Kawasaki Ninja H2R: 326 CV, costa 58.000 euro ma non va su strada
La Kawasaki Ninja H2R torna ordinabile: 326 CV con sovralimentazione dinamica, 216 kg e 58.000 euro di prezzo. Ma può essere utilizzata soltanto in pista.
Spendere 58.000 euro per una moto è già qualcosa di decisamente fuori dall’ordinario. Farlo per una moto che non può circolare su strada e che potrebbe incontrare limitazioni persino su alcuni circuiti rende la faccenda ancora più particolare. È il mondo della Kawasaki Ninja H2R, la versione più estrema della famiglia H2, nuovamente ordinabile con consegne previste fino alla primavera del 2027.
Il prezzo indicato è di 58.000 euro, al quale vanno aggiunti 550 euro per il trasporto. Una cifra che colloca la H2R in un’altra dimensione anche rispetto alle sportive Kawasaki omologate: il suo prezzo equivale, per esempio, a quello di due Ninja ZX-10RR da 28.999 euro ciascuna.
La differenza, però, non è soltanto nel listino. La H2R nasce senza i compromessi necessari per utilizzare una moto tutti i giorni. Non ha omologazione stradale e mette al centro prestazioni e soluzioni tecniche difficili da trovare altrove.
Kawasaki Ninja H2R: 310 CV che diventano 326
Il dato che continua a impressionare è quello della potenza. La Kawasaki Ninja H2R utilizza un quattro cilindri in linea di 998 cc sovralimentato tramite compressore centrifugo azionato meccanicamente dal motore.
La potenza dichiarata raggiunge 310 CV a 14.000 giri/min, che diventano 326 CV considerando l’effetto della sovralimentazione dinamica ad alta velocità. La coppia massima è invece di 165 Nm a 12.500 giri/min.
Tutto questo su una moto che pesa 216 kg.
Numeri che permettono di capire immediatamente quanto sia particolare il progetto. Il rapporto indicato tra potenza e peso raggiunge infatti 1,44 CV/kg. Per avere un riferimento all’interno dello stesso marchio, la Ninja ZX-10R sviluppa 203 CV per 207 kg.
Il vero elemento distintivo resta comunque il compressore. Kawasaki non si è limitata ad acquistare un componente esterno: il sistema è stato sviluppato sfruttando competenze interne provenienti anche dai settori delle turbine a gas e dell’aeronautica.
Il compressore viene azionato direttamente dall’albero motore e il sistema non utilizza un intercooler. Una soluzione che permette di evitare peso e ingombro aggiuntivi e che ha contribuito a rendere la H2R un progetto praticamente senza concorrenti diretti.
Costa 58.000 euro, ma il conto può sfiorare i 62.800 euro
I 58.000 euro del listino sono soltanto il punto di partenza. A questi bisogna aggiungere 550 euro di trasporto, portando immediatamente il conto a 58.550 euro.
C’è poi un’altra voce che può diventare importante per chi intende utilizzare davvero la moto in circuito: lo scarico.
La H2R originale è estremamente rumorosa e questo può creare problemi nei circuiti che applicano limiti fonometrici. Tra le soluzioni disponibili c’è una linea Akrapovic in titanio e carbonio, proposta a 4.266 euro.
Con il db-killer installato, il livello indicato per questo scarico è di 98 dB(A); rimuovendolo si sale a 104 dB(A).
Facendo i conti, moto, trasporto e scarico portano la spesa a circa 62.800 euro. E questo prima di considerare tutto ciò che serve concretamente per utilizzarla: trasporto fino al circuito, pneumatici, manutenzione e giornate in pista.
È una situazione insolita, perché una cifra del genere non permette nemmeno di utilizzare la moto per raggiungere autonomamente il circuito.
Solo pista, con un problema: il rumore
La Ninja H2R non è omologata per la circolazione stradale. Non può quindi essere immatricolata e il suo ambiente naturale è esclusivamente il circuito.
Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più curiosi della moto. La rumorosità dello scarico originale può infatti superare i limiti ammessi da numerosi autodromi, rendendo necessario verificare preventivamente il regolamento della pista sulla quale si vuole girare.
In pratica, si tratta di una moto progettata esclusivamente per il circuito che, nella configurazione originale, può comunque incontrare limitazioni proprio nell’accesso ad alcuni circuiti.
Non significa naturalmente che la H2R sia inutilizzabile: significa che chi la acquista deve organizzare con attenzione le proprie giornate in pista e verificare i limiti acustici applicati dall’impianto scelto.
C’è poi la questione logistica. Non essendo omologata, la moto deve essere trasportata con furgone o rimorchio. Niente tragitto casa-circuito in sella e nessuna possibilità di utilizzarla normalmente su strada.
Una Kawasaki costruita solo su ordinazione
Anche il processo produttivo è diverso da quello di una normale moto di serie. Ogni esemplare viene assemblato a mano in Giappone dopo la conferma dell’ordine.
Non si parla quindi della classica moto disponibile in pronta consegna presso il concessionario. La produzione segue le richieste dei clienti e, per questa nuova finestra di ordini, le consegne possono arrivare fino alla primavera del 2027.
La Ninja H2R è nata nel 2015 come dimostrazione delle capacità tecniche Kawasaki e, a più di dieci anni dal debutto, la formula di base resta la stessa: creare una moto senza dover rispettare i normali compromessi dell’omologazione stradale.
Non va però confusa con le altre H2. Modelli come Ninja H2 SX e Z H2 condividono il principio della sovralimentazione, ma sono progettati e omologati per circolare normalmente su strada.
La H2R segue una filosofia completamente diversa. 310 CV, fino a 326 CV con sovralimentazione dinamica, 216 kg e 58.000 euro di prezzo ne fanno prima di tutto una vetrina tecnologica. Una moto estrema anche nelle limitazioni: non può circolare su strada e, prima di portarla in pista, conviene persino controllare quanti decibel sono ammessi dal circuito.