Jorge Martín a +31 dopo Silverstone: “Essere leader non conta”

Jorge Martín lascia Silverstone con 32 punti, il primato MotoGP e 31 lunghezze su Bezzecchi, ma avverte: essere leader adesso conta poco.

Jorge Martín a +31 dopo Silverstone: “Essere leader non conta”
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 10 ago 2026

Un successo nella Sprint, il secondo posto nella gara della domenica e 32 punti conquistati a Silverstone. Il weekend britannico di Jorge Martín è stato quasi perfetto, soprattutto guardando alla classifica MotoGP. Lo spagnolo dell’Aprilia sale infatti a quota 240 punti e porta a 31 lunghezze il vantaggio su Marco Bezzecchi. Eppure, Martín preferisce non guardare troppo i numeri: essere leader adesso, secondo il campione del mondo 2024, conta relativamente. Quello che importa davvero è arrivare davanti a tutti alla fine della stagione.

Silverstone lascia però un’indicazione forse ancora più importante della classifica. Martín è tornato a sentirsi competitivo sull’Aprilia, tanto da considerarsi nuovamente in grado di lottare per le vittorie. Una fiducia ritrovata dopo alcune gare più complicate e che dovrà essere confermata già nel prossimo appuntamento ad Aragón.

Il problema con l’holeshot cambia la gara di Martín

La domenica di Jorge Martín in MotoGP non è iniziata secondo i programmi. Nei primi metri il pilota Aprilia ha perso alcune posizioni e si è ritrovato quarto alla prima curva, mentre davanti Raúl Fernández iniziava a costruire la gara che lo avrebbe poi portato alla vittoria.

A complicare la situazione è stato un problema con il dispositivo di regolazione dell’altezza della moto utilizzato in partenza, il cosiddetto holeshot. Martín non è riuscito a disattivarlo immediatamente e questo inconveniente ha modificato la strategia prevista.

L’idea iniziale era infatti quella di gestire maggiormente le prime fasi del GP. Invece, trovandosi costretto a recuperare terreno, lo spagnolo ha dovuto aumentare subito il ritmo.

Una scelta obbligata che ha avuto conseguenze anche nella seconda parte della corsa. Per recuperare le posizioni perse, Martín ha dovuto utilizzare più gomma, più carburante e maggiori energie fisiche rispetto a quanto programmato.

Una volta superato Marco Bezzecchi e conquistata la seconda posizione, Raúl Fernández era ormai troppo lontano. Il pilota Trackhouse aveva costruito un margine importante e Martín ha potuto soltanto provare a ridurlo nelle tornate conclusive.

Il leader del Mondiale ritiene comunque che avrebbe potuto spingere ancora leggermente di più. Non abbastanza, probabilmente, per cambiare il risultato della gara, visto il vantaggio accumulato da Fernández.

Martín ritrova fiducia nell’Aprilia: “Posso lottare per vincere”

Il secondo posto conta, ma per Martín il vero risultato positivo di Silverstone riguarda le sensazioni ritrovate in sella.

Il pilota madrileno ha spiegato di essere tornato a guidare come vuole, riuscendo a frenare tardi e a sfruttare maggiormente il potenziale della sua Aprilia. Aspetti che nelle gare precedenti non erano sempre emersi con la stessa continuità.

Quando non riesce a portare la moto nel punto di funzionamento che cerca, Martín ammette di fare molta più fatica, fino a trovare complicato anche entrare stabilmente nelle prime cinque posizioni. Silverstone ha mostrato invece uno scenario differente.

“Se tutto è al posto giusto, posso lottare per le vittorie”, ha spiegato il pilota Aprilia al termine della gara.

È probabilmente questo il dato più interessante in prospettiva Mondiale. Martín non sta soltanto accumulando punti: sta iniziando a trovare un’intesa migliore con una moto sulla quale sente di avere ancora margini di crescita.

Il processo, del resto, non è considerato concluso. Ogni giro permette allo spagnolo di capire meglio il comportamento dell’Aprilia e di avvicinarsi alla configurazione e allo stile di guida che gli consentono di esprimersi al massimo.

Il prossimo test sarà Aragón. Martín vuole capire se quanto visto in Gran Bretagna possa essere ripetuto anche su una pista differente. Una conferma sarebbe particolarmente significativa, perché trasformerebbe l’ottimo weekend britannico da episodio favorevole a possibile indicazione sul livello raggiunto dalla coppia Martín-Aprilia.

MotoGP, 240 punti e +31: Martín non pensa ancora al titolo

I numeri, intanto, iniziano a pesare. Dopo il GP di Gran Bretagna, Jorge Martín guida la classifica MotoGP con 240 punti. Marco Bezzecchi è secondo a quota 209, mentre Ai Ogura segue con 203.

Il vantaggio sul primo inseguitore è quindi salito a 31 punti, mentre sono 37 le lunghezze che separano Martín da Ogura.

Una situazione favorevole, soprattutto considerando il bottino raccolto a Silverstone: 32 punti complessivi grazie alla vittoria nella Sprint del sabato e alla seconda posizione conquistata nella gara principale.

Martín, però, non vuole trasformare il margine in classifica in un motivo per cambiare approccio. Il campionato è ancora lungo e la leadership di agosto non assegna alcun titolo.

Il concetto espresso dallo spagnolo è molto semplice: essere leader in questo momento ha un valore relativo. Ciò che conta è trovarsi davanti quando il Mondiale sarà concluso. Per riuscirci serviranno continuità, sviluppo della moto e soprattutto la capacità di essere competitivi anche sui circuiti meno favorevoli.

È per questo che Aragón assume già un peso particolare. Non tanto per i 31 punti di vantaggio, quanto per capire se Martín e Aprilia abbiano realmente trovato quella continuità che era mancata in precedenza.

Silverstone, da questo punto di vista, ha fornito risposte incoraggianti. Martín ha vinto la Sprint, è arrivato secondo nel GP e ha aumentato il vantaggio in campionato. Ma soprattutto è tornato a sentire di poter frenare, spingere e guidare l’Aprilia come vuole.

Il leader del Mondiale preferisce quindi rimandare i calcoli. I 240 punti sono una base importante, ma la priorità resta migliorare. Se le sensazioni viste in Gran Bretagna verranno confermate anche nelle prossime gare, allora la leadership potrebbe iniziare ad assumere un significato ben più concreto.

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