Bagnaia duro dopo Barcellona: “Non meritavo questo podio”
Pecco Bagnaia racconta il difficile GP di Barcellona tra dolore fisico, paura e critiche alla gestione della Safety Commission in MotoGP.
Il podio conquistato al termine della folle gara MotoGP di Barcellona non basta a cancellare la tensione vissuta da Pecco Bagnaia durante una delle domeniche più difficili e pericolose degli ultimi anni.
Il pilota Ducati è arrivato terzo soltanto dopo la penalizzazione inflitta a Joan Mir per irregolarità sulla pressione pneumatici, ma nel dopo gara il campione italiano ha ammesso apertamente di non sentirsi soddisfatto del risultato.
Le sue parole raccontano molto più di una semplice gara complicata. Tra incidenti multipli, paura, ripartenze e problemi fisici, Bagnaia ha descritto un weekend estremamente pesante sia mentalmente sia fisicamente.
E soprattutto ha lanciato un messaggio molto chiaro alla MotoGP sul tema sicurezza e sulla gestione della Safety Commission.
“Dopo tre giri mi girava la testa”
Bagnaia ha spiegato di non essere mai stato realmente in condizione durante l’ultima ripartenza della gara catalana. Dopo il violento incidente che lo ha coinvolto nella seconda partenza, il pilota Ducati è comunque tornato in pista cercando di stringere i denti.
Il torinese ha raccontato di essere risalito immediatamente sulla seconda moto senza avere troppo tempo per riflettere su quanto accaduto. Ma già dopo pochi giri la situazione fisica sarebbe peggiorata sensibilmente.
Secondo Bagnaia, a ogni frenata iniziava a girargli la testa, costringendolo progressivamente a rallentare il ritmo. Il problema principale sarebbe stato legato alla forte botta subita nella zona cervicale durante la caduta.
Il pilota Ducati ha ammesso che probabilmente non era davvero nelle condizioni ideali per continuare a correre, ma ha scelto comunque di proseguire fino alla bandiera a scacchi senza creare ulteriori problemi in pista.
Dopo la gara, Bagnaia è stato sottoposto a controlli medici. Gli esami hanno escluso fratture al polso sinistro, mentre restano dolore e contratture nella zona del collo.
“Non sento di meritarmi questo podio”
Nonostante il terzo posto finale, Bagnaia ha mostrato pochissimo entusiasmo per il risultato ottenuto. Il pilota Ducati ha infatti dichiarato apertamente di non sentirsi meritevole del podio conquistato a Barcellona.
Secondo Pecco, il risultato è stato soprattutto utile in ottica campionato e importante per premiare il lavoro della squadra Ducati, che in una situazione estremamente complicata è riuscita comunque a supportarlo nel migliore dei modi.
Ma dal punto di vista personale, il torinese è apparso molto segnato dalla giornata vissuta in pista.
Bagnaia ha raccontato anche il forte impatto emotivo degli incidenti che hanno coinvolto Alex Marquez e Johann Zarco. In particolare ha spiegato di essersi sentito sollevato soltanto dopo aver saputo che Alex fosse cosciente dopo la violentissima caduta iniziale.
Le immagini degli incidenti hanno infatti lasciato il segno su tutto il paddock MotoGP.
Bagnaia attacca: “Serve più presenza in Safety Commission”
La parte più dura delle dichiarazioni di Bagnaia riguarda però il tema sicurezza. Il pilota Ducati ha criticato apertamente la scarsa partecipazione dei piloti alle riunioni della Safety Commission, organo creato proprio per discutere problemi e proposte legate alla sicurezza in MotoGP.
Secondo Bagnaia, il problema principale è che troppo spesso alle riunioni partecipano soltanto pochi piloti, rendendo difficile avere una voce realmente forte nei confronti di team e organizzatori.
Il campione Ducati ha sottolineato come siano proprio i piloti a conoscere meglio di chiunque altro i limiti delle moto moderne e le situazioni più critiche in pista. Per questo motivo ritiene fondamentale una partecipazione più compatta alle discussioni.
Bagnaia ha anche spiegato che in passato i piloti erano molto più uniti e presenti nelle decisioni relative ai cambiamenti regolamentari o alla sicurezza.
Ora, invece, secondo lui il peso decisionale si sarebbe spostato soprattutto verso team e costruttori.
“La terza partenza è stata forzata”
Un altro tema molto discusso riguarda la decisione di effettuare una terza partenza dopo i due gravi incidenti avvenuti nelle fasi iniziali del GP.
Bagnaia ha ammesso di non voler puntare il dito direttamente contro chi prende le decisioni, ma ha chiarito di ritenere necessaria una regola specifica per limitare ulteriori ripartenze dopo incidenti particolarmente seri.
Secondo il pilota Ducati, la terza partenza del GP di Barcellona è stata “forzata”, soprattutto considerando il clima emotivo vissuto dai piloti dopo quanto accaduto.
Allo stesso tempo, però, Pecco ha ribadito che nessuno obbliga concretamente i piloti a correre. Ha però ricordato come esistano pressioni inevitabili legate a sponsor, team e responsabilità professionali.
Una riflessione molto lucida che evidenzia ancora una volta quanto sia sottile il confine tra spettacolo, competizione e sicurezza nella MotoGP moderna.
Il Mugello arriva nel momento più delicato
Dopo il caos di Barcellona, il Mondiale MotoGP si prepara ora a sbarcare al Mugello per uno degli appuntamenti più attesi della stagione.
Bagnaia arriverà davanti al pubblico italiano ancora in piena lotta mondiale, ma con tanti interrogativi aperti sia sul piano fisico sia su quello mentale.
Le discussioni sulla sicurezza continueranno inevitabilmente anche nei prossimi giorni. Quanto accaduto in Catalogna ha infatti lasciato il segno su tutto il paddock e potrebbe spingere la MotoGP a riflettere su partenze, protocolli e gestione delle ripartenze.
Nel frattempo resta l’immagine di un Bagnaia molto diverso dal solito: meno concentrato sul risultato e molto più colpito da ciò che è successo attorno a lui durante una delle gare più drammatiche degli ultimi anni.