MotoGP, arriva il limite di 20.000 giri: cosa cambia nel regolamento
La MotoGP mette nero su bianco il limite di 20.000 giri al minuto per i motori della classe regina. È una delle modifiche introdotte dalla Grand Prix Commission nell’ultimo aggiornamento regolamentare, insieme al divieto delle prove di partenza dalla pit lane e a diverse novità che riguarderanno la Moto2 dal 2027.
Il nuovo limite potrebbe sembrare una restrizione importante, ma nella pratica non cambia il funzionamento delle attuali MotoGP. I 20.000 giri/min erano infatti già impostati elettronicamente nella centralina comune utilizzata dalle moto. La novità è soprattutto formale: il valore viene ora indicato esplicitamente nel regolamento.
Una precisazione che diventa interessante guardando al 2027, quando la MotoGP abbandonerà gli attuali propulsori da 1.000 cc per passare ai nuovi motori da 850 cc. L’obiettivo sarà ridurre le prestazioni e, allo stesso tempo, evitare una corsa verso regimi di rotazione sempre più elevati.
MotoGP a 20.000 giri: cosa cambia davvero
La Grand Prix Commission ha deciso di inserire ufficialmente nel regolamento della MotoGP il limite massimo di 20.000 giri/min, adottando un principio simile a quello già utilizzato in Moto3 per controllare elettronicamente il regime del motore.
Per squadre e costruttori, almeno nell’immediato, cambia poco.
Le attuali MotoGP da 1.000 cc lavorano normalmente a regimi nell’ordine dei 18.000-19.000 giri/min, quindi il tetto dei 20.000 giri rimane superiore alla normale zona di utilizzo dei propulsori.
Non si tratta, in altre parole, di un taglio improvviso delle prestazioni. Il limite esisteva già nella gestione elettronica e ora viene semplicemente formalizzato.
La questione diventa più significativa pensando alla prossima generazione di MotoGP. Dal 2027 la cilindrata massima passerà infatti da 1.000 a 850 cc, mentre l’alesaggio massimo dei cilindri scenderà dagli attuali 81 a 75 mm.
Quest’ultima modifica ha uno scopo preciso: evitare che i costruttori recuperino parte delle prestazioni perse con la riduzione della cilindrata progettando motori capaci di raggiungere regimi molto più elevati.
Il nuovo regolamento punta quindi a controllare non soltanto cilindrata e prestazioni, ma anche la possibile escalation tecnica necessaria per ottenere potenza dai propulsori più piccoli.
Vietate le prove di partenza dalla pit lane
C’è poi una modifica che i piloti noteranno immediatamente. Le prove di partenza all’uscita della pit lane vengono vietate su tutti i circuiti del calendario.
Fino a oggi questa possibilità era prevista soltanto su una parte dei tracciati, poco più del 30% di quelli utilizzati dal Motomondiale. I piloti potevano uscire dai box, fermarsi nella zona prevista e simulare una partenza.
La Grand Prix Commission ha deciso di eliminare questa possibilità perché durante i weekend sono già previste specifiche occasioni nelle quali effettuare le prove di partenza.
Il divieto ha effetto immediato e non è quindi necessario attendere l’introduzione del regolamento tecnico 2027.
Per i piloti cambia soprattutto l’organizzazione del lavoro durante le sessioni. Le partenze continueranno naturalmente a essere provate, ma dovranno essere effettuate nei momenti e nelle aree specificamente previste durante il weekend.
Moto2 2027, nuovo motore Triumph e sviluppo limitato
Le altre modifiche guardano soprattutto alla Moto2 del 2027, anno nel quale debutterà una nuova generazione tecnica accompagnata da un nuovo motore fornito da Triumph.
L’arrivo della power unit comporterà anche lo sviluppo di nuovi telai. Per questo motivo è stato deciso che tutte le squadre inizieranno la stagione senza concessioni.
Il sistema delle concessioni continuerà a esistere, ma la situazione iniziale verrà sostanzialmente azzerata. La prima revisione è prevista a metà stagione.
Ci saranno inoltre limiti piuttosto rigidi allo sviluppo della ciclistica. Ogni costruttore potrà introdurre un solo aggiornamento durante la stagione, scegliendo se intervenire sul telaio oppure sul forcellone.
Una restrizione pensata anche in funzione del poco tempo disponibile per collaudare la nuova generazione di Moto2 prima dell’inizio del campionato.
Novità anche per l’aerodinamica. I componenti verranno congelati prendendo come riferimento i progetti del 2026 e sarà limitato il numero delle precedenti configurazioni che potranno continuare a essere utilizzate. Anche in questo caso l’obiettivo è evitare un aumento eccessivo dei costi di sviluppo.
Carburanti non fossili rinviati al 2028 per Moto2 e Moto3
Cambia infine il calendario relativo ai carburanti 100% non fossili nelle categorie inferiori.
Il programma iniziale prevedeva il passaggio nel 2027, ma per Moto2 e Moto3 l’introduzione è stata rinviata al 2028. La scelta permette di coordinare meglio la transizione con l’arrivo delle nuove generazioni di moto e motori.
La Moto2 affronterà infatti già nel 2027 il passaggio al nuovo propulsore Triumph. Per la Moto3, invece, nel 2028 è prevista una trasformazione ancora più importante, con una nuova generazione di moto sviluppata da Yamaha e dotata di un motore bicilindrico di quasi 700 cc.
Il limite dei 20.000 giri/min in MotoGP è dunque soltanto una delle numerose modifiche in arrivo nel Motomondiale. Nell’immediato avrà conseguenze limitate, perché il tetto era già presente nell’elettronica delle moto. Assume però un significato maggiore pensando al 2027, quando cilindrata e alesaggio diminuiranno e inizierà una nuova fase tecnica per la classe regina.
Tra motori da 850 cc, nuove restrizioni tecniche e cambiamenti paralleli in Moto2 e Moto3, il regolamento sta già preparando il terreno per una delle trasformazioni più importanti degli ultimi anni.