Stoner svela il segreto di Marquez: "Ecco come vince davvero"

Casey Stoner spiega come Marc Marquez utilizzi la gestione pneumatici per dominare le gare di MotoGP, con analogie a Max Verstappen e riflessioni tattiche.

Stoner svela il segreto di Marquez: "Ecco come vince davvero"
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 19 feb 2026

In MotoGP non è solo la velocità pura a fare la differenza: a dettare legge, spesso, è la capacità di interpretare la gara con intelligenza e freddezza. Casey Stoner, due volte campione del mondo, lo ha spiegato chiaramente parlando di uno dei protagonisti più discussi e ammirati del paddock: Marc Marquez. Secondo l’ex pilota australiano, il segreto dei successi del campione spagnolo non risiede esclusivamente nella rapidità, ma in una sofisticata gestione pneumatici che permette a Marquez di imporsi nei momenti decisivi della corsa. La vera sfida, sottolinea Stoner, è saper amministrare le risorse, soprattutto le gomme, per arrivare all’ultimo giro con il margine necessario a fare la differenza.

Una strategia che inizia subito: la gestione intelligente delle gomme

L’approccio vincente di Marquez non è frutto del caso. Fin dai primi metri di gara, il pilota spagnolo mette in atto una tattica calcolata: anziché aggredire la pista e rischiare un rapido degrado, adotta traiettorie più larghe e riduce i carichi laterali. Questa scelta, apparentemente conservativa, gli costa qualche decimo nelle fasi iniziali, ma si rivela determinante quando la gara entra nel vivo. Gli avversari, infatti, si trovano spesso a lottare con una moto meno reattiva e con usura pneumatici più accentuata, mentre Marquez può contare su una gomma ancora performante, pronta a garantire il massimo proprio nel momento cruciale.

L’importanza della tecnologia: il ruolo dell’elettronica

Un elemento fondamentale in questa strategia è la perfetta sintonia tra pilota e tecnologia. La elettronica della moto diventa alleata preziosa: mantenendo lo slittamento sotto controllo e prevedendo il degrado delle gomme, Marquez consente al suo team di ottimizzare le mappature elettroniche. Questo lavoro di precisione permette di sfruttare al meglio il controllo di trazione, offrendo un vantaggio tangibile nella seconda metà della gara, quando le condizioni della pista e dei pneumatici diventano la vera discriminante tra chi vince e chi insegue.

Un parallelo illuminante: la lezione di Max Verstappen

Stoner amplia la riflessione, portando l’attenzione su un altro fuoriclasse del motorsport: Max Verstappen. Anche in Formula 1, la differenza non la fa solo il talento, ma la capacità di leggere la gara, monitorare costantemente il degrado e scegliere il momento perfetto per attaccare. La strategia dei long run, tipica dei migliori, si basa su un’attenta gestione delle risorse e su una comprensione profonda delle dinamiche di gara, principi che uniscono le due discipline ai massimi livelli.

La risposta degli avversari: tra pressione e adattamento

Per i team rivali, il dilemma è complesso: spingere subito per mettere pressione psicologica o adottare a loro volta una strategia conservativa? La scelta non è semplice, anche perché, come suggerisce Stoner, Marquez avrebbe una vecchia fragilità che nessuno sembra aver ancora saputo sfruttare. Questo invito a studiare non solo i dati relativi all’usura pneumatici, ma anche le sfumature dello stile di guida, rappresenta una sfida aperta a tutto il paddock.

Un campionato che cambia volto: il valore dei dati e dell’adattamento

Se questo modello di comportamento si consoliderà, il campionato MotoGP vivrà una vera e propria rivoluzione. I long run in prova acquisiranno sempre più importanza, mentre i box che sapranno integrare le informazioni sul degrado con soluzioni elettroniche raffinate otterranno un vantaggio competitivo. Sarà un campionato che premierà i piloti capaci di adattarsi rapidamente e di mantenere il controllo anche nelle situazioni più critiche.

Una lezione senza tempo: equilibrio tra talento e intelligenza tattica

L’analisi di Casey Stoner lascia una verità difficile da ignorare: in una gara di MotoGP, non è sempre chi gira più veloce a vincere. L’equilibrio tra talento naturale, capacità tattica e gestione pneumatici può fare la differenza tra il trionfo e una gara anonima. Le prossime gare saranno il banco di prova definitivo: vedremo se i rivali sapranno cogliere il messaggio e rispondere con nuove strategie, oppure se Marquez continuerà a dettare il ritmo, non solo con la velocità, ma con la mente.

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