Intervista Ing. Antoniazzi: la guerra delle ali divide la MotoGP. Ma Rossi, Marquez e Lorenzo le useranno a Losail?

Intervista esclusiva all'Ing. Franco Antoniazzi co-fondatore e CEO della factory modenese Oral Engineering

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Campionato del Mondo MotoGP 2017 - Fra sette giorni, con l'inizio delle prove ufficiali del GP del Qatar a Losail, si apre il Motomondiale 2017 con la MotoGP attesissima per i tanti motivi di interesse tecnici e agonistici. Facciamo il punto con l'Ing. Franco Antoniazzi, da decenni protagonista nel Motorsport nazionale e internazionale, co-fondatore e CEO della nota factory modenese Oral Engineering, una delle eccellenze del Made in Italy nei campi della ricerca, progettazione, realizzazione e sviluppo di motori da corsa, in partnership con Case e Team dei mondiali moto e auto (F1, rally ecc.), nonché di propulsori e componenti nei settori della difesa e dell'aeronautica.

Partiamo dal passato. Lo scorso anno di questi tempi ci interrogavamo su come i nuovi regolamenti (centralina unica) e le nuove gomme Michelin avrebbero condizionato gare e campionato. Cosa ha prodotto quella "rivoluzione"?

"Per quanto riguarda la centralina unica tutte le Case nel corso del 2016 sono riuscite velocemente ad adeguare i software alle loro esigenze, ed oggi la situazione è "normalizzata". Relativamente alle gomme, superato il "rodaggio" iniziale, dopo un anno di sviluppo Michelin si presenta al via del mondiale 2017 con una situazione tecnica stabile. Le tre mescole portate in Qatar (soffici-medie e dure) si sono dimostrate valide, in particolare la soffice, la cui differenza sul giro rispetto a quella media è di 0.6 secondi. Spetta ai tecnici raggiungere i set up ottimali per arrivare competitivi fino al termine della corsa. Questo sarà il compito più difficile per i tecnici delle sospensioni e per gli elettronici."

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I test precampionato di Sepang, Phillip Island e Losail, con i loro tempi, sono indicativi rispetto alla reale competitività dei protagonisti o contano poco e niente?

"Sono stati test utili principalmente ai piloti e ai tecnici per il settaggio definitivo dei nuovi motori, dei telai e degli assetti, soprattutto in funzione delle evoluzioni aerodinamiche, dopo la bocciatura delle ali di fine 2016. Le appendici alari, eliminate dalla Dorna alla fine della scorsa stagione agonistica su richiesta della Honda, per togliere un vantaggio a Ducati, dopo un estenuante tira e molla, sono rientrate dalla finestra. Negli sport motoristici si assiste da sempre alla lotta tra chi scrive i regolamenti ed i progettisti che cercano legalmente di piegarli alle proprie esigenze. Spesso i secondi sono più bravi dei primi ad interpretarli a loro vantaggio senza passare la linea di demarcazione che divide il legale dall'illegale. Per dirla con un termine caro ai commercialisti, non c'è evasione ma elusione. Così è stato per le soluzioni aerodinamiche 2017, che a grandi linee permettono di recuperare circa il 70% del carico rispetto alle ali del 2016."

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Le Case, su questo, hanno seguito strade diverse

"Sì, anche perché le moto sono diverse fra loro. La Yamaha ha perseguito la soluzione della doppia carena mentre Ducati e Aprilia hanno studiato cupolini con profili ad ala e canali interni. Honda e Suzuki hanno invece optato per carene più convenzionali. C'è un salto di qualità nel campo della ricerca aerodinamica, quasi sulla falsariga della F1. Per fare una similitudine tra i nuovi cupolini e la Formula 1 di qualche tempo fa, quando i carichi aerodinamici si ottenevano con grandi musi, bisognerebbe rivedere il muso della Ferrari 312 B "spazzaneve" progettata dall'Ing. Mauro Forghieri per aumentare la deportanza generata dal grande muso. Quella vettura non corse mai, ma servì a Mauro per studiare l'aerodinamica della futura 312T del 1975, che riportò il mondiale a Maranello e vinse tante gare con Lauda e Regazzoni."

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Qual è oggi l'obiettivo principale dei tecnici, relativamente alla aerodinamica, su queste MotoGP?

"Sono tutti alla ricerca del carico perduto sulla ruota anteriore, sia in frenata che in accelerazione. Avere, però, troppo carico sull'anteriore in frenata e nella percorrenza della curva è negativo in quanto mantiene la forcella troppo schiacciata e di conseguenza l'avantreno tende ad allargare la traiettoria, esattamente l'opposto di quello che vogliono i piloti. Trovare il giusto compromesso tra carico in frenata e sottosterzo sarà il compito più difficile dei tecnici. In accelerazione avere la ruota anteriore che non si solleva è molto importante in quanto permette ai tecnici di sfruttare meglio il traction control e trasferire più coppia alla ruota posteriore con evidenti vantaggi in accelerazione. Come sempre, nelle scelte tecniche non ci sono solo vantaggi, in questo caso probabilmente le moto peggioreranno il cx e con cupolini più grandi saranno meno efficienti nei cambi di direzione veloci e più sensibili al vento laterale. Quest'ultimo è un aspetto da non sottovalutare, specie in Qatar. In ogni caso, a mio parere, nessuno dei pretendenti alla vittoria si prenderà il rischio di utilizzare le nuove aerodinamiche."

Ma nei test c'è stato anche il rilevamento dei tempi...

"Sì. Al di là degli aspetti tecnici menzionati, i test sono stati l'ultima occasione per vedere all'opera i piloti prima della gara d'avvio del campionato. Il rimescolamento delle carte, con Lorenzo alla Ducati, Vinales in Yamaha e Iannone in Suzuki, ha reso particolarmente stimolanti questi test. Vinales si è adattato molto bene alla Yamaha ed ha dimostrato con i fatti di non avere timori riverenziali nei confronti di nessuno, tantomeno di Rossi: è stato in testa alla classifica dei 3 giorni di prove, sia nel giro secco che nelle simulazioni gara, senza mai cadere. Rossi, a mio parere, si è concentrato più sulla messa a punto del telaio con le gomme morbide che nella ricerca del tempo. Non bisogna dimenticare che le condizioni climatiche di Losail sono difficili da interpretare in quanto l'umidità gioca un ruolo importantissimo, passando dal 40% del giorno al 70-80% della sera."

E il "duo" della Ducati, Lorenzo e Dovizioso?

"La Ducati ha ben figurato a Losail, una pista che si adatta bene alle caratteristiche della Rossa, come dimostrano i risultati del passato. Lorenzo, dopo un comprensibile inizio difficile nei test precedenti, qui è andato molto forte: è uno dei circuiti dove ha mietuto più allori. Credo che Jorge e Dovizioso possano lottare per il podio anche in virtù del gran motore della Rossa. Il sistema desmodromico della Ducati, rispetto alla soluzione con le valvole pneumatiche, ha minori friction, con un vantaggio stimato in 7-8 Cv. A Losail, la velocità massima delle quattro cilindri bolognesi è 10 km più elevata delle altre moto: un grande vantaggio, specie in un arrivo in volata."

E Iannone, l'altro italiano alla stagione della "verità"?

"Iannone, come sempre, è veloce e si impegna molto ma pare non abbia ancora trovato il set-up ed un feeling soddisfacenti con la sua Suzuki, moto di tutto rispetto che comunque, adesso, è priva del supporto di un pilota dal valore di Vinales."

Honda-Marquez favoriti... d'obbligo?

"La Honda, non avendo cambiato i piloti, si ritrova in una situazione di stabilità. Pare che i maggiori sforzi evolutivi la Casa dell'Ala dorata li abbia riservati al motore per addolcire l'erogazione della potenza, probabilmente cambiando l'ordine di accensione. Un fatto positivo per Marquez che, dopo il titolo 2016 vinto con intelligenza e determinazione, si ritrova in una situazione tecnica migliore di un anno fa. Losail, si sa, non è un circuito particolarmente favorevole alla Honda ed è probabile che Marquez giochi in difesa e si "accontenti" di un buon piazzamento in vista dell'Argentina, dove potrà far suonare tutte le sue campane puntando decisamente alla vittoria. Nelle prove di Losail Marc ha forzato in alcune staccate con il risultato di collezionare cadute a causa della perdita di grip sull'anteriore. Marquez-Honda resta comunque il binomio da battere."

L'Aprilia sarà comprimaria o protagonista?

"Potrebbe essere davvero una sorpresa, in positivo. I progressi dimostrati nel corso del 2016 sono stati confermati a Losail con tempi sul giro molto interessanti e costanti. Espargaro è un buon pilota, supportato da un reparto corse che lavora con passione e determinazione nonostante budget probabilmente inferiori rispetto alle altre Case ufficiali. La moto 2017 pare nata bene e se nel corso della stagione riusciranno a guadagnare qualche altro cavallo ed a ridurre il peso di qualche Kg, a Noale potranno togliersi molte soddisfazioni. L'incertezza maggiore riguarda Sam Lowes, che come tutti i giovani piloti, ha bisogno di tempo per adattarsi allo stile di guida ed alle potenze della motoGP. Purtroppo queste moto costano molti soldi e le cadute tolgono risorse importanti ai team."

Che dire, infine, della KTM?

"Diverso è il discorso della KTM, arrivata al mondiale dopo un anno di test sulle piste iridate. Il motore sembra ancora troppo brusco nella erogazione della potenza ed il telaio in tubi richiederà ancora tempo per la migliore messo a punto. In ogni caso Ktm dispone di risorse economiche adeguate e ottimi tecnici. Inoltre, qui il valore aggiunto è il presidente della Casa austriaca, Stefan Pierer, un vero appassionato che garantisce al team la spinta psicologica e le risorse adeguate."

Un Campionato interessante, quindi...

"Un Campionato da non perdere. Saranno gare combattute e non si può dare niente per scontato. Meglio così."

Foto di Antoniazzi | Luca Rocca

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