Storia della Motoslitta

Dalle prime scocche di derivazione automobilistica modificate, fino alle più moderne Motoslitte da corsa. Curiosità e aneddoti su come nasce questo particolare veicolo


Anche se si tratta di storia piuttosto recente, non tutti sanno come nacquero questi particolari oggetti. In origine, siamo intorno agli anni ‘30 si trattava di veicoli a motore a quattro ruote modificati per rendere possibile il semplice avanzare su strade innevate. Vere e proprie automobili trasformate; grazie a sci al posto delle ruote anteriori e ruote posteriori dotate di catene era finalmente possibile muoversi sulla neve. Un filone che, in un certo senso si esaurì lasciando spazio ad altri veicoli, da un lato i gatti delle nevi e, dall’altro le ben più seducenti motoslitte.

Fu Joseph-Armand Bombardier, verso la fine del 1936, ad avere l’intuizione più grande, il cingolo ricoperto di gomma naturale, il caucciù. Un’innovazione tremendamente efficace in termini di trazione che Mr. Bombardier brevettò in Canada e negli USA e che ancora oggi, seppur evoluta nella struttura e nei materiali elastici, continua a rappresentare un valido metodo per trasferire movimento e trazione sulla neve.


Dietro alla dedizione di Bombardier c’è la storia triste di uno dei suoi figli che, malato, morì per l’impossibilità di raggiungere l’ospedale a causa della neve che ostruiva la via della loro abitazione. All’epoca nel Quebec, in Canada, solo le strade principali venivano ripulite lasciando quelle secondarie nelle mani del destino. Insomma… un evento tremendamente triste e drammatico che a quanto pare spinse Bombardier ad innovare e creare soluzioni efficaci in questo campo.


Durante il periodo della seconda guerra mondiale l’esigenza è ancora legata al trasporto di più persone e solo quando l’innovazione legata alla pulizia delle strade si fece più efficace si avvertì la necessità e l’opportunità di progettare e costruire veicoli piccoli, agili, semplici e scoperti, adatti al trasporto di una o due persone: le vere motoslitte. La prima riconoscibile come tale arriva nel 1959 con seduta a cavalcioni, manubrio, cingolo centrale e il motore a due tempi in posizione avanzata, dietro lo scudo anteriore. Uno schema costruttivo in voga ancora oggi benché siano passati sessant’anni.

In pochi anni, dal ’59 fino al ’64 quando morì, Joseph Bombardier produsse e vendette oltre 8.000 motoslitte, dando il via ad un successo ed a una crescita commerciale che ha coinvolto anche altri marchi concorrenti. Il successo di Bombardier prosegue nella storia moderna visto che l’azienda portata avanti dai figli si è trasformata in un colosso capace di farsi strada nel campo dell’aeronauica, dei motori marini e nelle moto d’acqua.


Oggi i produttori di motoslitte si contano su una mano, Yamaha, Polaris, BRP (di Bombardier e con i marchi Ski-Doo e Lynx), poi Artic Cat e Can-am. Nel complesso le produzioni coinvolgono mezzi per lo svago, per le competizioni e da lavoro, per quest’ultimo aspetto in Italia c’è Alpina che produce motoslitte di alta gamma allestite per servizi di trasporto di persone e traino. Insomma… un mercato di nicchia, ma altamente specializzato.

Le motoslitte oggi sono complesse e sofisticate, se inizialmente i motori erano a due tempi di piccola cilindrata e raffreddati ad aria, decennio dopo decennio si è arrivati a propulsori altamente tecnologici, di cubatura importante e in alcuni casi completi di turbocompressore. Potenze rilevanti per garantire la possibilità di affrontare salite “impossibili” e velocità incredibili. La trasmissione, per la maggior parte dei casi, vede oggi l’impiego di un cambio automatico di tipo continuo, una sorta di super variatore capace di tenere testa anche ai 250cv dei modelli più performanti. Mentre per la “ciclistica” non mancano soluzioni costose e blasonate.


Un mondo a parte, una nicchia alla quale non manca nemmeno un gustosissimo lato competitivo. Il Campionato Italiano Motoslitte 2020 prenderà il via il 18 e 19 gennaio a Trento, la seconda tappa in calendario sarà il 15 e 16 febbraio a Nova Ponente (BZ) ed infine la tappa conclusiva, l’attesissimo gran finale di Livigno (SO) il 21 e 22 marzo gestito dal Moto Club Trela Pass dove in concomitanza con il campionato italiano si svolgerà anche il CEST (Central Europe Snowcross Trophy).

Si tratta di eventi che raccolgono un bel numero di appassionati e semplici curiosi, piloti italiani e stranieri, spesso specialisti austriaci e svizzeri che, oltre a correre nei campionati dei rispettivi paesi, non vedono l’ora di competere anche in Italia. Quindi siete avvisati… se vi va di vivere uno spettacolo di grande fascino non c’è che organizzare una bella gita in montagna!


Photo Credit: Archives, Musée de l’ingéniosité J. Armand Bombardier and Jean-Michel Naud, photographe ; Moto Club Trela Pass (Motoclublivigno)

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