimostrano senza dubbio al top sia nel design che nella fattura, unico neo le plastiche delle prese d’aria anteriori perfettibili dal punto di vista dell’accoppiamento. Il programma di manutenzione infine prevede la registrazione delle valvole spostata in avanti e da eseguire ogni 24.000 km.
Solo 210 i chili denunciati dalla bilancia che scendono di 3kg nel caso in cui si scelga la versione carbon. Le misure caratteristiche di portano a 28° di angolazione del cannoto di sterzo uniti a 130mm di avancorsa, l’off set della ruota anteriore è di 24 mm, mentre l’angolo totale di sterzo è di 70 gradi, l’interasse infine misura 1590mm con una lunghezza del forcellone di 635mm.
Molto più agile di quello che le dimensioni lasciano presagire, molto stabile per via del gommone posteriore che garantisce accelerazioni brucianti, spunta tempi in partenza, eccellenti grazie alla grande impronta a erra alla bassa tendenza a sollevare la ruota anteriore. Stesso discorso in frenata dove riesce a utilizzare al massimo la potenza decelerante anche del posteriore mantenendo lontani i rischi di cappottamento e di bloccaggio del posteriore.
Un po maschia nella risposta, ma grazie al controllo di trazione, si può utilizzare il gas con disinvoltura. Tre i Riding Mode pre impostati: Sport da 162 Cv e traction control impostato sul primo livello, Touring 162 Cv con erogati più dolcemente e traction impostato sul livello tre e poi Urban 100cv molto progressivi e traction sul livello 5. Eccellente anche il sistema frenante dotate di un ABS evoluto e molto compatto (la centralina pesa solo 0.8kg. grazie alla seduta e al baricentro basso e al peso ripartito anche sul pneumatico posteriore si può utilizzare a pieno anche la potenza decelerante del posteriore con una tendenza al sollevamento minore risptto ad una sportiva. Questo consente frenate pazzesche, infatti si può azionare la leva con forza anche alle alte velocità e ricevere una decelerazione a volte anche più incisiva rispetto alle migliori supersportive in commercio.
La maneggevolezza è molto buona nulla a che vedere con ciò che siamo abituati a pensare delle altre moto di questa categoria. Perché la Diavel pesa circa 100kg in meno di una muscle bike o di una sport custom (vedi V-rod, V-Max o altre), insomma la guida è un incrocio tra una naked e una sport cruiser. Il pneumatico posteriore Diablo Rosso II da 240 su cerchio da 17 non ha nulla a che vedere con quelli extralarge da 18 pollici utilizzati dalle rivali e dona una maneggevolezza e una capacità di piega nettamente superiore. Il cerchio da 17 a parità di circonferenza di rotolamento permette ai talloni di essere più distanti dalla superficie del pneumatico quindi il profilo della gomma che scende verso la spalla farà un angolo maggiore, vale a dire meno rettilinea e più inclinata. Da questo esce un profilo più appuntito e quindi un maggiore maneggevolezza. Anche in SBK la Pirelli quando sono aumentate le richieste di grip è passata ad un pneumatico più largo ma installato su un cerchio da 16,5″ in modo da recuperare una maneggevolezza paragonabile al cerchio da 17″.
Ovviamente il passo lungo si fa sentire soprattutto nelle curve strette o in fase di manovra, così come non potete aspettarvi l’inserimento in curva di una naked o di una supersportiva. Stesso discorso per il valore di avancorsa che pregiudica parzialmente la percorrenza delle curve lente insieme al baricentro veramente basso. Ma il divertimento di guida a volte conosce strade diverse per manifestarsi ed il motore tanto potenze e sfruttabile, potentissimo e ricco di coppia la fa da protagonista insieme ad un avantreno solido e molto stabile anche alle più alte velocità o in condizioni di piega. Il guidato veloce è il suo terreno ideale, curve larghe e da raccordare in terza e quarta marcia, non ama lo sporco o le strade ricche di asperità ma ha personalità da vendere ben condita con una importante dose di elettronica e tecnologia.
Le pedane sono un pò basse, altrimenti si potrebbero raggiungere angoli di piega maggiori, ma già così si arriva facilmente a superare i 41 gradi di inclinazione un dato di tutto rispetto e decisamente più alto rispetto alla diretta concorrenza. Ultima nota il pratico manettino posto sotto la sella per la regolazione idraulica del precarico della molla posteriore, qualche giro in più rispetto alla regolazione standard aiuta a rendere più maneggevole l’anteriore e a far “lavorare” meglio il pneumatico anteriore limitando quel leggero allargamento della traiettoria .
Il Diavel è disponibile in Rosso Ducati con telaio rosso e ruote nere, o Pearl White e nero metallizzato, con telaio nero e ruote nere. Il Diavel Carbon invece, è disponibile nelle colorazioni “Red Carbon” con telaio rosso, o “Black Carbon” con telaio nero. I prezzi vanno da 16.800 € per la versione base, ai 19.900 € per il modello Carbon: cara ma esclusiva.
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Carattere del motore
Personalità estetica
Potenza e coppia
Stabilità
Frenata da record
Tecnologia impiegata
Cura dei dettagli
Sella ben imbottita
Possibilità di personalizzazione
Non piace
Comfort limitato
Pressione aerodinamica
Prezzo un elevato
ascarietto
04 feb 2011 - 10:57 - #1Mi piace !!!!!
steppenwolf
04 feb 2011 - 11:10 - #2qualcuno mi spiega perchè (rispetto ad un 18″) il cerchio da 17 (diametro in pollici) permette però di avere un profilo più tondeggiante del pneumatico?
Littlejohn
04 feb 2011 - 11:16 - #3A me nel complesso ancora non va giù, aspetto di vederla dal vivo.
Ma per materiali e cura dei dettagli è eccezionale, e bisogna dare atto a Ducati del coraggio avuto nel lanciarsi in progetto simile.
Ache nel lontano 1992, quando fu mostrato per la prima volta il Monster, un sacco di gente si esibì in insulti ed improperi pieni di astio,molto molto simili a quelli a cui stò assistendo ora per la Diavel.
E sappiamo tutti come è andata.
ascarietto
04 feb 2011 - 11:19 - #4Quoto #4
Littlejohn
04 feb 2011 - 11:21 - #5@Steppenwolf, a parità di diametro totale della ruota ed a parità di altezza della spalla del pneumatico è abbastanza logico che un cerchio di diametro minore comporti un pneumatico dal profilo più tondo, concordi?
the emperor
04 feb 2011 - 11:23 - #6dopo aver letto la prova mi è venuta ancora più voglia di provarla anche io
yteyitei
04 feb 2011 - 11:28 - #7Costa uno sproposito.
jack67
04 feb 2011 - 11:29 - #8Giudizio personalissimo, a me piace tantissimo, è fuori da ogni schema ma è fatta proprio bene, qualità percettibile. Sono un customista e prima o poi arrivera nel mio box.
madraffa
04 feb 2011 - 11:40 - #9E’ una moto che sicuramente si ritaglierà una fetta di mercato anche in Italia, e sarà un successone negli USA.
Da quando c’è Del Torchio si sta cercando di dare una nuova immagine superesclusiva del brand… ma si sta un po’ perdendo quell’alone di genuina passione che aleggiava attorno al marchio…
frap
04 feb 2011 - 11:46 - #10“Look affascinante, imponente serbatoione da 17 litri, con due larghe prese d’aria laterali, che sinuosamente vanno affusolandosi mentre raggiungono il retrotreno”
mah…sinuosamente proprio non direi…
comunque credo che avrà successo
se ne parla un giorno sì e l’altro pure
costa un botto
fa figo al bar (comunque)
anzi, se aumenteranno il prezzo ne venderanno di più, la gente ragiona così
la meccanica non si discute, il resto sì, ma il tutto lascia il tempo che trova. quando ci sono i dindi le frontiere sono sempre aperte
zetaics
04 feb 2011 - 11:47 - #11non si può guardare………….
JKDCM
04 feb 2011 - 11:49 - #12Complimenti al marketing Ducati x il post, ma il dubbio rimane: era necessaria?
I dati di vendita ne saranno i giudici, come sempre.
frap
04 feb 2011 - 11:49 - #13@10 ma va?
il guaio è che se non fai così, non sopravvivi (vedi fabbrica bolognese concittadina fallita). devi essere “figo” e alla moda. la “passione genuina” è in minoranza.
in maggioranza, coloro che fanno finta di averla
valsy
04 feb 2011 - 11:57 - #14@steppenwolf
Immagine appena aggiunta: http://www.motoblog.it/galleria/test-ducati-diavel-2011/60
lucalfa147
04 feb 2011 - 12:15 - #15I like it..da vedere e possibilmente provare !!
Pito28
04 feb 2011 - 12:19 - #16E’ la classica moto da str**zo. Un po’ come il Cayenne fra le auto (e infatti ritengo la acquisterà chi ha già quello).
facket
04 feb 2011 - 12:21 - #17A Milano l’ho vista e non mi è piaciuta.
A Verona ci sono salito ma purtroppo non mi è piaciuta.
Chissà…magari provandola…
Per adesso trovo la V-Max decisamente più riuscita in tutto.
Lamps.
FrankX
04 feb 2011 - 12:37 - #18Ho letto con grande interesse il post. Non mi piaceva di primo acchito, non la capivo, ma sono uno che pensa prima di parlare. Considerazione 1: continua a non piacermi. Considerazione 2: è la prova che la Ducati è fatta di persone intelligenti e che guardano lontano, che vogliono che la impresa (e non la azienda…) sopravviva, qindi fanno scelte coraggiose. Tanto di cappello. Considerazione 3: i motociclisti sono sempre più vecchi di età, basta andare in giro una domenica per rendersene conto, quando ci sitoglie il casco el teste bianche sono la maggioranza. I dolori ci obbligano ad adattarci, non c’è nulla da fare. Considerazione 3: io sono un appassionato da 43 anni di moto. Ho guidato di tutto, ho anche fatto qualche gara nazionale, modesto mestierante. Conosco i miei limiti. Ho comprato 2 (due) Morini Granpasso, un motore meraviglioso, migliore di qualunque altro della concorrenza, eccellente in tutto, ma un filo troppo alta da terra (sono 1 metro e 80) e faticosa, impegnativa da guidare quando si incomincia ad essere stanchi ( es: dopo un bel 400 km di curve e tornanti). Sei sempre solo sulla ruota di dietro di gas, e alla lunga è frustrante. Non la cambierei con un altra moto, ma finirò per prenderme una più “facile” per i lunghi viaggi specie in coppia. Troppo rischio. Conclusione 4: bravi e intelligenti quelli della Ducati: una moto diversa, che si guida facile, ma molto Ducati. La Porsche è sopravvissuta, e fa investimenti, con le Panamera e le Cayenne.
Per ora, non è la mia moto. Ma, gli anni passano…
Aspi
04 feb 2011 - 12:47 - #19Grande meccanica, ottima elettronica, componentistica di prim’ordine, sicuramente prestazioni motoristiche, guidabilità ed a quanto dite anche qualità costruttiva sono eccezionali. La validità tecnica è conclamata, brava Ducati!
Ma i gusti sono personali… esteticamente a me proprio non va giù. Certo non è affatto mio genere di moto.
fakie76
04 feb 2011 - 12:54 - #20franx ha ragione…una mossa coraggiosa di Ducati….e aggiungo è inconfondibile ed è una moto che non passa inosservata…e non e poco considerando che le japponesi si stanno copiando e non inventano più niente…e che il segmento moto sta diventando un segmento sempre + improntato al lusso…chi vuole spendere poco spesso dirotta la scelta su uno scooterone, tanto che le case con i nuovi scooter-moto cercano di portare via clienti affezionati proprio alle moto entry level…vedi fz6 gs600 e hornet!!
bibendus
04 feb 2011 - 12:55 - #21non è il mio genere però le considerazioni, dati i presupposti, sono ottime e unanimi tra i vari siti web che ho incrociato stamattina. per cui il prodotto è riuscito senz’altro.
oltretutto finalmente si vede un impiego dell’elettronica più corposo rispetto alla concorrenza che oltre all’iniezione elettronica non va.
probabilmente avrà più successo della streetfigter di cui ne ho viste solo un paio!
albi
04 feb 2011 - 12:56 - #22se dovessimo giudicare le moto dalla loro utilità nei listini ne resterebbero una decina ma la moto prima di tutto è passione e carattere cose che non mancano alla Diavel,non resta che andare a provarla di persona e comunque meglio esplorare nuove strade che restare immobili per quarant’anni come la Moto Guzzi che difatti resta in piedi solo grazie ai contributi statali e agli scooter Piaggio
frap
04 feb 2011 - 13:05 - #23@19 la granpasso nasce come “quasi motardona”. le ricordi le morini excalibur e new york?
immaginavo una Excalibur 1200 bella bassa…per umiliare la V-Rod…purtroppo però rimarrà un sogno.
Manaccia
04 feb 2011 - 13:23 - #24Moto dall’immagine ignorante,farà concorrenza alla v-road.
Tra le due prenderei la diavel perchè sicuro ha una guida più divertente.
Prenderei…perchè io simili cifre per andare al bar,non posso permettermele,e non mi sento meno realizzato se non faccio il tamarro in città.
Il limite più che l’utilizzo,è il prezzo.
E’ un oggetto per ostentare,chi la prenderà lo farà solo ed unicamente per catturare sguardi e farsi bello.
L’elettronica qui serve per dare chiacchiera,e non per la ricerca di prestazioni e sicurezza.
Ne venderanno tante.
mantassh
04 feb 2011 - 14:09 - #25Io ora come ora ho una voglia matta di provarla. Ma solo perchè sono curioso. Poi giudicheròcerto che il passaggio dall’Hyper a questa sarebbe molto difficile…
Duca612
04 feb 2011 - 14:25 - #26Ha poco a che fare con il dna Ducati, ma per sopravvivere bisogna trovare altre quote di mercato…purtroppo
mauison
04 feb 2011 - 14:26 - #27La qualità Ducati è una cosa(inappugnabile)
Lo stile del mezzo un’altra.
Sgraziata.
Preferisco l’alluminio satinato del V-Max.
puculpino
04 feb 2011 - 14:47 - #28speriamo che ne vendano tante così sviluppano una supersport coi controfiocchi!
Nicola31
04 feb 2011 - 15:05 - #29…per il mercato AMERICANO!!!
enricosl900
04 feb 2011 - 15:14 - #30Tutti dicono che per sopravvivere bisogna fare così. Moto senza senso, senza uno spunto neanche minimo di inventiva, senza nient’altro che un impatto modaiolo conquistato appiccicando una scritta Ducati su qualsiasi cosa venisse in mente, dal vino al profumo.
Perché, non prendiamoci in giro, di coraggio per fare una cosa così ce ne vuole ben poco: è un “veicolo” (perché di moto in Ducati ormai non parlano neanche più) figlio di un percorso evolutivo ben studiato, non della richiesta di un ipotetico mercato. Hanno creato il pubblico di Ducatisti che volevano, e ora a quel pubblico possono permettersi di proporre le peggiori nefandezze con la certezza quasi matematica di non fare sbagli. Hanno nel contempo perso i ducatisti con la d minuscola, quelli di una volta che vivevano di passione per quelle moto rosse e ignoranti così diverse dalla massa, ma lo avevano messo abbondantemente in conto.
Tragicamente reale quanto detto da frap al post 14: la passione genuina è in netta minoranza, con una sempre più allargata maggioranza di quelli che fanno finta di averla. O, aggiungo io, di quelli che si sono convinti di averla a forza di vedere moto rosse e piloti gialli. Tremo al pensiero del mix…
enricosl900
04 feb 2011 - 15:20 - #31A quanti parlano di “prodotto coraggioso” rispondo che oggi come oggi un prodotto realmente coraggioso sarebbe una nuova 900 Supersport. Per una volta ben fatta, senza putt***ate elettroniche ma con un telaio che sia un traliccio vero, una sospensione posteriore progressiva e forcella e ammortizzatore non dorati ma regolabili e funzionanti, oltre a un motore con la frizione a secco. Ottanta cavalli di divertimento e versatilità da vendere a dodicimila euro al massimo, e ci son stato largo anche per i loro margini.
Ecco, una moto che sia semplicemente una moto oggi come oggi per Ducati sarebbe qualcosa di coraggioso. Perché è qualcosa che hanno smesso di fare da tempo…
enjoyash
04 feb 2011 - 15:27 - #32bel cesso di moto… a quel prezzo poi…contenti voi, se vi piace, ma a me fa schifo.
comunque ne han già piazzate 45 in gennaio, 30^ moto più venduta, non male ma neanche entusiasmante come risultato (harley vende ben di più due modelli)
Littlejohn
04 feb 2011 - 15:34 - #33@enricosl900
Una nuova 900 Supersport, bella, semplice, leggera e raffreddata ad aria, sarebbe un sogno!!!…ma purtroppo credo che più che un “prodotto coraggioso” sarebbe un “flop commerciale”. Probabilmente la compreremmo tu, io, e qualche altra decina di appassionati.
Mettiamola così: auguriamoci che Ducati venda vagonate di M1200 e Diavel, e magari potrà regalare ai “Ducatisti” la nuova SS900.
albi
04 feb 2011 - 16:21 - #34enricosl900@ come ben saprai alla Ducati è sempre stata mossa la critica dei pochi cavalli del 2 valvole in confronto ai 4 cilindri e,purtroppo non avrebbe mercato una sportiva con tale motore,con la Diavel e la Multi in compenso la critica è che ne hanno troppi di cavalli…;-)))) dimenticando che il riding mode li tiene a bada e permette di usare anche solo 100 cv
ApriliaForever
04 feb 2011 - 16:41 - #35La moto in se e’ curata ed e’ un “bel pezzo”, ma la posizione che si assume in sella fa molto MOTOZAPPA..
mah ..
Giulio B
04 feb 2011 - 17:19 - #36Anvedi, ma che è?
La motoRAMBO ???
steppenwolf
04 feb 2011 - 17:19 - #37Valsy,
però nella figura aggiunta confrontano il profilo un /40 con un /45 per forza il /45 è più rotondo, questo non ha che fare con il diametro, no? comunque l’argomento è OT.
grazie a te e Littlejohn per le gentili risposte
Littlejohn
04 feb 2011 - 17:35 - #38@steppenwolf,
non vorrei dire cazzate, ma credo che un pneumatico /40 avrebbe un profilo ancora più rotondo.
Per me è sempre un piacere discutere di queste cose.
newyork
04 feb 2011 - 17:50 - #39dal vivo continua a non convincermi nella parte laterale anteriore troppo pesante e plasticosa enel serbatoio lungo,
seduto mi sono trovato benissimo e` comoda bassa sembra di avere tutto sotto controllo.
la carbon e` la piu bella.
vedendo i giudizi dei vari tester sembra vadi davvero bene,
con quei cavalli, quell’ accelerazione che ti lascia le sportive dietro se scende in curva bene ci sara` da divertirsi,
la provero` in aprile!!
Sonico
04 feb 2011 - 18:04 - #40Va bene che una moto va provata. Ma non c’è bisogno di provarla per dire che non piace e che è, in sostanza, brutta e sgraziata. Esteticamente “pesante”. L’opposto di quello che io, e credo altri, intendono per moto.
Forti del traino ValeRossi venderanno (forse) oltreoceano. Qui da noi sarà un flop al pari della streetfigher.
sergio-gandrus
04 feb 2011 - 18:10 - #41E’ contro tutto quello che definisce per me una moto. Non la trovo neanche originale! Mi ricorda una Bimota orribile di qualche tempo fa.
Detto questo spero che i tamarri ricchi se la comprino così come comprano Cayenne e X6. La Ducati deve vendere per sopravvivere.
ascaban
04 feb 2011 - 19:04 - #42la streetfighter ha venduto per quella fetta di mercato che si poteva (e si puo’) permettere di sbosare quasi 20000 eurini .mica tutti abbamo 20k da spendere per una moto.Se costasse 13/14 ne venderebbero a vagonate ma come si sa’, le cose belle costano e solo pochi se le possono permettere.Io non posso ma una streetfighter in garage la porterei mooolto volentieri! tornano in topic penso di poter dire una frase azzeccata se dico che la bellezza di questa moto(diavel) e’ inversamente proporzionale alle sue prestazioni ed alla sua tecnologia
iangillan
04 feb 2011 - 20:08 - #43ho letto che nel 2012 dovrebbe uscire una streetfighter con motore della 848…..
Colonnello Kurtz
04 feb 2011 - 22:56 - #44Più la guardo e più mi piace. Il nuovo corso Ducati basato su modelli più jappizzati (Streetfighter) e o Jankeezzati (questa) mi sembra promettente.
La Ducati è stata finora fin troppo legata alla tradizione. Praticamente con soli due modelli principali , il monster nelle sue declinazioni e le supersportive. Era ora di innovare lo stile con modelli diversi.
Io spero che innovino anche nell’architettura del motore.. Fare un monocilindrico e un 4 cilindri per tutti è vietato?
Diversificare e innovare consente di accontentare più clienti e mi sembra che questo sia lo scopo di una azienda commerciale.
Per me Del Torchio, tanto vituperato, ha capito tutto. Ha preso Rossi per dare immagine alla marca (potete dire quello che volete ma nonostante il tempo che passa, non c’è n’è ancora uno che lo equivalga come pilota e come carisma) e per fare da traino a modelli nuovi e di rottura col passato e ha ampliato l’offerta. Se non si fa così si fa la fine della morini.
tenkulo
05 feb 2011 - 06:59 - #45.. :((
.. >.< a me sembra uno scooter …. ecco l’ho detto…
Daze
05 feb 2011 - 15:29 - #46Quando ho visto le primissime immagini spia non pensavo sarebbe mai uscita in serie cosi’…sembrava troppo un concept, di quelli che vengon stravolti per far posto alle logiche della produzione in serie.
Cosi’NON è stato. MI PIACE UN SACCO.
cosaecome
05 feb 2011 - 15:58 - #47ciao Marco
fazerpower
14 feb 2011 - 11:16 - #48Vista dal vivo fa ribrezzo, sembra un pullman con 2 ruote!
…e poi quale coraggio!? quello di mettere sul mercato una moto da ricconi?
ci vorrebbe un bel BOYCOTT totale, altro che chiacchere
Giulio B
14 feb 2011 - 20:52 - #49“è un catafalco”?
Ma perché dite queste cattiverie??
Posizione di guida ranocchio-style (dopo 20 km spuntano pure le branchie);
Passeggero “sms-style” (mandami un messaggio se ci sei ancora);
Motore 162 cavalli (l’ideale alla seconda di Lesmo);
Passo lungo “bara-style” (siete già pronti belli sdraiati in caso di funerale);
Prezzo esclusivo 16.800/19.900 euro (talmente esclusivo che ve la siete comprata solo voi).
Tutta invidia per la motorambo!
(Fate uscire il Rambo che è in voi)
Giulio B
14 feb 2011 - 21:00 - #50All together!
(ritornello tipo Mazinga zeta)
Motoooo…
rrrrrrramboooo!
(2 volte)
Mi dicon che son strambo,
perché ciò la moto rambo,
le cambiali sto firmando,
tre chili di carta per la motorambo.
(ancora ritornello)
Motoooo…
rrrrrrramboooo!
(2 volte)
190 in tangenziale,
2 pattuglie della municipale,
quant’altro devo pagare?
ma fatemi accellerare!
(ancora ritornello)
Motoooo…
rrrrrrramboooo!
(2 volte)
con il testastretta,
ci vado di manetta,
dar meccanico sò arrivato,
la serranda jò sfonnato.
(ancora ritornello)
Motoooo…
rrrrrrramboooo!
(2 volte)