Jorge Martin ce l'ha fatta: via libera dai medici per i test di Buriram
Jorge Martin riceve l'idoneita fisica e potrà partecipare ai test ufficiali MotoGP a Buriram (21-22 feb 2026) dopo le operazioni alla mano e alla clavicola.
Dopo settimane di attesa e incertezza, il paddock della MotoGP può finalmente tirare un sospiro di sollievo: Jorge Martin, il campione del mondo in carica, ha ricevuto il tanto atteso via libera dai medici per prendere parte ai Buriram test, previsti il 21 e 22 febbraio 2026 in Thailandia. La notizia, che circolava già tra gli addetti ai lavori, è stata ufficializzata a seguito della valutazione clinica di questa mattina, che ha confermato la piena idoneita fisica del pilota spagnolo. Un ritorno che non solo accende le speranze dei tifosi, ma pone anche l’accento su temi cruciali come il recupero fisico degli atleti e la gestione del rischio in un calendario sempre più serrato.
Il percorso di recupero di Jorge Martin non è stato affatto semplice. Durante la pausa invernale, il campione ha dovuto affrontare due interventi chirurgici: uno alla mano sinistra e l’altro alla clavicola destra. Entrambe le operazioni mano e clavicola sono state eseguite per risolvere quei problemi fisici che avevano condizionato il finale della scorsa stagione e, soprattutto, lo avevano costretto a saltare i fondamentali test di Sepang. Superare con successo questi interventi era la condizione imprescindibile per poter tornare in sella, ma la vera sfida era rappresentata dal ristretto margine temporale per il recupero, una variabile che ha tenuto con il fiato sospeso non solo il team, ma l’intero ambiente della MotoGP.
La valutazione medica odierna, svolta in sinergia tra lo staff sanitario del Motomondiale e i medici personali del team, ha dato esito positivo. Gli esami hanno riscontrato la necessaria stabilità, forza e mobilità nelle aree sottoposte a intervento, confermando che Jorge Martin è pronto a rientrare in pista, seppur con tutte le precauzioni del caso. La idoneita fisica non è soltanto una formalità burocratica: rappresenta la garanzia che il pilota può affrontare le sollecitazioni di una MotoGP senza rischiare ulteriori complicazioni. È un passaggio fondamentale che tutela sia la salute dell’atleta sia la regolarità della competizione.
La partecipazione ai Buriram test riveste per Martin un duplice significato. Da un lato, il ritorno in pista permette al campione e al suo team di raccogliere dati tecnici indispensabili per affinare l’assetto della moto, l’elettronica e la strategia in vista della gara inaugurale. Dall’altro, questi test rappresentano un vero e proprio stress test per valutare, in condizioni di gara, il livello di recupero dopo le operazioni mano e clavicola. Un’occasione cruciale per monitorare la risposta del fisico alle sollecitazioni, in un contesto in cui la pressione competitiva è altissima e ogni dettaglio può fare la differenza.
Tuttavia, il clima nel paddock rimane improntato alla prudenza. Tornare a gareggiare a pochi giorni da interventi chirurgici comporta rischi concreti: la pressione psicologica, l’intensità degli sforzi fisici e la possibilità di ricadute sono variabili che non possono essere sottovalutate. Per questo motivo, il team di Jorge Martin ha già annunciato un approccio graduale alle sessioni di prova, con una costante comunicazione tra pilota, ingegneri e staff medico. L’obiettivo è modulare i carichi di lavoro, ascoltare le sensazioni del pilota e intervenire tempestivamente in caso di segnali di affaticamento o dolore.
I Buriram test si configurano così come un vero banco di prova, non solo per la condizione fisica di Martin ma anche per la capacità di adattamento e reazione della squadra. Le informazioni raccolte durante questi due giorni saranno fondamentali per impostare le strategie operative in vista del primo round del campionato, determinando il ritmo iniziale della stagione. In un calendario MotoGP sempre più compresso, la gestione del recupero e della preparazione diventa un elemento chiave per il successo, richiedendo una sinergia perfetta tra atleta, team tecnico e staff medico.