MotoGP, segnale dai test di Sepang: la nuova gomma soft accorcia o allunga il “trenino”?

Svetta Quartararo. Le nuove soft Michelin fanno volare Yamaha e Suzuki e mettono in difficoltà le Ducati

La prima tre giorni di test MotoGP a Sepang, pur non priva di interesse tecnico per le tante novità nei box e in pista, si è appena conclusa con uno scarso interesse mediatico, seguita solo dalla cerchia dello “zoccolo duro” degli appassionati. Fa più notizia, anche nei cosiddetti media di settore, il look sanremese di Francesca Sofia fidanzata di Valentino Rossi che le prove a Sepang del “Dottore” e degli altri corridori. Così è, punto. Passiamo ad altro. Ad esempio proprio al commento finale dell’asso di Tavullia che dopo i tre giorni in pista sintetizza il suo miglior tempo di 1’58.541: “Mi sono avvicinato alla vetta”, che nella combinata lo pone quinto dietro al primo Quartararo (1’58.349), al secondo Crutchlow (1’58.431), al terzo Rins (1’58.450), al quarto (sorpresa?) Bagnaia (1’58.502), primo dei ducatisti. Insomma, il gap di Rossi è di poco meno di due decimi: un quasi niente o un quasi abisso, a seconda di chi tiene in mano la bilancia. In questa MotoGP livellata dai regolamenti per la ferrea legge del motociclismo show-business, nel gap di mezzo secondo ci sono 15 piloti (15esimo tempo di Dovizioso: 1’58.859), con Vinales 16°: 1’58.893 a 544 millesimi da Quartararo. Quisquiglie o muri invalicabili? Chi si ricorda come andarono le cose nei primi test di Sepang ai primi di febbraio 2019? Al suo debutto da “ufficiale” con la Rossa 2019 Danilo Petrucci svettò davanti a tutti (1’58.239) battendo il precedente record 2018 di Jorge Lorenzo, e mettendosi dietro gli altri tre ducatisti Bagnaia, Miller e capitan Dovizioso: quattro Ducati davanti a tutti e tutte quattro sotto l’1’58 e 6 di Lorenzo 2018 qualcosa voleva pur dire. Poi, in campionato, come noto, arrivò lo tsunami Marquez. Quest’anno, come già l’anno scorso, si è parlato di pista scorrevolissima favorendo l’abbassamento dei tempi. Ma vale per tutti.

In altri sport, ad esempio il ciclismo, quando il corridore si allena prima della stagione, per valutare la propria condizione parla di “sensazioni”. Se si trova bene dice: “Ho buone sensazioni”. Nel motociclismo, sport più complesso essendo il mezzo meccanico una componente essenziale, per valutare i test invernali come quelli appena conclusi dalla MotoGP a Sepang più che le sensazioni, vale il cronometro. E qui ogni volta torna la solita diatriba: contano o no i tempi fatti segnare nei primi test? Lasciamo stare le dichiarazioni finali di piloti e team manager, per lo più dettate da esigenze di marketing e da tatticismi pre campionato. Comunque Rossi è rimasto contento: “Test positivo. Continuiamo a lavorare duro perché sono tutti molto veloci”. Lo stesso Rossi a fine test del febbraio 2019 diceva: “Sarei preoccupato se la gara fosse domani”. Dovizioso, invece, ha ripetuto nel 2020 le stesse valutazioni del 2019: “La classifica è poco veritiera. Non rispecchia i valori in campo”. Bagnaia quarto tempo, sorpresa, come scritto sopra? Non proprio: nei test di febbraio 2019 fece un eccellente secondo miglior tempo, all’epoca più considerato e valorizzato del poleman virtuale Petrucci perché rookie pilota della “covata” di Rossi, per qualcuno addirittura il nuovo… Marquez. Acqua passata. Sulla spalla non ancora a posto di Marc Marquez, sui debutti in HRC del fratello Alex e del nuovo tester Yamaha Jorge Lorenzo ecc. Motoblog ha già detto tutto, o quasi. Aggiungiamo che le nuove gomme soft Michelin hanno contribuito a fare la differenza, seppur minima, con le Ducati più in difficoltà. Petrucci e Dovizioso, pur con tempi e posizioni diverse nella combinata, hanno faticato a trovare il bandolo della matassa, addirittura peggiorando già dove le Rosse soffrivano nel 2019, la percorrenza a centro curva. Problemi gomme anche per le Honda? Non proprio: Crutchlow lo dimostra a ridosso di Quartararo. I due Marquez hanno, per ora, problemi diversi. Fattoo sta che le nuove soft Michelin fanno volare Yamaha e Suzuki. Conclusione? Sono solo test, sono solo test, sono solo i primi test della nuova stagione. Fra due settimane, sempre a Sepang, ne sapremo di più. Forse. La tabella finale dei tempi non è una sentenza, però c’è e non si può non tenerne conto. Dal 22 al 24 febbraio nuova sessione di prove ufficiali in Qatar dove poi l’8 marzo si darà il via alle danze del campionato 2020.

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