MotoGP 2027, benzina a 86 euro al litro? Un pieno può costare 1.720 euro

MotoGP 2027, benzina a 86 euro al litro? Un pieno può costare 1.720 euro
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Riccardo Mantica
Pubblicato il 24 set 2026

Nel 2027 la MotoGP cambierà profondamente, e non soltanto per l’arrivo dei nuovi motori da 850 cc. Tra le novità più importanti c’è il passaggio al carburante proveniente al 100% da fonti non fossili, evoluzione del percorso iniziato nel 2024 con l’introduzione di una quota minima del 40%. Una trasformazione importante che potrebbe però portare con sé un problema: il prezzo.

Nel paddock è infatti emersa una cifra di 86 euro al litro per una specifica proposta di carburante sintetico destinato alla MotoGP 2027. Non si tratta, è bene precisarlo subito, di un prezzo ufficiale valido per tutte le squadre. Se però una cifra simile diventasse il riferimento della nuova stagione, i costi sarebbero impressionanti: con il limite di 20 litri previsto per un Gran Premio, un pieno potrebbe arrivare a 1.720 euro. E il costo di una singola gara rappresenterebbe soltanto una piccola parte del conto complessivo.

MotoGP 2027, perché si parla di carburante a 86 euro al litro

La cifra circolata nel paddock riguarda una proposta di ETS Racing Fuels ad Aprilia per un carburante sintetico da utilizzare con il nuovo regolamento. È quindi un’offerta specifica e non permette di affermare che nel 2027 tutti i costruttori dovranno necessariamente pagare 86 euro per ogni litro. Il dato, però, aiuta a capire quanto possa essere costosa la transizione.

Il regolamento 2027 prevede infatti l’utilizzo di carburanti provenienti al 100% da fonti non fossili. Non significa necessariamente utilizzare esclusivamente e-fuel sintetici: possono rientrare anche biocarburanti che rispettino i requisiti stabiliti dal campionato.

È un cambiamento sostanziale rispetto alla situazione attuale e potrebbe avere conseguenze economiche molto più grandi di quanto possa suggerire il semplice costo di un rifornimento.

Prendendo come riferimento gli 86 euro al litro, riempire completamente il serbatoio da 20 litri previsto per il Gran Premio costerebbe 1.720 euro.

Per le Sprint, dove il limite scenderà a 11 litri, si arriverebbe invece a 946 euro.

Numeri notevoli, ma che non raccontano ancora tutta la storia. Una MotoGP non consuma carburante soltanto durante le gare: bisogna considerare prove, qualifiche, Sprint, test e soprattutto l’enorme attività di sviluppo effettuata dai costruttori.

Fino a 3,44 milioni di euro all’anno per un costruttore

È su scala stagionale che i numeri diventano decisamente più pesanti.

Secondo una stima effettuata da uno dei costruttori, quattro piloti ufficiali possono utilizzare complessivamente circa 54 litri al giorno durante ogni Gran Premio o giornata di test. Considerando 73 giornate, si arriverebbe a 15.768 litri.

A questi devono però essere aggiunti i consumi dei collaudatori e, soprattutto, il carburante utilizzato durante lo sviluppo dei motori sui banchi prova.

Il totale potrebbe così raggiungere circa 40.000 litri in un anno per un singolo costruttore.

Facendo una semplice moltiplicazione, con un prezzo di 86 euro al litro la spesa arriverebbe a 3,44 milioni di euro all’anno.

Il confronto con i costi attuali rende ancora più evidente il salto. Il carburante utilizzato oggi in MotoGP avrebbe un prezzo indicativo nell’ordine dei 10-15 euro al litro. Se le cifre ipotizzate per il 2027 venissero confermate, il carburante passerebbe quindi dall’essere una voce relativamente limitata a incidere molto di più sui budget.

Anche considerando un singolo pilota, la stima è significativa: il costo stagionale potrebbe arrivare a circa 219.730 euro, mentre per una squadra con due moto ci si avvicinerebbe a 440.000 euro.

I team indipendenti rischiano i costi maggiori

Un aumento di queste dimensioni avrebbe conseguenze differenti a seconda della struttura delle squadre.

I grandi costruttori possono distribuire la spesa tra attività in pista, sviluppo e programmi di ricerca. Per le squadre indipendenti, invece, un incremento consistente dei costi operativi potrebbe diventare più difficile da assorbire.

Proprio per evitare che la nuova normativa sui carburanti si trasformi in un problema economico, sarebbe allo studio una possibile soluzione centralizzata.

Una delle ipotesi è raggiungere un accordo con una grande compagnia del settore che diventi fornitore esclusivo del campionato, con una formula che permetta di coprire o contenere i costi sostenuti dalle squadre.

Anche in questo caso non c’è ancora un quadro definitivo. Il prezzo finale del carburante utilizzato nel 2027 e le modalità con cui verrà distribuito ai team saranno quindi aspetti da seguire nei prossimi mesi.

Non solo benzina: nel 2027 cambia tutta la MotoGP

Il passaggio ai carburanti non fossili farà parte di una trasformazione tecnica molto più ampia.

Dal 2027 gli attuali motori da 1.000 cc lasceranno spazio alle nuove unità da 850 cc. L’architettura resterà a quattro cilindri, ma la riduzione della cilindrata contribuirà a contenere le prestazioni delle MotoGP.

Cambieranno anche le regole relative all’aerodinamica, mentre sul fronte degli pneumatici ci sarà un’altra svolta importante con Pirelli al posto di Michelin. Il nuovo carburante completa quindi un regolamento destinato a modificare profondamente le moto.

Il punto da chiarire riguarda soprattutto i costi. Gli 86 euro al litro non rappresentano oggi un prezzo ufficiale della MotoGP 2027, ma una cifra relativa a una specifica proposta. Utilizzarla come riferimento permette comunque di capire la dimensione economica del problema.

Se quel livello di prezzo diventasse realmente quello applicato nel paddock, un serbatoio da 20 litri arriverebbe a 1.720 euro, mentre per un costruttore impegnato nello sviluppo durante l’intera stagione la fattura potrebbe raggiungere diversi milioni.

Il carburante 100% non fossile è già previsto dalla nuova era regolamentare della MotoGP. La vera incognita, adesso, è quanto costerà effettivamente metterlo nei serbatoi nel 2027.

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