Tarform Luna: una nuova elettrica dagli USA

Il giovane costruttore di Brooklyn torna alla ribalta con la sua prima moto elettrica, già disponibile per la prenotazione in tre versioni

La prima volta che sentimmo parlare dell'americana Tarform fu nel 2018, quando l'allora neonata start-up di Brooklyn presentò con grande enfasi il suo primo modello in vista di ipotetico debutto nelle concessionarie nel 2019, una scadenza che - apparentemente per problemi sorti durante lo sviluppo - non è stata poi rispettata.

A un paio d'anni di distanza, ci ritroviamo oggi a parlare del "re-launch" di quel modello, che nel frattempo è stato battezzato Luna e che entrerà finalmente in produzione "tra qualche settimana" in due versioni, la "Racer Edition" e la "Scrambler Edition", entrambe già disponibili per la prenotazione tramite il sito web ufficiale con consegne ora previste per l'inizio del 2021. Prezzo di base per le due versioni: 24.000 $ (circa 21.200 Euro agli attuali tassi di cambio), che può variare a seconda delle personalizzazioni scelte.

A queste due versioni, tra loro più diverse nella forma che nella sostanza, si aggiunge inoltre la più esclusiva "Founder Edition", una versione limitata a 54 esemplari fatta a mano, dalla componentistica più pregiata (vedi le sospensioni Öhlins) e prezzata a ben 42.000 $ (poco più di 37.000 Euro), le cui consegne inizieranno già entro fine anno.

Al di là dei prolungati tempi d'attesa, Tarform conferma di voler mantenere un approccio d'alto livello nel rampante settore delle moto elettriche, proponendo uno stile decisamente raffinato, tanto elegante quanto sportivo, che sfoggia la trasmissione finale a cinghia e tanti elementi in alluminio sapientemente lavorato come principali tratti distintivi.

Tutte le versioni sono spinte da un motore da 41 kW (55 CV), con elementi in plastica biodegradabile di amido di mais, alimentato da una batteria agli ioni di litio con celle Sony da 10 kWh, che secondo Tarform garantirebbe un'autonomia attorno ai 200 km in un contesto cittadino. Con il caricatore portatile a corredo da 3.3 kW, l'80% della carica si raggiungerebbe in 50 minuti. Il costruttore ha comunque confermato che la batteria è modulare, il che dovrebbe lasciar spazio a possibili futuri aggiornamenti del relativo pacchetto.

In termini di prestazioni, i dati dichiarati non sono comunque male, con una velocità massima di 145 km/h un tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h di 3,8 secondi (non ancora ufficializzato il dato della coppia).

In termini di ciclistica abbiamo un telaio a traliccio in acciaio e sospensioni che nella configurazione base comprendono una forcella rovesciata con corsa di 120 mm e un mono-ammortizzatore al posteriore. I freni ISR Brakes sono a disco singolo ad entrambe le estremità (non confermati i diametri) con relative pinze a 6 pistoncini, mentre le diverse opzioni per i cerchi hanno diametro fisso da 18". Il dato del peso dichiarato è di 200 kg.

Da buona "zero emission", la Tarform Luna ha anche una forte "vocazione ecologica", come sottolineato anche da particolari quali i pannelli delle carenature realizzati con una combinazione di fibre di semi di lino e alluminio spazzolato (facilmente sostituibili), la sella in pelle vegan biodegradabile e il futuro utilizzo di uno speciale materiale a base di alghe e ferro per sostituire le vernici "classiche".

Altri aspetti particolarmente tecnologici delle "Luna" comprendono la presenza di un interessante sistema di allerta per i "punti ciechi" basato su un radar, l'avanzata strumentazione circolare HD da 3"4 con connettività Wi-Fi e Bluetooth (e statistiche scaricabili su telefonino o altro dispositivo), l'accensione key-less e pure il Sonic Aura Acoustic Sound System, un sistema di segnalazione acustica per i pedoni.

In tutte le sue varianti estetiche, la Tarform Luna ci convince per via di un design sempre azzeccato ma abbastanza insolito per il suo segmento, ma certo non abbastanza per giustificare l'alto prezzo richiesto. Presumibilmente, appena terminata la fase di pre-order, sarà il mercato stesso a dare la risposta.

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