Motociclisti fuori dai passi per i controlli, i commercianti insorgono

Dopo i controlli della Forestale al Passo della Calla e del Muraglione i motociclisti evitano le strade tra Forlì e Arezzo e la loro assenza si fa sentire...

Poco tempo fa vi avevamo segnalato il video realizzato dal Corpo Forestale dello Stato al Passo del Muraglione, nell'ambito del progetto "Defend Life", volto a diminuire il numero di incidenti e infrazioni compiute da motociclisti.

Una vera e propria "epidemia" di controlli messa in atto dai Forestali che quest'estate hanno sanzionato moltissimi biker e ritirato ben più di una patente. Il risultato, a quanto scrive il quotidiano La Nazione, non è propriamente quello sperato, dal momento che ora molti motociclisti stanno evitando quel bellissimo tratto montano, per timore dei controlli.

Verrebbe da pensare "se uno rispetta il codice non dovrebbe avere timori", ma come già lamentato in una lettera aperta anche dal Coordinamento Italiano Motociclisti spesso i limiti si sono rivelati troppo restrittivi e in alcuni tratti rispettare i 30 kmh di velocità diventa insostenibile per chi guida una due ruote. Fatto sta che ora le strade sono state "ripulite" dai bikers: peccato però che proprio loro fossero tra i maggiori contribuenti per gli esercizi commerciali della zona e ora la loro mancanza si fa sentire.

Il titolare dell'Alpen bar di Campigna, in provincia di Forlì, a dominare la Bidentina, lamenta:

"Da primavera fino all’autunno siamo meta per i centauri, ma ora sento motociclisti letteralmente impauriti per i controlli. Al sabato attorno al mio locale c’erano sempre più di duecento motori, adesso se ne vedono appena trenta."

Gli fa eco il collega dello Chalet il Valico, del tratto appenninico toscano:

"Vediamo sempre meno motociclisti, per noi vuol dire ovviamente meno entrate. Non si possono allontare i motori in questo modo dalla montagna, ci sono tanti turisti che arrivano fin qua sulle due ruote, proprio perchè la strada si presta a questo modo di viaggiare."

Inutile sottolineare quanto il "mototurismo" e anche le "gite fuoriporta" dei motociclisti siano vitali per le attività della zona e che limiti eccessivamente bassi, oltre alla paura di vedersi ritirare la patente siano un ottimo deterrente per i bikers. Dura lex sed lex, non si discute, i limiti vanno rispettati e la strada non è una pista, ma i controlli a tappeto, volti anche a batter cassa senza troppi complimenti, vanno anche a danneggiare chi, proprio sui motociclisti, basa la propria attività.

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