Valentino Rossi avverte Di Giannantonio: “Mai provocare Acosta”
Valentino Rossi commenta il gesto di Di Giannantonio verso Pedro Acosta e parla del futuro del team VR46 in MotoGP.
Il paddock della MotoGP a Barcellona è tornato ad animarsi con la presenza di Valentino Rossi, che tra battute, analisi e retroscena ha commentato uno degli episodi più discussi delle ultime settimane: il duello tra Fabio Di Giannantonio e Pedro Acosta dopo il GP di Le Mans.
A far discutere non è stato soltanto il sorpasso spettacolare del pilota VR46 sull’ultimo giro, ma soprattutto il gesto successivo. Dopo aver passato Acosta, infatti, Di Giannantonio si è voltato verso lo spagnolo a metà curva, quasi a voler lanciare una provocazione diretta. Un episodio che Pedro Acosta non ha gradito e che ha continuato a far parlare anche nel weekend successivo.
Rossi: “Acosta è meglio non motivarlo”
Valentino Rossi, che di battaglie psicologiche in pista ne ha vissute parecchie, ha affrontato l’argomento con il classico tono ironico che lo contraddistingue, ma lasciando anche un messaggio piuttosto chiaro.
Secondo il nove volte campione del mondo, piloti talentuosi e aggressivi come Acosta non andrebbero ulteriormente provocati.
“Eviterei di sorpassare Acosta e persino di guardarlo”, ha scherzato Rossi durante l’intervista. Poi però ha spiegato meglio il suo pensiero: secondo lui dare motivazioni extra a un pilota così competitivo potrebbe trasformarsi in un problema nella gara successiva.
Per il Dottore, il modo migliore di gestire situazioni simili resta molto semplice: superare l’avversario, guardare avanti e portare a casa il risultato senza aggiungere tensione inutile.
Valentino difende comunque Di Giannantonio
Nonostante il consiglio ad Acosta, Rossi ha comunque difeso Di Giannantonio, sottolineando come spesso nel paddock esistano dinamiche e tensioni che il pubblico non conosce. Secondo Valentino, dietro certi gesti potrebbero esserci episodi precedenti, contatti in pista o rivalità personali maturate nel tempo tra i due piloti.
Per questo motivo Rossi ha lasciato intendere che lo sguardo di Diggia potesse essere una reazione istintiva nata all’interno di un contesto più ampio. L’aspetto che lo ha sorpreso maggiormente è stato invece il fatto che Acosta abbia deciso di parlarne pubblicamente.
“Ai miei tempi certe cose si sistemavano in pista”
Nel commentare la reazione dello spagnolo, Valentino Rossi ha fatto anche un piccolo tuffo nel passato, ricordando come certe rivalità venissero gestite ai suoi tempi.
Secondo il pilota italiano, in passato molti corridori preferivano non parlare troppo con i media, aspettando piuttosto la gara successiva per regolare i conti direttamente in pista.
Un concetto che Rossi ha espresso con il suo classico sorriso ironico, lasciando intendere che oggi il paddock MotoGP sia forse più “mediatico” rispetto agli anni delle sue grandi battaglie con Biaggi, Gibernau, Stoner o Lorenzo.
Il ricordo delle minimoto e delle provocazioni
Durante l’intervista, Valentino ha raccontato anche un episodio legato ai suoi anni nelle minimoto, spiegando come già da ragazzino odiasse i piloti che cercavano di innervosire gli avversari con urla o provocazioni in pista.
Rossi ha ammesso che proprio quei comportamenti finivano spesso per renderlo ancora più aggressivo e competitivo. Un dettaglio interessante che aiuta a capire quanto la componente mentale continui ad avere un peso enorme anche nel motociclismo moderno.
VR46 pensa già al mercato piloti 2027
Oltre al caso Acosta-Di Giannantonio, Rossi ha parlato anche del futuro del Pertamina Enduro VR46 Team, confermando che il lavoro sul mercato piloti per il 2027 è già iniziato.
Secondo quanto raccontato dal Dottore, i nomi monitorati dalla squadra sono principalmente quattro:
Luca Marini, Nicolò Bulega, Celestino Vietti e Franco Morbidelli.
Valentino ha ribadito inoltre un concetto molto importante per il progetto VR46: la volontà di mantenere almeno un pilota italiano all’interno del team anche in futuro.
Rossi difende Morbidelli e le Ducati GP25
Nel corso della chiacchierata, Valentino ha preso le difese anche di Franco Morbidelli, protagonista di una stagione complicata.
Secondo Rossi, una parte delle difficoltà sarebbe legata proprio al comportamento delle nuove Ducati GP25, considerate più difficili da guidare rispetto alle versioni precedenti.
Il Dottore ha spiegato che anche altri piloti stanno incontrando problemi simili e che le differenze tecniche all’interno della griglia MotoGP stanno influenzando parecchio il rendimento dei piloti.
Il futuro VR46 dipenderà dai risultati
Nonostante le preferenze italiane, Valentino Rossi ha chiarito che nel motociclismo moderno il fattore decisivo resta sempre uno: i risultati.
Per questo motivo la situazione potrebbe cambiare rapidamente nel corso della stagione. Lo stesso Rossi ha raccontato che Celestino Vietti, inizialmente fuori dai radar principali del team, è tornato improvvisamente tra i candidati dopo una pole position particolarmente convincente. Un messaggio molto chiaro per tutti i piloti che sperano in un futuro nel team VR46: il posto si conquista soprattutto la domenica, in pista.