MotoGP 2026 sempre più aperta: Honda e Yamaha tornano competitive
I test di Montmeló mostrano una MotoGP sempre più equilibrata: KTM, Ducati, Honda e Yamaha crescono contro Aprilia.
Dopo sei Gran Premi la sensazione è abbastanza chiara: Aprilia resta ancora oggi la moto più completa e competitiva della griglia MotoGP 2026. Ma il vantaggio che sembrava enorme a inizio stagione sta lentamente iniziando a ridursi.
I weekend di Jerez e soprattutto del GP di Catalogna hanno infatti mostrato segnali molto interessanti da parte della concorrenza. KTM, Ducati, ma anche Honda e Yamaha stanno facendo passi avanti concreti, rendendo il campionato molto più aperto rispetto a quanto sembrasse nelle prime gare. Aprilia continua ad avere il pacchetto tecnico più efficace, ma il “monopolio” visto nelle fasi iniziali della stagione inizia a scricchiolare.
Aprilia resta il riferimento tecnico della MotoGP
Nonostante qualche difficoltà recente, Aprilia continua a essere la moto da battere. La RS-GP si è dimostrata estremamente competitiva grazie a un equilibrio quasi perfetto tra motore, elettronica, aerodinamica e guidabilità.
Secondo molti osservatori del paddock, il pacchetto tecnico di Noale è ancora il più sofisticato della griglia, soprattutto dal punto di vista aerodinamico. Ed è proprio su questo aspetto che il team ha continuato a lavorare durante i test post-GP di Montmeló.
I risultati restano impressionanti. A Le Mans Aprilia aveva dominato completamente il weekend con Jorge Martín vincitore di Sprint e gara, Marco Bezzecchi costantemente sul podio e Ai Ogura capace di completare una storica tripletta Aprilia. Numeri che confermano il livello raggiunto dal progetto italiano.
Il GP di Catalogna ha mostrato un campionato più equilibrato
Se però a Le Mans Aprilia sembrava ancora intoccabile, il weekend di Barcellona ha dato sensazioni molto diverse. Martín è apparso veloce ma meno dominante rispetto alle gare precedenti. Lo spagnolo ha commesso un errore sabato e domenica stava iniziando a perdere terreno rispetto a Pedro Acosta e Marc Márquez prima della caduta che ha causato la bandiera rossa.
Anche Bezzecchi ha faticato più del previsto, mentre Raúl Fernández è stato il miglior pilota Aprilia in qualifica. Il punto interessante è proprio questo: in alcuni circuiti gli avversari sembrano iniziare ad adattarsi meglio rispetto alle prime gare della stagione. Il problema non è che Aprilia stia peggiorando, ma che gli altri costruttori stanno finalmente riducendo il gap.
KTM cresce rapidamente attorno ad Acosta
Tra i marchi che stanno mostrando i progressi più evidenti c’è sicuramente KTM. Pedro Acosta continua a essere il simbolo della crescita del progetto austriaco. Il rookie spagnolo è ormai stabilmente nelle posizioni di vertice e il feeling con la RC16 migliora gara dopo gara.
A Barcellona Acosta ha conquistato la pole position e nei test del lunedì è stato il pilota più veloce della giornata prima che il maltempo interrompesse il lavoro in pista.
Ma il dato forse più importante riguarda il rendimento generale della KTM. Anche Enea Bastianini, Maverick Viñales e Brad Binder hanno mostrato segnali molto positivi, dimostrando che la crescita non dipende più soltanto dal talento di Acosta ma da un pacchetto tecnico complessivamente più competitivo. La RC16 sembra finalmente diventata una moto più costante e più facile da sfruttare su circuiti differenti.
Ducati continua a sviluppare la GP25
Anche Ducati, pur vivendo una stagione meno dominante rispetto agli ultimi anni, sembra essere in una fase di crescita. La GP25 non ha convinto completamente nelle prime gare e alcuni aggiornamenti iniziali non hanno funzionato come previsto. Tuttavia il lavoro di sviluppo continua senza sosta.
Durante gli ultimi test Ducati ha portato in pista nuovi componenti, compreso un forcellone aggiornato già provato da Pecco Bagnaia. La sensazione nel paddock è che Borgo Panigale stia lentamente iniziando a capire come sfruttare meglio il nuovo pacchetto tecnico. E considerando il livello raggiunto da Ducati negli ultimi anni, sarebbe molto rischioso escluderla dalla lotta mondiale dopo appena sei GP.
Honda e Yamaha iniziano finalmente a reagire
Più indietro restano Honda e Yamaha, ma anche qui iniziano a vedersi segnali incoraggianti. Nel caso Honda, piloti come Johann Zarco e Joan Mir stanno mostrando prestazioni sempre più convincenti. Mir, prima della penalità ricevuta per la pressione gomme, era addirittura riuscito a salire sul podio.
La sensazione è che il progetto Honda stia finalmente trovando una direzione tecnica più chiara rispetto alle ultime stagioni. Anche Yamaha sembra in crescita, soprattutto grazie a Fabio Quartararo. Il francese appare più competitivo e più sereno, mentre la M1 continua a evolversi con nuovi aggiornamenti aerodinamici provati proprio a Montmeló.
Il mondiale MotoGP è molto più aperto del previsto
La cosa più interessante è che nessuno nel paddock sembra essersi arreso al dominio Aprilia. KTM cresce rapidamente, Ducati continua a sviluppare, Honda appare più ordinata e Yamaha sembra finalmente aver ritrovato una direzione tecnica credibile.
Tutto questo rende il campionato MotoGP 2026 molto più aperto rispetto alle previsioni iniziali. Aprilia resta davanti, questo è chiaro. Ma il vantaggio non sembra più inattaccabile come nelle prime gare dell’anno.
E con ancora gran parte della stagione da disputare, la vera domanda inizia a diventare un’altra: riuscirà davvero Aprilia ad arrivare a Valencia ancora da leader del mondiale?