Superbike, la cronaca della prima gara di Phillip Island

Per Jonathan Rea la gara finisce nella ghiaia

Inizio di stagione scoppiettante a Phillip Island per la Superbike 2020, nonostante uno schieramento di partenza particolarmente esiguo. Toprak Razgatlioglu emerge vincitore in una bagarre che coinvolge moltissimi dei piloti "top". Per il turco non ci poteva essere esordio migliore con la Yamaha ufficiale. Già subito dopo il via Tom Sykes, autore della pole con la Bmw, ha iniziato a perdere terreno mentre per quanto riguarda Jonathan Rea ha commesso un grave errore con la Kawasaki ZX-10 RR ufficiale finendo in fondo al gruppo. Nella foga di recuperare, Rea è poi definitivamente caduto alla Curva 8 al quinto giro. In questa prima manche il campione del mondo in carica è apparso particolarmente nervoso, fatto davvero strano. Anche Alvaro Bautista, al debutto sulla Honda ufficiale, ha dovuto faticare non poco per risalire dalla quindicesima posizione in griglia, frutto di un incidente nella Superpole. Meglio ha potuto fare il compagno di team Leon Haslam che ha lottato a lungo con i primi salvo poi cedere nelle battute finali. A lottare per la vittoria sono rimaste quindi le Yamaha ufficiali di Razgatlioglu e Michael Van der Mark, la Ducati ufficiale di Scott Redding e la Kawasaki ZX-10 RR superstite di Alex Lowes. Redding si è anche portato brevemente al comando dal dodicesimo al quattordicesimo giro, ma poi sono stati i piloti Yamaha a condurre le danze. Dapprima Razgatlioglu ha preso il comando fino al diciottesimo giro, poi per una tornata è emerso Van der Mark prima che il turco, campione in carica degli Indipendenti, riprendesse il comando. Volata finale da brividi con Alex Lowes che passa all'attacco e fallisce l'assalto alla vittoria per soli sette millesimi, il margine più risicato mai registrato nella storia della Superbike fin dalla fondazione. Redding nel tiratissimo finale lancia l'attacco vincente ed artiglia il terzo posto ai danni di Van der Mark. Haslam chiude la Top Ten mentre dopo una rincorsa rabbiosa Bautista termina alle sue spalle confermando la migliorata competitività delle Honda dopo alcune stagioni disastrose. Delude Chaz Davies con la seconda Ducati ufficiale, solo ottavo e preceduto anche dal migliore degli Indipendenti, il francese Loris Baz con la Yamaha YZF R1 dello storico team Ten Kate. Il resto del podio degli Indipendenti parla italiano con Michael Ruben Rinaldi secondo sulla Ducati Panigale di Barni e Federico Caricasulo terzo sulla Yamaha YZF R1 del team GRT. I due terminano però rispettivamente decimo e dodicesimo assoluto, ampiamente distaccati dal più "navigato" Baz. Deludono le Bmw ufficiali dopo il "blitz" di Sykes in Superpole. L'inglese è solo nono mentre Eugene Laverty è undicesimo. Sono in quindici a completare la corsa, quanti bastano per riempire la zona punti, completano la classifica l'italo-tedesco Cortese al debutto sulla Kawasaki ZX-10 RR di Outdo, l'americano Gerloff all'esordio sulla Yamaha del team GRT ed il cileno Scheib con la Kawasaki ZX-10 RR di Orelac. Oltre a Rea, ritirati anche Xavi Fores caduto con la Kawasaki di Puccetti e Takahashi tradito dalla Honda del team Althea Mie. Ed ora l'attesa è tutta per la seconda manche, in un campionato mai così incerto da anni.

N.M.B.

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