Jorge Martín vede la luce: ecco quando tornerà sulla RS-GP

Jorge Martin ottiene l'ok medico a Madrid: mano e clavicola valutate positivamente. Punta ai test di Buriram (21-22 feb) e al ritorno in MotoGP il 1° marzo.

Jorge Martín vede la luce: ecco quando tornerà sulla RS-GP
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 12 feb 2026

Dopo mesi di stop forzato, Jorge Martin si prepara a tornare protagonista nel paddock della MotoGP, ma la strada verso il completo rientro non è ancora del tutto sgombra. I recenti referti clinici dell’Hospital Ruber Internacional di Madrid restituiscono un quadro rassicurante: la frattura dello scafoide della mano sinistra è ormai sanata, la clavicola destra risulta stabilizzata e la funzionalità articolare appare ripristinata. Tuttavia, nonostante il via libera medico, manca ancora l’ultimo tassello fondamentale: il verdetto definitivo della commissione medica della MotoGP, che dovrà valutare se il pilota madrileno potrà effettivamente tornare in sella all’Aprilia RS GP nei test pre-stagionali di Buriram in programma il 21 e 22 febbraio 2026.

Dalla diagnosi alla pista: doppio step di controllo

Il percorso di recupero di Martin è stato rapido e costante, con due interventi chirurgici eseguiti a dicembre che hanno segnato l’inizio di una riabilitazione meticolosa. Il pilota, rimasto lontano dalle gare per la maggior parte del 2025 – appena sette presenze sulle ventidue in calendario – ora vede la luce in fondo al tunnel. Ma la procedura per il reintegro non si limita al semplice ok clinico: il team medico della MotoGP ha il compito di valutare l’idoneità atletica in condizioni di sforzo agonistico. Potranno essere richiesti ulteriori accertamenti, test specifici sotto stress o persino limitazioni temporanee, a tutela della sicurezza sia del pilota che degli altri concorrenti. Il ritorno in pista, dunque, passa da un doppio controllo: la guarigione fisica certificata e l’idoneità sportiva validata dagli organi ufficiali del campionato.

Febbraio: la sfida di Buriram

Il circuito di Buriram rappresenta per Martin un vero banco di prova, la prima occasione concreta per testare la propria condizione fisica dopo mesi di stop. Per l’Aprilia RS GP, la sessione tailandese sarà cruciale: si dovranno calibrare assetti e configurazioni tecniche in funzione del rientro graduale del pilota, monitorando attentamente la sua capacità di gestire carichi di lavoro intensi e ritmi elevati su più giri consecutivi. Non va dimenticato che proprio su questo tracciato prenderà il via la stagione 2026 della MotoGP il 1° marzo, trasformando i test in una sorta di rampa di lancio ideale verso il campionato. La squadra tecnica sarà chiamata a un lavoro minuzioso per adattare la moto alle esigenze di Martin, valutando ogni minimo segnale che possa indicare eventuali difficoltà residue.

Incognite tecniche e interrogativi fisici

Il ritorno in pista di Jorge Martin non riguarda soltanto la componente atletica. Il pilota dovrà riadattarsi ai sofisticati sistemi elettronici e alle nuove soluzioni tecniche sviluppate da Aprilia RS GP durante la pausa invernale. Un compito tutt’altro che banale, visto che la classe regina impone carichi di trazione e sollecitazioni notevoli, soprattutto dopo un lungo periodo di inattività. Tra le principali incognite che il pilota dovrà affrontare ci sono il rischio di ricadute, il pieno recupero della sensibilità nella mano operata e la stabilità della spalla, elementi che potrebbero condizionare non solo le prestazioni immediate ma anche la costanza e l’affidabilità nel medio termine. Sarà fondamentale un monitoraggio continuo durante le sessioni di test, per evitare forzature che possano compromettere ulteriormente la salute del pilota.

Ottimismo cauto e attesa del verdetto

In casa Aprilia RS GP si respira un clima di cauto ottimismo: il percorso di recupero è stato finora lineare e i segnali clinici sono incoraggianti. Tuttavia, il management sa bene che il semplice via libera medico non equivale a un ritorno automatico ai livelli di competitività massima. L’intero ambiente della MotoGP segue con attenzione l’evolversi della situazione, consapevole che il talento di Martin potrebbe aggiungere ulteriore spettacolo a una stagione già ricca di spunti, ma anche che ogni rientro dopo un infortunio comporta inevitabili fasi di adattamento, spesso imprevedibili.

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