MotoGP Austria, pagelle: il “killer” Jorge fa tris e salva l’imbattibilità della Rossa

Le pagelle del GP d'Austria di Massimo Falcioni.

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La Gara: voto 10. Che corsa! Che finale! La conferma che il “valore” di una gara mondiale non è dato da quanti piloti si battono per la vittoria ma dalla “qualità” della lotta in uno scontro fra giganti, duro ma corretto. La MotoGP non si illumina solo con un pilota-star, che conta ma non è tutto. Servono duelli tra campioni, non bagarre mediatiche e assoli di idoli. Serve anche coltivare e rilanciare l’identità nazionale con una Casa Made in Italy (Ducati) – Aprilia, se ci sei batti un colpo! - capace di scaldare i cuori e fare sognare: Davide contro Golia. E il caos gomme? Fuffa! In volata vince Jorge con le “morbide” su Marc con le hard. Manico e cuore fanno la differenza. Anche l’accelerazione della Rossa… La corsa vera cancella bla-bla e … fanatismi. Postilla: il “tappo” va messo in bocca a chi ha accusato Jorge di fare… “da tappo”.

Lorenzo: voto 10+. Il maiorchino salva l’imbattibilità della Rossa (voto 10+) con una prestazione da incorniciare che gli frutta il terzo centro stagionale in un avvincente match con il futuro compagno di squadra Marquez. 7 sorpassi-show in tre giri fermano il cuore dei 100 mila e passa sugli spalti. Jorge c’è. Festa Rossa. In Ducati si ride. Per non piangere.

Marquez: voto 10. La classifica? Chissenefrega! Lo spagnolo-Ercolino della Honda (voto 9-) si inventa di tutto, tenta la fuga ma viene riassorbito perdendo poi la volata nel furibondo corpo a corpo con l’indiavolato Jorge sul missile Rosso. A Marc resta, oltre alla ennesima superba prestazione, il sorriso: allunga in classifica e mette l’ipoteca sul titolo. Sarà così?

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Dovizioso: voto 8-. Non torna ragioniere ma neppure giustiziere. Nel 2017 conquistò l’Austria calando il tris. Sale sul podio ma sul gradino più basso. A metà gara non trova il quid per attaccare e superare Jorge. A quattro giri dalla fine s’arrende. Solo questione di gomme? Il sogno mondiale sfuma. Anzi, fugge via di corsa. Jorge lo batte in gara e lo scavalca in classifica.

Crutchlow: voto 7+. Non c’è posto sul podio per il coriaceo Cal che, però, sulla Honda satellite (voto 8+) si mette dietro Petrux e si tiene lontano Rossi. Non è poco. Il titolo del “primo dei normali” è solo il contentino per i battuti, quasi una burla. Il colpaccio? Aspettando la pioggia…

Petrucci: voto 6+. L’asso ternano è appagato del quinto posto perché: “l’obiettivo era arrivare nei primi cinque”. Il Petrux paga pegno – dice lui – anche “per peso e stazza”. Serve dieta o olio nel… polso? Serve uno scatto. Anche … d’orgoglio. Dai!

Rossi: voto 7-. Il 9 volte campione del Mondo non può godersi lo show dei 3 Moschettieri in testa ma dalle retrovie (14°) tira forte senza sbavature risalendo fino al sesto posto e mantenendo la seconda piazza in classifica. Così la Yamaha salva la faccia anche se il gap tecnico resta confermato dal 12esimo posto di Vinales (voto 6-). Valentino vale più di manico che di … lingua. Basta con i “richiami” alla Casa perché si rischia l’effetto boomerang!

Iannone: voto 5-. Il dritto fatto alla prima curva del nono giro non dice molto perché in quel momento Andrea era 12esimo. Risalito poi dal 17° al 13° posto finale resta la (solita) prestazione sotto tono, un mix di “se” e di “ma”, con Rins stavolta davanti (voto 6+) 8° e di nuovo nella top ten generale. Ian, pilota del … venerdì?

Pedrosa: voto 4. Con una moto pari a quella di Marquez Dani fa il … turista di lusso. Non è un bell’andare, né un bel vedere. Primum: salvare la faccia! E il campionato è ancora lungo. Voglia di correre saltami addosso? Dani, non esagerare!

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