Honda CBR250RR MC22 ritrovata dopo anni: il restauro è incredibile [VIDEO]

Una Honda CBR250RR MC22 abbandonata e piena di ruggine è tornata come nuova grazie a un restauro completo.

Honda CBR250RR MC22 ritrovata dopo anni: il restauro è incredibile [VIDEO]
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 20 mag 2026

Ci sono moto che diventano leggendarie non per la cilindrata o per i numeri assoluti, ma per il modo in cui riescono a lasciare il segno nella memoria degli appassionati. La Honda CBR250RR MC22 appartiene esattamente a questa categoria.

Piccola, leggerissima e capace di urlare fino a 19.000 giri al minuto, questa sportiva giapponese degli Anni ’90 è ancora oggi considerata una delle moto più folli e affascinanti mai costruite da Honda. Per questo il ritrovamento di un esemplare completamente abbandonato in un vecchio magazzino ha immediatamente attirato l’attenzione degli appassionati.

La moto, una Honda CBR250RR MC22 del 1993, era stata lasciata per anni in un angolo a deteriorarsi lentamente. Polvere, ruggine, ragnatele e componenti ossidati avevano praticamente cancellato il fascino originale della celebre “BabyBlade”.

Una piccola supersportiva diventata un mito

Negli Anni ’90 la Honda CBR250RR rappresentava qualcosa di unico. Costruita principalmente per il mercato giapponese, era una vera replica racing in miniatura, pensata per offrire sensazioni da superbike anche con una cilindrata ridotta.

Il cuore della moto era un sofisticato quattro cilindri in linea da 249 cc capace di raggiungere una zona rossa fissata a ben 19.000 giri/minuto, un valore impressionante ancora oggi. Per sopportare regimi così estremi, Honda aveva scelto una soluzione tecnica molto particolare: una distribuzione a cascata di ingranaggi invece della classica catena, tecnologia tipica delle moto da competizione più evolute.

La combinazione tra peso ridottissimo, ciclistica raffinata e motore ad altissimo regime aveva trasformato la MC22 in una vera icona tra i giovani motociclisti dell’epoca.

Ritrovata tra ruggine, sporco e nidi di formiche

Quando il restauratore ha trovato la moto nel magazzino, le condizioni erano decisamente peggiori del previsto. La carrozzeria era coperta da sporco accumulato, ragnatele e corrosione diffusa, mentre molte componenti meccaniche apparivano seriamente compromesse dagli anni di abbandono.

Durante lo smontaggio completo è emerso anche un dettaglio piuttosto incredibile: all’interno del telaio erano presenti perfino dei nidi di formiche costruiti negli spazi lasciati liberi dalla moto rimasta ferma per così tanto tempo.

Nonostante questo, il restauratore ha capito immediatamente di trovarsi davanti a un modello troppo importante per essere lasciato marcire definitivamente.

Un restauro totale fino all’ultimo dettaglio

L’obiettivo non era semplicemente rimettere in moto la Honda, ma riportarla alle condizioni originali di fabbrica. Per questo il lavoro è partito con uno smontaggio completo della moto, separando telaio, motore, carrozzeria e ogni singolo componente meccanico.

Durante le prime fasi del restauro è arrivata anche una sorpresa positiva. Sotto alcune coperture rovinate dal tempo è infatti riemerso il serbatoio originale ancora perfettamente verniciato, rimasto protetto per anni sotto la carrozzeria.

Il telaio perimetrale in alluminio e il celebre forcellone asimmetrico “Gull Arm” sono stati completamente recuperati attraverso sabbiatura, carteggiatura manuale e nuova verniciatura ad alta temperatura. Anche tutte le parti metalliche più danneggiate dalla ruggine sono state trattate e riportate allo stato originale.

Il quattro cilindri Honda torna a urlare

La parte più delicata del progetto riguardava inevitabilmente il motore. Il quattro cilindri Honda è stato completamente aperto e revisionato internamente, con una pulizia approfondita tramite lavaggi a ultrasuoni per eliminare residui e impurità accumulati negli anni.

Anche i quattro carburatori Nissin sono stati smontati e ricostruiti pezzo per pezzo per ripristinare il funzionamento originale del propulsore.

Una volta sostituite guarnizioni, filtri e pneumatici, la CBR250RR è finalmente tornata operativa. Il momento più emozionante è arrivato con il primo avviamento: il quattro cilindri è tornato a girare con fluidità, riportando in vita quel sound acutissimo che ha reso celebre la MC22 in tutto il mondo.

La magia delle sportive giapponesi Anni ’90

Oggi la Honda CBR250RR MC22 è considerata un vero oggetto di culto tra collezionisti e appassionati di moto sportive giapponesi.

Il motivo è semplice: rappresenta un’epoca irripetibile del motociclismo nipponico, quando anche le piccole cilindrate ricevevano tecnologie sofisticatissime e motori progettati senza compromessi.

Con appena 143 kg a secco, una ciclistica avanzata e un motore capace di girare quasi come una MotoGP dell’epoca, la MC22 riusciva a offrire sensazioni uniche anche senza grandi numeri di potenza.

Ed è proprio questo che rende così speciale il restauro di questo esemplare: non si tratta soltanto di recuperare una vecchia moto abbandonata, ma di riportare in vita uno dei simboli più puri della golden age delle sportive giapponesi.

Ti potrebbe interessare: