Márquez, errore a 340 km/h in Aragona: cosa è successo

Marc Márquez racconta il GP d’Aragona: l’errore con il dispositivo posteriore, il duello con Bezzecchi a oltre 300 km/h e la sfida con Acosta.

Márquez, errore a 340 km/h in Aragona: cosa è successo
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 31 ago 2026

Marc Márquez ha vinto il GP d’Aragona 2026, ma dietro il successo del pilota Ducati c’è una gara decisamente più complicata di quanto possa suggerire il risultato finale. Un errore con il dispositivo posteriore della moto nelle prime curve, la battaglia con Marco Bezzecchi a velocità superiori ai 300 km/h e un Pedro Acosta rimasto a lungo incollato alla sua Ducati hanno costretto il numero 93 a costruire la vittoria giro dopo giro. Un successo ancora più pesante guardando al Mondiale, dove Jorge Martín è adesso distante appena 19 punti. Il risultato della gara e il nuovo distacco in campionato sono confermati anche dal resoconto ufficiale MotoGP.

Il primo retroscena riguarda proprio quanto accaduto alla partenza. Márquez ha spiegato dopo la gara di aver lasciato attivo più a lungo del previsto il dispositivo che interviene sull’altezza del posteriore della Ducati. Un errore apparentemente piccolo, ma capace di modificare il comportamento della moto proprio nella fase più delicata del GP.

Márquez e l’errore con il dispositivo posteriore Ducati

Il piano iniziale era quello già utilizzato nella Sprint. Márquez voleva sfruttare il dispositivo anche per gestire al meglio la fase iniziale e portare gli pneumatici nelle condizioni corrette. Concentrato sulla prima curva, però, lo spagnolo si è dimenticato di disattivarlo nel momento previsto.

Il problema è diventato evidente subito dopo curva 1, quando Márquez si è accorto che il posteriore della Ducati continuava a rimanere abbassato. Davanti aveva una delle frenate più impegnative del MotorLand e ha dovuto gestire la situazione direttamente mentre era in gara.

Le conseguenze sono state immediate.

Marco Bezzecchi è riuscito a portarsi davanti, mentre Márquez ha perso terreno nel gruppo di testa. La ricostruzione ufficiale della gara conferma che il numero 93 aveva lasciato attivo il dispositivo di controllo dell’altezza posteriore, perdendo posizioni nelle prime fasi. Anche Álex Márquez è stato condizionato dalla bagarre che si è creata.

Marc ha ammesso che proprio il fratello potrebbe essere stato quello maggiormente penalizzato dal suo errore. Superata quella fase, però, la situazione è cambiata rapidamente.

Márquez ha recuperato la seconda posizione e si è messo all’inseguimento di Bezzecchi. Dietro di lui c’era però un Pedro Acosta tutt’altro che intenzionato ad accontentarsi.

Il duello Márquez-Bezzecchi a oltre 300 km/h

Uno dei momenti più spettacolari è arrivato durante il sorpasso su Marco Bezzecchi. Márquez ha attaccato l’Aprilia nella parte più veloce del MotorLand, con i due piloti praticamente affiancati sul lungo rettilineo.

Il pilota Ducati ha raccontato di aver visto velocità nell’ordine dei 330-340 km/h durante il duello. A rendere tutto ancora più complicato è stato il comportamento aerodinamico delle MotoGP moderne.

Quando due moto viaggiano così vicine a velocità elevatissime, i flussi d’aria generati da carene e appendici aerodinamiche possono creare turbolenze e rendere meno prevedibile il comportamento del mezzo. Márquez ha raccontato di aver avvertito chiaramente questo effetto mentre cercava di allontanarsi lateralmente dalla moto di Bezzecchi.

La Ducati è arrivata persino ad alleggerire l’anteriore mentre Márquez viaggiava in sesta marcia a gas aperto. Un episodio che rende bene l’idea di quanto fosse al limite quella fase della gara.

Il sorpasso è stato decisivo. Il report ufficiale MotoGP colloca l’attacco al sesto giro, con Márquez e Bezzecchi affiancati sul rettilineo prima che il numero 93 riuscisse a conquistare definitivamente il comando. Acosta ha approfittato immediatamente della situazione per superare a sua volta Bezzecchi e portarsi in seconda posizione.

A quel punto, però, Márquez non aveva ancora risolto il problema principale della domenica: liberarsi della KTM numero 37.

Acosta non molla, poi Márquez cambia ritmo

Pedro Acosta è rimasto molto vicino alla Ducati per diversi giri. In alcuni passaggi i tempi dei due spagnoli sono stati praticamente sovrapponibili e Márquez non ha avuto la possibilità di costruire immediatamente un margine di sicurezza.

La differenza rispetto alla Sprint è arrivata dal lavoro svolto sulla Ducati prima della gara.

Márquez ha spiegato che nel warm up il team aveva introdotto una modifica alla configurazione della moto. L’obiettivo era mantenere la velocità mostrata il sabato riducendo però i rischi sull’anteriore.

Nella Sprint il numero 93 era già stato veloce e costante, ma aveva dovuto chiedere parecchio alla gomma davanti. La nuova soluzione gli ha consentito di mantenere un passo simile con una maggiore sicurezza e, soprattutto, di avere qualcosa da spendere nella seconda parte del Gran Premio.

È qui che la gara è cambiata.

Márquez non ha cercato di scappare immediatamente. Ha gestito la prima parte, tenendo sotto controllo Acosta, per poi aumentare il ritmo quando mancavano circa dieci giri alla bandiera a scacchi.

La strategia ha funzionato. Il pilota Ducati ha iniziato ad accumulare decimi, mentre Acosta non è più riuscito a replicare i suoi tempi. Anche il resoconto ufficiale sottolinea come, nella seconda parte del GP, Márquez abbia progressivamente costruito il margine necessario per mettere al sicuro la vittoria.

Acosta ha comunque portato a casa un secondo posto importante, davanti a Bezzecchi. Álex Márquez ha terminato quarto e Jorge Martín quinto. Per il numero 93 è arrivata così la doppietta del weekend dopo il successo ottenuto nella Sprint del sabato.

Márquez ora vede Martín: il Mondiale è a 19 punti

La vittoria del GP d’Aragona pesa soprattutto per quello che sta succedendo in classifica.

Jorge Martín conserva il comando del Mondiale con 256 punti, ma Márquez è salito a 237. Tra i due ci sono quindi appena 19 punti. Bezzecchi resta pienamente coinvolto nella battaglia, con il pilota Aprilia terzo e ancora vicino alla vetta.

Per Márquez il weekend del MotorLand vale complessivamente 37 punti, considerando Sprint e gara lunga. Un bottino che ha trasformato radicalmente la sua posizione nella corsa al titolo e che arriva dopo un fine settimana nel quale il pilota Ducati ha mostrato velocità, ma anche capacità di reagire agli imprevisti.

Lo spagnolo, però, non vuole cambiare approccio. Alla domanda sulla possibilità di considerare ormai la Ducati pienamente dentro la corsa al Mondiale, Márquez ha ribadito la fiducia nel progetto e nel lavoro della squadra, senza spostare l’attenzione sui calcoli.

La classifica, del resto, parla già abbastanza chiaramente.

Con 19 punti da recuperare su Martín, Márquez non è più semplicemente un inseguitore chiamato ad approfittare degli errori del leader. Dopo la doppietta di Aragona è tornato a essere un candidato concreto al titolo. E la vittoria del MotorLand, arrivata nonostante un errore nelle prime curve e dopo una battaglia ad altissima velocità con Bezzecchi, potrebbe diventare uno dei passaggi più importanti della sua stagione.

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