MotoGP, Mugello: chi sale e chi scende

GP d'Italia 2018, chi sale e chi scende...

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Chi sale: Lorenzo. Di lui, dopo il trionfo del Mugello sulla Rossa, l’amministratore delegato della Ducati Claudio Domenicali dice a caldo: “Noi abbiamo creduto in Jorge, mancava solo la vittoria”. E, rispetto alla (improvvida?) dichiarazione di pochi giorni addietro in cui di fatto aveva liquidato il maiorchino, fa marcia indietro: “Sono stato molto sincero, l’amarezza c’è. Ma già subito dopo gli avevo mandato un messaggio scrivendogli che lui era un grande campione”. E sul futuro? “Aspettiamo”. Non aspettava, però, Giorgio “Re” del Mugello, che in contemporanea annunciava di fatto l’addio dalla Rossa e lo sbarco verso nuovi appetibili lidi. Se 2+2 fa quattro, la cavalcata trionfale di Jorge al GP d’Italia non cancella il lungo periodo di astinenza dal gradino più alto del podio e il mancato feeling con la Rossa ma ribadisce il concetto sacro delle corse: la classe non è acqua e un campione resta un “campione”. Una lezione che va oltre il maiorchino.

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Chi scende: Marquez. Di lui, dopo il duro sorpasso al Mugello ai danni di Petrucci, l’AD Ducati Domenicali ha detto: “Marquez è stato scorretto, è andato giù troppo sporco, va punito”. E il DS Ducati Paolo Ciabatti rincara la dose: “Marquez non si cura degli altri piloti, il motociclismo non è uno sport di contatto, è inaccettabile che non sia stato neppure messo under investigation dalla direzione corsa, bisogna fare qualcosa”. E il diretto interessato Petrucci: “Marc doveva essere sanzionato”. Lui, Marc Marquez chiede subito scusa al pilota ternano ma si difende: “C’erano tre moto alla seconda curva, Petrucci era all’interno rispetto a me, ho allargato per poi cercare di superarlo alla curva successiva ma ha chiuso tanto, abbiamo rischiato entrambi di cadere. Mi dispiace perché ho visto che ha perso tanto tempo.”. Le corse, si sa, non sono il ballo delle debuttanti. Ma neppure la corrida. Intanto Marquez dimostra di essere… “battibile”. Da se stesso.

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