Phil Read, il baronetto con la baionetta in canna. La “guerra” con Agostini…

L’inglese 7 volte campione del Mondo compie oggi 78 anni

A 78 anni compiuti oggi 1° gennaio 2017 Phil Read mantiene gli stessi occhi birbi e fulminanti dei tempi d’oro, lo stesso sorrisino beffardo di chi ne ha appena combinata una delle sue, la stessa indomita voglia di superarsi e di stupire. Parliamo non di un “signor nessuno” ma di “Fil di ferro”, nel paddok a bordo della sua Rolls Royce e chiuso dentro una pelliccia da orso anche sotto il sole, un duro in pista come pochi altri, un sette volte campione del Mondo nelle 125, 250 e 500 (fu anche iridato del TT-F1 nel 1977), uno dei più grandi ed eclettici campioni di motociclismo di tutti i tempi, capace di correre e vincere in ogni cilindrata (125, 250, 350, 500, 750) e su ogni tipo di moto a 2 e 4 tempi, monocilindriche, a 2,3,4 cilindri di varie Marche: Bsa, Norton, Ajs, Matchless, Gilera, Yamaha, Benelli, Ducati, Honda ecc. Un gran signore con le signore, una “canaglia” con gli avversari.

Inglese tutto d’un pezzo, Phil, nato a Luton il primo gennaio 1939, emulo del mitico Geof Duke, già al debutto in patria a 17 anni (nel mondiale arriverà più tardi, nel 1961 a 22 anni) metteva in luce le caratteristiche principali che avrebbe mantenuto in seguito, perfezionandole, non sempre in meglio: poco valore in pista alla propria pelle e a quella dei suoi avversari, baionetta sempre fra i denti pronta ad essere usata non sempre in modo ortodosso contro chi gli chiudeva la porta verso la vittoria, il tutto impreziosito da un non comune bagaglio tecnico derivato dal lungo apprendistato nelle corse locali, da uno stile adatto su ogni mezzo a due ruote, da “serpente”, da un talento e da una voglia di emergere che solo i fuoriclasse dispongono.

Corse nel mondiale “solo” 15 anni, dal 1961 al 1976, ma tanti grandi campioni di quel “motociclismo degli eroi” dovettero spesso inchinarsi di fronte a Phil, “King” in pista e baronetto di Sua Maestà.

Si è misurato con Surtees, Hocking, Hailwood, Redman, Mc Intyre, Hartle, Minter, Phillis, Taveri, Ubbiali, Provini, Grassetti, Pasolini, Bergamonti, Gould, Bryans, Carruthers, Parlotti, Ivy, Agostini, di cui in MV Agusta, nel 1971 fu … “gregario”, in una sarabanda di colpi e contraccolpi che quelli fra Rossi e Lorenzo-Marquez sono carezze per educande.

All’epoca, la Casa varesina voleva dar la “sveglia” ad Agostini un po’ … rilassato e Read era quel che ci voleva in sella alla nuova 4 cilindri italiana. Si adattò così bene con la pluricilindrica di Cascina Costa da battere Mino e a vincere due mondiali 500 nel 1973 e 1974 mancando quello del 1975 solo per un guasto meccanico.

E’ stato uno dei più grandi al Tourist Trophy inglese. Chiuse con le corse nel 1982 a 43 anni al TT , dopo 145 Gran Premi disputati, 52 vinti, 121 podi e qualche ruzzolone da cui ne uscì sempre miracolosamente.

Oggi, 50 anni dopo la “guerra” in pista, Agostini e Read si salutano nei revival, ma resta l’antica diffidenza reciproca. “Phil era molto aggressivo – ricorda il 15 volte iridato di Lovere – non guardava in faccia a nessuno. Forse è l’atteggiamento giusto, però ci vuole anche rispetto. Invece lui se le cercava…”.

“I don’t know”, ribatte il Baronetto. Un “by-by” veloce, da lontano e ognuno va per la propria strada. Come se mezzo secolo non fosse passato. Tanti auguri, grande Phil! Rilassati!

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