MotoGP Brno 2018: pole infuocata: Dovizioso e Rossi mettono dietro Marquez

Un tris d’assi, una danza dove la classe diventa arte accendendo la passione sugli spalti della magnifica pista morava e davanti alla tv in tutto il mondo.

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Sì, gli inni nazionale si suonano dopo la gara, la domenica, così come le bandiere salgono domani per onorare i piloti sul podio. Ma dopo le qualifiche infuocate (32,7° l’aria e 50,3° l’asfalto) della MotoGP di Brno i primi tre (e non solo loro) meritano subito almeno l’applauso a cominciare dai nostri Dovizioso (1.54.689) e Rossi (+0.267), primo e secondo, davanti al solito superbo e sornione Marquez (+0.272).

Poco conta, a questi livelli e con questi tempi, la danza delle gomme e le infinite regolazioni per piegare tecnica e tecnologie al volere dei rispettivi piloti. Qui è il cuore, il manico, la classe, la volontà del pilota a far saltare le lancette del cronometro.

Grazie Dovi per questa splendida prima pole stagionale, grazie Vale per il quasi miracolo, grazie Marc per continuare a stupire, oggi a 5 millesimi dal pesarese. Ma non c’è solo la prima fila. Perché domani saranno protagonisti anche Lorenzo, quarto tempo (+0.349), Cratchlow quinto, Petrucci sesto (+0.514), poi la terza fila con Zarco settimo, Iannone ottavo (+0.581), Rins e Pedrosa che chiude la top ten.

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Un pronostico? Impossibile. Il caldo torrido alle 14 di domani sarà una componente non secondaria mettendo a dura prove le gomme e non solo. Marquez ha un passo super (idem il Dovi), ma ha soprattutto lo sguardo al mondiale e un podio, anche non sul primo gradino, potrebbe renderlo … appagato. Rossi (a proposito, Vinales è finito 12° a 1 secondo da Vale, passando per la Q1 ed è in aperta “cagnara” col suo team) cerca il colpaccio della prima vittoria 2018, così come il Dovi cerca il riscatto, specie nei confronti del compagno di squadra Lorenzo, che ha nel mirino il “tris” del trionfo stagionale numero tre.

In altri tempi, Andrea e Jorge sarebbero chiamati ad obbedire a una strategia (gioco di squadra) definita e decisa dalla Casa. Qui, è grasso che cola se nella bagarre della corsa i due galletti in calore della Rossa (tornata in pole a Brno dopo quella di Stoner nel 2008!) non combineranno casini fra di loro, come già successo. L’esperienza, il sangue freddo, una tattica di gara “salvagomme” da parte di Valentino potrebbero sopperire al minor passo ed avere la meglio su tutto e su tutti. A Marquez piacendo, col suo battere sul giro, da gigante. Il leader della classifica iridata insiste: “La miglior difesa è l’attacco”. Tocca domani al Dovi e a Rossi attaccare.

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