Il motociclismo piange Carlo Ubbiali

Il pluri-iridato bergamasco, autentico eroe del motociclismo anni '50 sotto le insegne di MV Agusta, si è spento oggi all'età di 90 anni

Il 9 volte Campione del Mondo di motociclismo Carlo Ubbiali si è spento oggi all'età di 90 anni nella sua Bergamo. Il leggendario pilota italiano, vera e propria icona delle corse degli anni '50, è venuto a mancare dopo un ricovero per problemi respiratori risalente a inizio Maggio.

Alla luce di un ricco palmares collezionato agli albori del Motomondiale, al quale prese parte sin dalla prima edizione del 1949 (ultimo pilota in vita tra gli iscritti a quell'edizione), Ubbiali può essere considerato tra pilota italiano di maggior successo di sempre grazie ai suoi 9 titoli mondiali conquistati in 10 anni di carriera (6 nella classe 125 e 3 nella 250 cc), lo stesso numero di titoli di Valentino Rossi e dietro solo ai "12+1" di Angel Nieto e ai 15 del suo "protetto" Giacomo Agostini.

Il primo di questi titoli ridati risale al 1951, quando conquistò il titolo dell'ottavo di litro con la Mondial in un campionato di 5 round, mentre tutti gli altri furono conquistate sotto le insegne di MV Agusta, casa con cui gareggiò per il resto della carriera, fino al 1960, quando si ritirò dalle corse da Campione del Mondo in carica sia della 125 che della 250 cc e indiscutibilmente al top della forma.

Soprannominato "La Volpe", Ubbiali era anche considerato "Il professore di Assen" (vecchio layout) in quanto 9 volte a podio in 10 partecipazioni, ma nella sua bacheca personale spiccano anche 5 vittorie al Tourist Trophy dell'Isola di Man. Nel 2001 il suo ingresso nella MotoGP Hall of Fame.

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Ubbiali ebbe anche una enorme influenza sulla carriera del giovane conterraneo Giacomo Agostini, che segnalò personalmente al Conte Domenico Agusta spianandone l'approdo alla casa di Schiranna. Ed è stato proprio il leggendario "Ago" a ricordare Carlo Ubbiali in alcune dichiarazioni all'ANSA:

"Ho un grande ricordo di Ubbiali, avevo 10 anni quando vinceva tutto e sognavo di diventare come lui un giorno. E' stato per me un esempio, un incentivo e una fonte d'ispirazione. Un punto e proprio punto di riferimento Lui correva con la testa, da grande campione, con intelligenza e furbizia."

"All'epoca si vedeva poco in TV: leggevo le sue imprese sui giornali. Lo descrivevano come se fosse un tutt'uno con la moto. Siamo accomunati dalla MV Agusta: quando ingaggiarono me, chiesero informazioni sul mio conto a lui..."

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