Guardia Civil: troppo caldo per pattugliare in moto, si chiede più libertà
In Spagna esplode la polemica tra gli agenti motociclisti della Guardia Civil e il Dipartimento del Traffico sulle regole da seguire durante il caldo estremo.
Con l’arrivo dell’estate torna un problema che ogni anno mette a dura prova chi lavora quotidianamente sulle strade: il caldo. In Spagna, però, l’innalzamento delle temperature ha acceso una polemica che coinvolge direttamente gli agenti motociclisti della Guardia Civil e il Dipartimento del Traffico.
Al centro della discussione c’è una nuova direttiva interna che disciplina l’utilizzo delle motociclette di servizio durante le giornate più calde. Secondo l’Associazione Unificata della Guardia Civil (AUGC), il documento pubblicato nelle ultime settimane sarebbe in contrasto con quanto concordato alla fine del 2025 e limiterebbe la libertà operativa degli agenti nel decidere quando utilizzare un’auto al posto della moto.
Una questione che va ben oltre l’aspetto burocratico e che tocca direttamente il tema della sicurezza sul lavoro.
La polemica nasce da una nuova direttiva interna
La controversia prende forma da una circolare interna dedicata ai criteri operativi per l’impiego delle motociclette all’interno del Gruppo Traffico della Guardia Civil.
Secondo l’AUGC, il nuovo documento modifica in modo sostanziale quanto discusso durante una riunione del Consiglio della Guardia Civil avvenuta nel dicembre 2025.
In quell’occasione, stando ai verbali citati dall’associazione, era stata prospettata una maggiore autonomia per gli agenti motociclisti. L’idea era quella di consentire al personale di scegliere se svolgere il servizio in moto o in auto sulla base delle condizioni operative e climatiche del momento.
La nuova direttiva, invece, attribuisce questa decisione ai responsabili delle singole unità, limitando la possibilità per gli agenti di valutare autonomamente la situazione.
Per il sindacato si tratta di un passo indietro rispetto agli impegni precedentemente assunti dall’amministrazione.
La questione è particolarmente delicata perché riguarda migliaia di operatori che durante il periodo estivo trascorrono molte ore esposti al sole, spesso indossando equipaggiamenti di protezione pesanti e poco traspiranti.
Il nodo dell’airbag obbligatorio fino a 35 gradi
Uno degli aspetti più contestati riguarda l’obbligo di utilizzare il giubbotto airbag durante il servizio motociclistico.
La direttiva mantiene infatti l’obbligatorietà del dispositivo fino a temperature pari a 35 gradi centigradi.
Una soglia che l’AUGC considera troppo elevata.
Secondo l’associazione, un rapporto elaborato nel 2025 dal Servizio di Prevenzione della Guardia Civil aveva suggerito di abbassare il limite a 32 gradi. La motivazione era legata al rischio di accumulo di calore corporeo dovuto alla combinazione tra uniforme tecnica, dispositivi protettivi e temperature ambientali elevate.
Gli esperti avevano evidenziato possibili conseguenze come:
- Colpi di calore
- Disidratazione
- Affaticamento fisico
- Riduzione della concentrazione
- Maggiore rischio di incidenti
Nonostante queste indicazioni, la nuova normativa mantiene il limite dei 35 gradi senza fornire pubblicamente spiegazioni dettagliate sulle motivazioni tecniche alla base della scelta.
Proprio per questo motivo l’associazione ha chiesto di poter visionare la documentazione scientifica utilizzata per giustificare il mantenimento dell’attuale soglia.
Sicurezza degli agenti e futuro delle pattuglie motociclistiche
Dietro questa disputa amministrativa emerge un tema sempre più attuale: l’impatto delle temperature estreme sulle attività svolte all’aperto.
Negli ultimi anni le ondate di calore sono diventate più frequenti e intense in molte aree dell’Europa meridionale. Le forze dell’ordine, così come altri lavoratori impegnati quotidianamente all’esterno, si trovano quindi ad affrontare condizioni operative sempre più impegnative.
Le pattuglie motociclistiche rappresentano uno strumento fondamentale per il controllo della viabilità e della sicurezza stradale. Le moto consentono infatti di raggiungere rapidamente incidenti, gestire il traffico e intervenire in situazioni dove un’automobile potrebbe risultare meno efficace.
Tuttavia, proprio l’esposizione diretta agli agenti atmosferici rende questi operatori particolarmente vulnerabili durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.
Per questo motivo gli agenti chiedono maggiore flessibilità nella scelta del mezzo da utilizzare durante il servizio. L’obiettivo non è eliminare le pattuglie motociclistiche, ma consentire una gestione più dinamica delle attività nei periodi di caldo intenso.
La vicenda sarà al centro dei prossimi incontri tra i rappresentanti dell’AUGC e i vertici del Gruppo Traffico. Sul tavolo resta una domanda semplice ma importante: come conciliare l’efficacia operativa delle pattuglie motociclistiche con la tutela della salute degli agenti che le utilizzano ogni giorno?
In un contesto climatico sempre più estremo, trovare un equilibrio tra sicurezza, efficienza e benessere del personale potrebbe diventare una delle sfide più importanti per le forze dell’ordine nei prossimi anni.