Alvaro Bautista: "La vita è umana è molto più importante dello sport"

"Spero di risalire presto in sella, ma la vita umana è più importante di qualunque evento sportivo". Il pilota della Honda è da poco diventato diventato padre e con la pausa forzata ha l'occasione per godersi i primi mesi della figlia

Moto completamente nuova, un team ufficiale e una nuova sfida sotto le insegne HRC: il 2020 di Alvaro Bautista si preannunciava a dir poco stimolante, ma l'epidemia di Coronavirus ha guastato i piani dello spagnolo e di tutto la Superbike. Dopo il primo round in Australia il Mondiale delle derivate di serie si è fermato: tutti a casa, piloti e team: “È una situazione molto strana, non avrei mai immaginato una cosa del genere e di essere costretto a restare in casa a causa di un virus" ha spiegato Alvaro ai microfoni di WorldSBK.com "Ma ora tutti noi siamo chiamati a collaborare. Non dipende soltanto da un singolo dato che il virus si diffonde con il contatto tra le persone e quindi abbiamo bisogno di restare il più isolati possibile soprattutto per quanto riguarda coloro che sono più esposti ai rischi. È tutto molto strano ma solo con la collaborazione e la solidarietà potremo uscirne”.

In molti hanno parlato di una situazione simile ad una guerra, e anche Alvaro sembra d'accordo il paragone: “Non ho mai vissuto una situazione del genere, dentro e fuori pista. Per noi è tutto nuovo; forse non lo è per i più anziani che hanno affrontato una guerra civile e con tanta gente rinchiusa in casa. Ma nel nostro caso si tratta di una situazione mai vista prima. Tutti noi dobbiamo aiutarci e lavorare insieme”. “Al momento non penso a quanto tutto questo potrà durare" ha proseguito "Ovviamente mi piacerebbe tornare il prima possibile perché ciò significherebbe che tutto è tornato alla normalità. Ma ora non guardo a questo Round o al prossimo. Prima di tutto pensiamo a risolvere questo problema e poi potremo concentrarci sull’aspetto sportivo. La vita umana è molto più importante dello sport e di qualsiasi evento”.

In tutto questo c'è però un effetto collaterale positivo, che interessa in particolar modo il pilota della Honda. Bautista è da poco diventato padre e questa pausa forzata è l'occasione perfetta per godersi la famiglia: “Mia figlia è nata poco meno di tre mesi fa e quindi sono bello indaffarato. Ovviamente molte delle nostre attenzioni sono rivolte a lei. Questa situazione è strana e di certo non bella ma ha anche un risvolto positivo: posso godermi infatti i primi mesi di vita di mia figlia. Sto scoprendo cose nuove su di lei guardando come cresce. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo, quindi per adesso sono indaffarato e tutto questo mi piace molto”.

L'obbiettivo è comunque quello di tornare in moto il prima possibile, non appena le condizioni lo permetteranno: la Fireblade aspetta il suo cavaliere per andare all'arrembaggio di Honda e Ducati. “Si tratta di una moto nuova e di una squadra nuova" ha spiegato il talaverano "È stato fatto tutto in poco tempo e ci manca ancora un po’ di esperienza...Ci attende un lungo percorso. Ma come si è già visto la moto, la squadra e HRC hanno tutto il potenziale per andare a caccia di ottimi risultati. È soltanto questione di tempo, ne abbiamo bisogno per lavorare. Quando tutto sarà a posto saremo là davanti. Lo abbiamo già dimostrato in Australia fin dalla prima gara facendo vedere di avere il potenziale per puntare alla vittoria".

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