MotoGP, il GP del Qatar resta in bilico: 3 scenari possibili

Il GP del Qatar MotoGP resta in calendario l'8 novembre 2026, ma la guerra in Medio Oriente mette a rischio Losail. Tre gli scenari possibili.

MotoGP, il GP del Qatar resta in bilico: 3 scenari possibili
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Riccardo Mantica
Pubblicato il 17 ago 2026

La MotoGP rischia di perdere il GP del Qatar 2026. La gara di Losail è ancora ufficialmente prevista per il weekend dell’8 novembre, ma il protrarsi della guerra in Medio Oriente sta complicando i programmi del campionato. E questa volta il tempo per decidere comincia a essere poco.

Il Gran Premio era inizialmente previsto nella prima parte della stagione, ma il conflitto aveva già costretto gli organizzatori a rinviarlo, spostandolo verso la fine del calendario. La nuova collocazione lo vede inserito tra la conclusione della lunga trasferta asiatica e il ritorno in Europa per gli ultimi appuntamenti in Portogallo e a Valencia.

Il problema è che la situazione che aveva determinato il primo rinvio non è migliorata abbastanza da eliminare le preoccupazioni. MotoGP deve quindi prepararsi a più scenari: correre regolarmente in Qatar, trasferire l’evento su un altro circuito oppure rinunciare completamente alla gara.

La decisione, secondo quanto indicato dal direttore sportivo della MotoGP Carlos Ezpeleta, dovrà arrivare prima della fine di agosto.

GP Qatar MotoGP 2026: Losail resta la prima scelta

Al momento non è stata presa una decisione definitiva. La priorità rimane quella di disputare il GP del Qatar sul circuito di Losail nel fine settimana dell’8 novembre, mantenendo quindi l’attuale calendario.

La situazione è però particolarmente delicata perché organizzare un Gran Premio non significa semplicemente stabilire se sia possibile far correre i piloti.

Ogni appuntamento della MotoGP comporta lo spostamento di migliaia di persone tra membri delle squadre, organizzatori, tecnici, fornitori, personale dei partner e stampa. A questo si aggiungono il trasporto di moto e attrezzature, i voli, gli alberghi e tutta la logistica necessaria per mettere in piedi un weekend di gara.

Più ci si avvicina a novembre, quindi, più diventa difficile rimandare una decisione.

Secondo quanto spiegato da Ezpeleta, gli organizzatori stanno ancora lavorando sull’ipotesi di correre regolarmente a Losail. Allo stesso tempo, però, è necessario avere pronte delle alternative nel caso in cui le condizioni di sicurezza non consentissero di disputare il GP in Qatar.

La questione non riguarda soltanto il 2026. Se il conflitto dovesse proseguire, MotoGP dovrà infatti capire come organizzare anche il calendario della stagione 2027.

MotoGP, un altro circuito al posto del Qatar?

La seconda possibilità è quella di spostare il Gran Premio su un circuito differente.

Sulla carta potrebbe sembrare la soluzione più semplice: se non è possibile andare in Qatar, si corre altrove. Nella pratica, però, trovare una pista disponibile con pochi mesi di anticipo è molto più complicato.

Una soluzione europea potrebbe ridurre alcune difficoltà logistiche, soprattutto considerando che dopo il Qatar il campionato deve tornare in Europa per affrontare gli ultimi appuntamenti della stagione.

Il problema è la disponibilità dei circuiti.

Le piste europee hanno calendari già definiti e trovare una struttura in grado di ospitare un evento delle dimensioni di un Gran Premio della MotoGP nel weekend necessario non è scontato. Non basta infatti avere l’asfalto libero: servono strutture, personale, servizi e organizzazione adeguati a un evento mondiale.

C’è poi il calendario stesso della MotoGP da rispettare. Il Qatar è attualmente previsto come collegamento tra la tournée asiatica e le ultime gare europee. Spostare l’evento significa quindi rivedere anche la complessa macchina logistica del campionato.

Per questo motivo, un GP alternativo resta una possibilità, ma non può essere considerato automaticamente la soluzione definitiva.

Cancellazione del GP Qatar: è la terza possibilità

Se correre a Losail non fosse possibile e non venisse individuato un circuito alternativo, rimarrebbe una terza strada: cancellare definitivamente il GP del Qatar 2026 senza sostituirlo.

È lo scenario più drastico, ma non viene escluso.

Dal punto di vista puramente sportivo, disputare una stagione con una gara in meno sarebbe gestibile. L’impatto diventerebbe però più rilevante sul fronte commerciale e organizzativo, soprattutto per un campionato costruito su un calendario internazionale molto ampio.

La MotoGP ha inoltre una situazione diversa rispetto alla Formula 1. Nel caso del Motomondiale, le conseguenze della crisi nella regione riguardano principalmente l’appuntamento del Qatar, rendendo almeno sulla carta più semplice intervenire sul calendario.

Resta però il problema di capire cosa accadrà nei prossimi mesi. La decisione presa per novembre potrebbe infatti diventare un’indicazione importante anche per la costruzione della stagione successiva.

Una decisione entro fine agosto

Per squadre e piloti, quindi, il GP Qatar MotoGP dell’8 novembre rimane per ora un appuntamento valido. Non significa, però, che la sua disputa a Losail sia garantita.

Gli scenari sul tavolo sono tre: correre regolarmente in Qatar, trovare un circuito alternativo oppure cancellare il Gran Premio.

La prima soluzione rimane quella sulla quale sta lavorando l’organizzazione, mentre le altre servono a evitare di arrivare impreparati nel caso in cui la situazione in Medio Oriente non permetta di confermare l’evento.

Il calendario impone però tempi stretti. Organizzare gli spostamenti di un intero paddock richiede mesi di lavoro e aspettare troppo renderebbe qualsiasi piano alternativo ancora più complesso.

Per questo la fine di agosto rappresenta il momento chiave. A quel punto la MotoGP dovrà avere un quadro più preciso sul destino della gara del 2026. E probabilmente inizierà anche a capire se il problema Qatar sarà limitato a questa stagione o finirà per condizionare anche il Mondiale 2027.

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