MotoGP, esposto Codacons contro Ducati. Addio “Mission Winnow"?

Che non sia solamente una sparata lo dimostra il fatto che proprio l’altro ieri la Ferrari ha cancellato lo stesso marchio “Mission Winnow” dalle sue auto di Formula 1 addirittura tornando a iscriversi ufficialmente nel Mondiale Fia con la vecchia dicitura “Scuderia Ferrari”...

Come una girandola luminosa, in questo caso sarebbe meglio dire come una bomba ad orologeria, la “questione” dello sponsor “Mission Winnow”rischia di esplodere colpendo forse anche la Ducati MotoGP dopo la Ferrari F1.

C’è infatti un esposto ufficiale del Codacons all’Antitrust contro Ducati in MotoGP - il cui marchio “Mission Winnow" legato a Phillip Morris troneggia sulle carene (e non solo) delle Rosse di Dovizioso e Petrucci – che così diventerebbe veicolo di pubblicità indiretta del tabacco e dei suoi prodotti, vietata in Italia e non solo.

Che non sia solamente una sparata lo dimostra il fatto che proprio l’altro ieri la Ferrari ha cancellato lo stesso marchio “Mission Winnow” dalle sue auto di Formula 1 addirittura tornando a iscriversi ufficialmente nel Mondiale Fia con la vecchia dicitura “Scuderia Ferrari”.

Un passo indietro a dir poco clamoroso, di grande danno per l’immagine e per le casse della Casa di Maranello. L’abbandono forzato del title sponsor da parte della Ferrari sarebbe causato dalle normative internazionali relative al divieto di pubblicità e di promozione dei prodotti del tabacco cui rimanda il marchio “Mission Winnow” di proprietà della Phillip Morris.

Tutto ciò dopo che lo stesso Codacons, oltre all’Unione Nazionale Consumatori avevano alzato un gran polverone nazionale e internazionale – con annesse denunce -tanto da mobilitare addirittura le istituzioni australiane oltre alla minaccia (solo una minaccia?) di inchiesta della specifica Commissione Europea.

Il fatto che il marchio “Mission Winnow” sia stato cancellato da un colosso di gran lignaggio, vero e proprio emblema del Made in Italy, quale Ferrari può costituire un precedente non certo positivo per la stessa Ducati. Infatti se l’Antitrust legittimasse la richiesta e l’accusa del Codacons si potrebbe giungere addirittura all’assurdo, con il sequestro dei bolidi rossi di Borgo Panigale.

Insomma, colpita alle spalle la Ferrari, quasi con un inarrestabile automatismo, toccherebbe adesso (o presto) alla Ducati, la cui posizione sulla scabrosa vicenda non è ancora resa pubblica. Finirà tutto in una bolla di sapone, a tarallucci e vino? No. Stavolta, è il caso di dirlo, “purtroppo no”. Nel Belpaese di santi e navigatori e così via, non ci facciamo mancare niente, primi nel mondo anche nell’autolesionismo.

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