Moto3 rivoluzione dal 2028: Yamaha fornirà moto e motori unici
Dorna ufficializza la rivoluzione della Moto3: dal 2028 Yamaha sarà l'unico fornitore di motori con una nuova moto da 690 cc e 90 CV.
La Moto3 si prepara a vivere una delle trasformazioni più importanti dalla sua nascita. Dorna ha annunciato ufficialmente che, a partire dalla stagione 2028, entrerà in vigore un nuovo regolamento tecnico che cambierà radicalmente la categoria riservata ai giovani talenti del Motomondiale.
La novità principale riguarda Yamaha, che diventerà il fornitore unico della piattaforma tecnica fino al termine della stagione 2033. Il progetto prevede l’introduzione di una moto completamente nuova, equipaggiata con un motore bicilindrico derivato dal noto CP2 da 690 cc, profondamente rivisto per l’impiego agonistico.
L’obiettivo della riforma è duplice: ridurre in modo significativo i costi per team e costruttori e creare una categoria ancora più efficace nella formazione dei futuri piloti della MotoGP.
Una Moto3 completamente nuova
L’attuale regolamento, introdotto nel 2012, lascerà spazio a una moto più grande, più potente e progettata per accompagnare meglio la crescita fisica dei giovani piloti.
Le nuove Moto3 avranno un peso di circa 120 kg e una potenza stimata intorno ai 90 CV, contro gli attuali 60 CV delle moto da 250 cc monocilindriche.
La base tecnica sarà rappresentata dal motore CP2 utilizzato su modelli stradali Yamaha come MT-07 e YZF-R7, opportunamente modificato per soddisfare le esigenze delle competizioni.
Secondo Dorna, le dimensioni maggiori delle nuove moto permetteranno ai piloti di affrontare un percorso di crescita più naturale, facilitando il successivo passaggio alla Moto2.
Perché Dorna ha scelto il monomarca
Dietro questa rivoluzione c’è soprattutto una motivazione economica. Negli ultimi anni la competizione tecnica tra i costruttori ha comportato investimenti sempre più elevati, aumentando sensibilmente i costi sostenuti dai team privati. Nonostante l’esistenza di limiti regolamentari sui prezzi dei motori e di alcuni componenti, lo sviluppo continuo delle moto ha reso la categoria sempre più onerosa.
Con il nuovo progetto, Dorna punta a ridurre i costi di gestione fino al 50% rispetto agli attuali livelli.
L’introduzione di un fornitore unico dovrebbe inoltre garantire una maggiore parità tecnica, spostando ulteriormente l’attenzione sulle capacità dei piloti piuttosto che sulle differenze prestazionali tra le moto.
Non sarà una categoria con moto tutte uguali
L’annuncio di Yamaha ha generato qualche dubbio tra gli appassionati, preoccupati che la Moto3 possa trasformarsi in una categoria completamente standardizzata.
L’azienda giapponese ha però chiarito che il progetto lascia spazio ai costruttori interessati a sviluppare telai propri, seguendo un modello già adottato con successo in Moto2, dove aziende come Kalex e Boscoscuro realizzano ciclistiche differenti utilizzando la stessa unità motrice.
L’obiettivo dichiarato è offrire una piattaforma tecnica comune mantenendo comunque un certo margine di sviluppo nella parte telaistica.
Un progetto pensato per il futuro dei giovani piloti
La nuova Moto3 rappresenta soltanto il primo tassello di un programma più ampio.
L’intenzione di Dorna e Yamaha è infatti quella di estendere questa piattaforma anche ai campionati propedeutici, come il FIM JuniorGP e le principali serie regionali, a partire dal 2029.
In queste competizioni verrà utilizzata una versione leggermente depotenziata della moto, permettendo ai giovani piloti di familiarizzare fin da subito con una ciclistica e una filosofia tecnica molto simili a quelle che ritroveranno nel Mondiale.
I primi prototipi sono già in fase di sviluppo e i test privati dovrebbero iniziare tra settembre e ottobre di quest’anno. La versione definitiva della moto sarà invece presentata nel corso del 2027, in vista dell’esordio ufficiale previsto per il campionato 2028.
Con questa scelta, Dorna apre una nuova fase per la Moto3. L’obiettivo non è soltanto contenere i costi, ma costruire una categoria più sostenibile, più moderna e maggiormente orientata alla crescita dei futuri protagonisti della MotoGP. Se il progetto manterrà le promesse, il 2028 potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il motociclismo mondiale.