Moto Guzzi V8: venduta una replica da 230.000 euro

Al London Motorcycle Show è stata battuta all'asta una fedelissima replica della Guzzi 500 V8, la mitica otto cilindri progettata dall'ingegner Giulio Cesare Carcano negli anni '50

Moto Guzzi V8. Due parole, una sigla: quanto basta per far rizzare le orecchie ad ogni appassionato di moto e di meccanica. Erano gli anni '50, periodo che assieme al decennio successivo segna forse l'era più straordinaria della motoristica da corsa su due ruote: nel corso di quei 20 anni videro la luce alcune delle più sopraffine plurifrazionate da gara di tutti i tempi, come la stessa Guzzi V8, la Honda RC166 (...e sorelle a sei cilindri), la MV 350 6C (che non corse mai) e ancora le Honda RC148-149 con il 5 cilindri in linea da 125 cc.

Erano anni, insomma, in cui tecnici ed ingegneri potevano sbizzarrirsi e sfornare le soluzioni più ardite e affascinanti, senza gli stringenti vincoli regolamentari di oggi e senza la Spada di Damocle del contenimento dei costi.

Progettata dall'ing. Giulio Cesare Carcano, la Ottovù era stata pensata con l'intento di risollevare l'immagine della casa di Mandello dopo i deludenti risultati della 500 Quattro Cilindri, e contrastare con un mezzo totalmente nuovo le pluricilindriche di MV Agusta e Gilera. In Moto Guzzi, da sempre un marchio innovatore e in grado di sperimentare le soluzioni tecniche più particolari e ricercate, decise di puntare sulla carta che nessuno, sino ad allora, aveva mai osato giocare: quella di un 8 Cilindri a V.

Il motore progettato da Carcano era un V8 da 499 cc, con un angolo tra le bancate di 90° e la distribuzione a doppio albero a camme in testa (2 valvole per cilindro). Il raffreddamento era a liquido e i carter erano realizzati in nobile magnesio.

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Un propulsore che non stupisce solo per il frazionamento, ma anche per le caratteristiche all'avanguardia che poteva vantare: abbinato a un cambio a 4, 5 o 6 marce (a seconda della configurazione del tracciato) questo capolavoro italiano della meccanica era pesante solo 45 kg, dato che sale a 148 se si considera la moto intera.

Equipaggiato con 8 carburatori Dell'Orto da 21 mm, quest'unità motrice riusciva ad erogare 72 cv a 12.000 giri, abbastanza per raggiungere la velocità di 275 km/h sul tracciato di Spa-Francorchamps.

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La 500 Otto Cilindri debuttò durante le prove del GP del Belgio 1955, ma per l'esordio in gara fu necessario aspettare la stagione successiva: era il 2 aprile 1956, in occasione della Coppa d'Oro Shell di Imola. A pilotarla era Ken Kavanagh.

Velocissima ma di frequente afflitta da problemi di affidabilità, la Guzzi V8 corse fino al 1957, in quanto il marchio di Mandello decise, assieme a Gilera e Mondial, di ritirarsi definitivamente dal Mondiale GP a fine stagione (il cosiddetto "Patto di Astensione").

Pare che Moto Guzzi abbia prodotto una dozzina di propulsori a otto cilindri, per un totale di 6 moto complete: solo due ne sopravvivono, di cui una è conservata al Museo Moto Guzzi. Vi immaginate cosa può voler dire possederne una?

Oltre a questi due esemplari autentici, esistono anche alcune repliche, costruite negli anni '90-'00 da un'azienda di Mandello del Lario in collaborazione con alcuni tecnici ex Moto Guzzi: si parla di quattro moto, fedelissime riproduzioni realizzate nei minimi dettagli a partire dai disegni originali del progetto di Carcano.

E' proprio una di queste straordinarie repliche ad essere stata battuta all'asta negli scorsi giorni al London Motorcycle Show: il fortunato acquirente se l'è aggiudicata per 196.250 sterline, poco più di 230.000 euro al cambio attuale.

Non si tratta di uno dei due esemplari originali rimasti, è vero, ma data la fedeltà di questa riproduzione e le circostanze in cui è stata costruita, possiamo quasi considerarla come un pezzo autentico: il sottoscritto, in tutta onestà, se ne accontenterebbe volentieri. E credo anche voi.

Sotto, un video in cui potete ammirare l'accensione di una Guzzi Otto Cilindri. Buona visione (anzi, buon ascolto!).

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