MotoGP: i "giovani leoni" all'assalto del "vecchio" poker d'assi?

Marco SimoncelliNessuno, stando alle dichiarazioni “ufficiali” del dopo test di Sepang, si lecca le ferite. Tutti, proprio tutti, pur con qualche sfumatura, affermano di essere contenti della tre giorni sul circuito malese. Riflettendo sui tempi, e non solo su questo, la realtà offre una situazione molto più articolata. Indubbiamente c’è un limite nella comunicazione (dichiarazioni di circostanza scritte dagli uffici stampa) improntata esclusivamente sulle esigenze del marketing, per cui un pilota viene spinto sul mercato e “venduto” come fosse un dentifricio.

Ma, oltre a questo taglio della comunicazione di stampo promo pubblicitario, le dichiarazioni che ruotano sul famoso refrain attribuito in particolare al Loris Capirossi delle ultime stagioni, cioè al “sono fiducioso”, tendono a vedere (e a far vedere) rosa situazioni che invece talvolta sono, se non nere, comunque grige. Si può dire che anche nel modo di comunicare la MotoGP ha “copiato” la Formula uno, appiattendosi e conformandosi e perdendo una delle migliori caratteristiche del motociclismo, quelle della spontaneità, del dire pane al pane e vino al vino.

Per capirlo, basta leggere una piatta dichiarazione scritta di Valentino Rossi (potrebbe essere scambiata per una di … Pedrosa!) lontana mille miglia dalle sempre effervescenti e coinvolgenti parole in diretta del campione pesarese. Tant’è. Tornando più direttamente ai test di Sepang, la novità, non da poco, è la scomposizione del “vecchio” poker d’assi (Rossi-Stoner-Lorenzo-Pedrosa) ed è la conquista del miglior tempo di un outsider (seppur di lusso) come Marco Simoncelli.

Stando ai tempi di questo primo test, il “vecchio” poker d’assi” non fa più il filotto delle prime quattro posizioni (solo Stoner, secondo tempo e Lorenzo, terzo tempo partirebbero in una prima fila virtuale). Il “poker d’assi” si è così scomposto da trovare Pedrosa (sesto) e Rossi (decimo).

Il dato non è di poco conto, perché pare ci sia un deciso “assalto” dei giovani leoni alla “vecchia” guardia. Simocelli primo, Dovizioso quarto, Spies quinto dimostra che non temono nessuno e non subiscono timori reverenziali di sorta. Nessuno si dimentica che anche Lorenzo e Stoner non sono dei matusa, ma per loro il discorso è diverso.

Sta’ a vedere che questa MotoGP malandata riprende vigore proprio sotto la spinta dei più giovani? Bellissimi e da cardiopalma i grandi duelli di sempre Rossi-Stoner-Lorenzo! E si da quattro, i “moschettieri” dalle punte di diamante diventassero sei o sette?

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