MotoGP 2027: Aragón torna in calendario dopo il forfait dell’Ungheria

Il fallimento del progetto ungherese riporta MotorLand Aragón nel calendario MotoGP 2027. Ecco cosa cambia per il circuito spagnolo.

MotoGP 2027: Aragón torna in calendario dopo il forfait dell’Ungheria
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Massimo Schimperla
Pubblicato il 11 giu 2026

Quando il calendario provvisorio della MotoGP aveva escluso MotorLand Aragón dal 2027, molti avevano interpretato quella decisione come l’inizio di una nuova fase per il mondiale. Dorna continua infatti a cercare nuovi mercati e nuove destinazioni, riducendo progressivamente il peso storico dei circuiti europei. Tuttavia, a distanza di pochi mesi, lo scenario è cambiato completamente.

Il circuito di Alcañiz tornerà infatti a ospitare la MotoGP nel 2027 grazie al fallimento del progetto ungherese che avrebbe dovuto debuttare nel campionato. Una notizia accolta con entusiasmo dagli appassionati spagnoli e dagli addetti ai lavori, ma che apre anche una riflessione sui costi sempre più elevati necessari per mantenere un Gran Premio nel calendario della classe regina.

Come Aragón è rientrata nel calendario MotoGP

Fino a poche settimane fa, MotorLand Aragón occupava il ruolo di circuito di riserva. Una posizione scomoda ma strategica, che consentiva agli organizzatori di intervenire rapidamente in caso di problemi con una delle piste ufficialmente inserite nel calendario.

Alla fine è stato proprio questo scenario a verificarsi. Il progetto che avrebbe dovuto riportare la MotoGP in Ungheria non ha convinto fino in fondo né Dorna né il paddock. Le difficoltà emerse negli ultimi mesi hanno spinto gli organizzatori a cercare una soluzione alternativa, individuata proprio nel circuito aragonese.

L’accordo tra il Governo dell’Aragona e Dorna consentirà quindi a MotorLand di tornare ufficialmente nel calendario MotoGP del 2027.

Per il circuito spagnolo si tratta di una sorta di rivincita. Negli ultimi anni MotorLand ha costruito una reputazione molto solida grazie alla qualità del tracciato, all’organizzazione degli eventi e all’apprezzamento ricevuto da piloti e team.

Non a caso molti protagonisti del mondiale considerano ancora oggi Aragón una delle piste più complete e tecniche dell’intero campionato.

Perché il progetto ungherese è saltato

Alla base del ritorno di Aragón c’è soprattutto il rallentamento del progetto ungherese. Il circuito di Balaton Park era stato indicato come possibile nuova sede della MotoGP, ma sin dalle prime fasi sono emersi dubbi legati sia alle caratteristiche tecniche della pista sia alle tempistiche necessarie per completare tutte le infrastrutture richieste dalla classe regina.

Anche l’ipotesi di trasferire l’evento all’Hungaroring, storico tracciato che ospita il Gran Premio di Formula 1, si è progressivamente complicata.

I lavori di adeguamento richiesti per ottenere l’omologazione MotoGP non saranno infatti completati nei tempi previsti, rendendo impossibile organizzare il Gran Premio nel 2027.

A quel punto la scelta più logica è diventata quella di affidarsi a una struttura già pronta e pienamente operativa. MotorLand Aragón rappresentava la soluzione ideale grazie alle omologazioni aggiornate, all’esperienza organizzativa e all’ottimo rapporto con Dorna e con le squadre del campionato.

Il futuro di MotorLand oltre il 2027

Se dal punto di vista sportivo il ritorno della MotoGP rappresenta una grande notizia, sul piano economico la situazione è più complessa. Secondo le informazioni emerse nelle ultime settimane, il nuovo accordo richiederà un investimento superiore ai 10 milioni di euro da parte del Governo dell’Aragona. Una cifra significativamente più elevata rispetto a quella sostenuta negli anni precedenti per mantenere il Gran Premio.

L’investimento viene giustificato dall’importante ritorno economico generato dall’evento. Ogni anno la MotoGP porta infatti migliaia di visitatori nella regione, generando ricadute per hotel, ristoranti, attività commerciali e servizi turistici.

Tuttavia i conti di MotorLand mostrano una realtà più articolata. Nonostante l’indotto positivo per il territorio, l’organizzazione del Gran Premio comporta costi molto elevati che incidono pesantemente sui bilanci del circuito.

Per questo motivo il vero interrogativo riguarda il periodo successivo al 2027. Al momento non esistono accordi che garantiscano la permanenza di Aragón nel calendario oltre quella data. La competizione per ottenere un posto nella MotoGP è sempre più intensa e coinvolge numerosi circuiti europei.

Spagna e Portogallo continuano infatti a concentrare un numero particolarmente elevato di eventi, con tracciati come Jerez, Valencia, Barcellona, Portimão e lo stesso Aragón che dovranno confrontarsi con la volontà di Dorna di espandere il mondiale verso nuovi mercati internazionali.

Nel frattempo MotorLand lavora anche sul fronte Superbike, categoria che potrebbe garantire una presenza stabile e più sostenibile dal punto di vista economico fino al 2029.

Il ritorno della MotoGP nel 2027 rappresenta quindi una vittoria importante per Aragón, ma non ancora una garanzia per il futuro. La battaglia per conservare un posto fisso nel calendario mondiale è appena ricominciata e i prossimi anni saranno decisivi per capire quale sarà il ruolo del circuito spagnolo nella nuova era del motociclismo internazionale.

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