SBK Australia, a Toprak la prima-show. Rea ko

Dalla rovente Gara 1, sugli altari va Razgatlioglu gran debutto sulla R1 ufficiale. Rea nella polvere, ma si rifarà presto, con gli interessi

Il WSBK 2020 si apre con la Gara 1 di Phillip Island ad alta tensione e ricca di colpi di scena. C’è il trionfo in volata di Razgatlioglu debuttante sulla R1 Yamaha ufficiale. C’è lo “zero” di Rea per la doppia caduta. Il giovane turco brucia per 7 millesimi Lowes per la prima volta sulla verdona ufficiale e per 41 millesimi Redding per la prima volta nel WSBK sulla rossa Casa ex Bautista. Il cannibale non c’è in classifica, viso lungo e rospo nel gozzo, a meditare la vendetta che, c’è da giurarci, non mancherà sin da domani. Cosa è successo? Pronti via e al primo giro c’è subito il colpo di scena con il brusco contatto fra il poleman Sykes e Rea. In gran rimonta, ed evidentemente con un diavolo per capello per quanto accaduto con il suo super tirato ex compagno di squadra, il pluri iridato nord irlandese prima si “scarena” al sesto giro con Caricasulo e poi finisce a terra (contusione al ginocchio) in bagarre con Rinaldi.

I primi 15 sono dentro il fazzoletto dei cinque secondi, anche se ognuno, per il rischio gomma, è più preoccupato a mantenere la propria posizione che tentare l’allungo. I tempi sono alti. Rea out. La bonaccia dura poco e Sykes viene superato in tromba per evidenti problemi di gomme, prima da un superbo Redding, poi da van der Mark, Lowes, Razgatlioglu, Haslam. Al 20esimo passaggio 155 millesimi dividono i primi quattro: Lowes, il duo Yamaha, Razgatlioglu. Ma è proprio un super Toprak sulla Yamaha super a tagliare il traguardo per primo. Lotta dura senza paura, dunque. Corsa-show. Vincitori e vinti. Da questa rovente Gara 1, sugli altari va Razgatlioglu cui la Yamaha deve dire grazie: pilota giusto sulla moto giusta. Rea nella polvere, ma si rifarà presto, con gli interessi. Vale oro l’argento di Lowes per la prima volta sulla Kawasaki. Redding c’è e lo scatto di … reni per la conquista del podio conferma la propria determinazione anche se qui più della lingua contano il cronometro e la classifica finale. Honda? Non male, anzi, buona la prima. Situazione in gran movimento. Tutto show. Da non perdere.

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