Alex Marquez: "Volevo la Honda al 100%!"

Il neo-acquisto del team Repsol Honda rilascia le prime dichiarazioni ufficiali con i nuovi colori: "Voglio imparare il più possibile da Marc"

Con il decadimento dei precedenti obblighi contrattuali, scattati con l'inizio del nuovo anno, Alex Marquez è finalmente libero di presentarsi pubblicamente con i colori del team Repsol Honda e rilasciare le prime dichiarazioni ufficiali da pilota factory del colosso giapponese.

Il trasferimento del Campione del Mondo della Moto2 in MotoGP - innescato dall'improvviso ritiro di Jorge Lorenzo - è stato senza dubbio il grande "colpo" dell'ultimo mercato piloti, con il giovane spagnolo che andrà quindi a far coppia con il suo illustrissimo fratello maggiore, il Campione del Mondo in carica Marc Marquez, che avrà certamente un occhio di riguardo nei suoi confronti nel suo anno di debutto in Premier Class.

Indossando per la prima volta l'arancione, il blu ed il bianco del suo nuovo team, Alex Marquez ha rilasciato oggi la sua prima intervista ufficiale del 2020, delineando subito le sue ambizioni all'interno del top team per eccellenza della MotoGP:

"Questo è ​​un sogno diventato realtà per me: è un onore incredibile avere addosso questi colori e indossare questa maglietta. Sono davvero contento di questa opportunità di andare in MotoGP con il team Repsol Honda, ne sono davvero orgoglioso, ma è una situazione nuova per me: sono abituato a vedere Marc in questi colori, ma non me stesso! È sicuramente qualcosa di speciale".

"Penso che per tutti i rookies il sogno, o l'obiettivo, sia quello di far parte di una squadra factory. Dopo aver vinto il Mondiale Moto2, il mio obiettivo era quello di diventare un pilota ufficiale, e questo è diventato realtà per me. Far parte del team Repsol Honda è un onore, perché è quello con la maggiore storia nel paddock della MotoGP."

Esattamente come il fratello Marc prima di lui, Alex Marquez arriva in MotoGP con i "gradi" di Campione del Mondo Moto2 per andare ad insediarsi nell'ambitissimo team ufficiale Honda, con il quale ha compiuto i suoi primi giri in pista in occasione degli ultimi test del 2019 a Valencia e a Jerez de La Frontera (clicca qui per il calendario dei test invernali):

"Essere in questo team è davvero speciale. E' stato davvero emozionante indossare la tuta, entrare nel box e vedere la squadra... sapendo che è la mia squadra! E poi le moto lì in attesa... i primi test sono stati un susseguirsi di emozioni speciali! Ora, dalla Malesia in poi, penso che tutto sarà più sotto controllo, che sarò meno nervoso e più rilassato, ma la squadra mi ha già aiutato a stare tranquillo a Jerez."

"So che è una grande sfida, ma è anche una bella sfida! Da parte mia, avevo detto sin primo momento che volevo avere questa opportunità, al 100%, e ora provo a godermela!"

Parlando invece di quelli che possono essere i suoi obiettivi per la stagione 2020, Alex Marquez ha subito fissato l'asticella ma senza lasciarsi andare a facili proclami:

"Posso dire che voglio diventare "Rookie Of The Year", è questo il primo obiettivo, ma per non posso ancora parlare di posizioni in gara, o in classifica, o cose del genere: in questo momento sono concentrato sulla comprensione della moto e sul migliorare il mio feeling con essa, per avere più fiducia."

"Credo che prima della gara in Qatar [il GP inaugurale del 2020, in programma a metà Marzo] sarò in grado di comprendere un po' meglio qual è la nostra posizione reale e cosa saremo in grado di fare nella prima gara."

La grande peculiarità del team Honda Repsol per il 2020 sarà quello di avere due fratelli come piloti, una cosa mai vista finora nella classe regina del Motomondiale. Per il più giovane dei fratelli Marquez, questo elemento non dovrebbe rappresentare un problema:

"È un momento speciale, sarà un anno speciale, ma noi dobbiamo essere naturali e affrontare la cosa come se fosse una situazione normale. Sappiamo di essere fratelli, ma all'interno del team dobbiamo essere professionali, perché siamo piloti diversi. Ognuno di noi avrà la sua crew, quindi ognuno dovrà lavorare a modo suo."

"Di sicuro per me è un vantaggio avere un 6-volte-iridato della MotoGP nel mio garage, perché potrò vedere molti suoi dati per capire come devo guidare questa moto Honda e per comprenderne i segreti. Quindi, proverò ad imparare il più possibile sia da Marc che da tutti gli altri piloti Honda"

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