Mondiale Superbike, Ducati batte Honda sul numero di giri motore

E' stata diramata la tabella con il massimo regime di giri motore concesso alle moto del Mondiale Superbike: Ducati è ancora in testa, con 500 giri in più di Honda

Quello dei giri motore è stato uno degli argomenti che più hanno tenuto banco durante il Campionato Mondiale Superbike 2019, una questione scottante che non ha mancato di sollevare aspre polemiche nel corso di tutta la stagione passata. Ad aprile, dopo un inizio da dominatore per Alvaro Bautista sulla nuova Panigale V4, la plurifrazionata bolognese era stata penalizzata di 250 giri, con l'imposizione di un nuovo tetto massimo di 16.100 rpm.

Oggi è stata diramata la griglia con i regimi di rotazione iniziali per la stagione 2020, che lo ricordiamo sono calcolati in base alle prestazioni del motore di serie e alle performance dello scorso anno: in testa c'è ancora Ducati, che con suoi 16.100 rpm confermati stacca di 500 lunghezze la seconda delle inseguitrici.

Dietro alla Rossa troviamo la nuova Honda CBR 1000 RR-R (qui il nostro test della versione stradale!), a cui il regolamento impone un regime massimo di 15.600 giri. La vecchia Fireblade, ancora in listino e per questo inserita nella tabella, si ferma invece a 15.050 giri.

Il sistema, introdotto nel 2018 per tentare di livellare il più possibile le prestazioni, prevede 14.950 giri per i quadricilindrici di BMW, MV Agusta e Yamaha (il regime della R1 è stato incrementato alla luce della stagione 2019), mentre alla pigliatutto Kawasaki sono concessi "solo" 14.600 giri. La griglia verrà comunque aggiornata a stagione in corso se dovessero venire rilevati eccessivi squilibri nelle prestazioni, come avvenuto l'anno scorso con Ducati.

Mondiale Superbike - I regimi massimi di rotazione dei motori

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