Argentina, il primo GP iridato nel 1961. Benedicto Caldarella la “leggenda”

A Termas de Rio Hondo inizia oggi il GP d’Argentina, secondo attesissimo round del Motomondiale 2018.

A Termas de Rio Hondo inizia oggi il GP d’Argentina, secondo attesissimo round del Motomondiale 2018. Un circuito “fuori dal mondo” ma non privo di fascino, dove il mondiale si disputa dal 2014 anche se il GP d’Argentina si effettua sin dal lontano 1961 a Buenos Aires (era la prima volta dal 1949 che una prova iridata si svolgeva fuori Europa) seguito nel 1962 e 1963 quindi nel 1981 e 1982, ancora nel 1987, per finire nel 1994-1995 e 1998 e 1999 avviando poi l’era dell’attuale autodromo permanente di Thermas Rio Hondo.

Prima ancora del mondiale, il motociclismo era assai vivo in Argentina, disputandosi gare nazionali e internazionali di buon livello. Addirittura era sbarcato a Buenos Aires in cerca di fortuna un campione quale Umberto Masetti che laggiù fece man bassa di vittorie. La stessa Benelli affidò nel 1960 la sua monocilindrica 250 bialbero al giovanissimo Silvio Grassetti che proprio a Buenos Aires, fra ali di folla festosa, coglierà i suoi primi significativi successi internazionali.

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Le Case italiane, Benelli in particolare, a differenza di quelle del Sol Levante, non sfruttarono adeguatamente l’onda vittoriosa delle competizioni per entrare in quei mercati. Ma questa è un’altra storia. Fatto sta che l’Argentina è terra nota alle corse (soprattutto di auto con il mitico Manuel Fangio, con la Carrettera ecc.) e poi con un GP mondiale che porta la firma di campioni assai titolati e noti, fra i quali (nella 500) Mike Hailwwod (1963), Kenny Roberts (1982), Eddie Lawson (1987), Mick Doohan (1994-95-96) – un tris che riuscirà anche a Hugh Anderson due volte nelle 50 e una nelle 125 – , Kenny Robertts jr nel 1999.

Marquez e Rossi MotoGP Argentina 2016
A Thermas de Rio Hondo trionfi di Marc Marquez nel 2014 e nel 2016, di Valentino Rossi nel 2015, di Maverick Vinales nel 2017. Nelle altre cilindrate svettano, fra gli altri, dal 1961: Tom Phillis, Tarquinio Provini, Jim Redman, Angel Nieto, Max Biaggi, Marco Melandri, e di recente, Rabat, Zarco, Fenati, Kent, Mir, Morbidelli ecc. Le prime due edizioni nel 1961 e 1962 – disertate dai campioni europei – nella massima cilindrata furono vinte da due idoli locali su vetuste monocilindriche Matchless Jorge Kissling e Benedicto Caldarella, quest’ultimo poi assorto a livello mondiale, leggenda del motociclismo argentino di cui è tutt’ora pimpante icona, uno dei piloti più forti e amati campioni dei primi anni ’60. Di Benedicto – pittoresco centauro nato a Buenos Aires l’1 settembre 1940 con la passione delle moto e delle corse tramandata da papà Salvador lui stesso corridore nonché concessionario della Gilera – Mike Hailwood diceva: “E’ piccolo ma sulla moto è un gigante”. Detto da “Mike the bike” valeva più di un titolo iridato. Quel titolo che non arrivò mai perché Benedicto fu una stella luminosissima ma… “vagante” del Continental Circus, di fatto senza aver mai avuto l’occasione (e la moto) per disputare il Mondiale a tempo pieno.
Argentina, il primo GP iridato nel 1961. Benedicto Caldarella la “leggenda”

Certo, dopo i primi passi sui circuiti locali – iniziò a 15 anni! – e su moto non proprio di ultimo … pelo, ebbe la grande occasione nel 1964, proprio nel primo round di quel mondiale sull’inedito circuito americano di Daytona, di salire sulla rispolverata Gilera 500 4 cilindri ufficiale. Aveva addirittura battagliato per tutta la gara con Mike Hailwood (MV Agusta) dando anche l’impressione di farcela se non fosse stato rallentato nella sua marcia trionfale da noie al cambio.

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Era stato un altro gigante, Libero Liberati, a consigliare il Comm. Gilera per affidare la 4 cilindri bianco-rossa al piccolo Benedicto che ringraziava sempre con uno smagliante sorriso. Quel sorriso che non perderà mai anche nei momenti meno felici in pista. D’altronde Caldarella ha vissuto giornate di gloria, protagonista di epiche battaglie quali ad esempio nella Coppa D’Oro Shell di Imola (fuoco e fiamme con Remo Venturi su Bianchi bicilindrica!) dove l’argentino cancellò il record della pista di Dick Dale sulla epica Guzzi 500 8 cilindri!

Ma tante furono le gare a metà degli anni ’60 e dintorni, specie in Italia, dove Caldarella fu grande protagonista, vincendo a Vallelunga e a Ospedaletti, gran secondo a Monza dietro Hailwood facendo segnare il nuovo record a 196,023 Kmh! Torneremo a parlare di Benedicto, un pilota di una simpatia pari al gran manico, tutt’ora in pista nei revival sul bolide di Arcore.

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