Rossi: "quest'anno ho sofferto per il finale 2015" [Video]

Intervenuto a Radio Deejay, Rossi ha parlato a ruota libera sull'ultimo campionato, ma anche su rituali prima della gara e della Academy

E' tempo di Rally di Monza, e per Valentino Rossi è anche l'occasione per prestarsi a qualche intervista al di fuori del paddock della MotoGP. Un esempio è quello che ha visto oggi Rossi raggiungere gli studi di Radio Deejay dove, al cospetto di Linus e Nicola Savino, ha parlato a ruota libera su vari temi, a partire dalla passione in comune che ha proprio con Savino: l'Inter:

"Ma come va? Ci stiamo riprendendo no?" chiacchiere libere come quelle che parlano dei progetti futuri, anche fuori onda "L'anno prossimo faremo sia Moto2 che Moto3. Abbiamo Bagnaia e Manzi con telaio Kalex. Mentre in Moto3 faremo due moto non più tre. C'è Bulega e Migno".

L'occasione è propizia per parlare quindi dell'Academy, di quel famoso Ranch: "è divertente, mi da gusto stare con questi ragazzi. Certo, mi devo preoccupare visto che ho vent'anni in più!" Ride Rossi, di gusto, ma si vede come si diverte a stare con tutta la gioventù. E Valentino ha anche parole di elogio per Migno

"E' uno che segue molto le indicazioni che gli vengono date. Ci sono piloti che seguono un loro percorso, che hanno sviluppato un loro talento sentendo i miei consigli, ma poi giustamente prendono una loro strada. Migno è uno che ti ascolta tanto, e che poi mette in pratica letteralmente i tuoi consigli".

Spazio ad aneddoti particolari per una cura dei dettagli fin dalla partenza: "Ma è una cosa che fanno tutti eh. Tutti i piloti lo fanno. Chi spegne il semaforo al via è sempre un uomo addetto. Ci passa tra uno e cinque secondi e di solito tra la prima gara della Moto3 e l'ultima della MotoGp ci mette lo stesso tempo. E' importante per capire quando staccare al meglio la frizione e partire bene. E poi bisogna capirlo perchè tenere troppo in tiro la frizione non fa bene. Certo, poi mi piace andare a vedere anche la partenza della Moto3, di questi ragazzi. Mi da gusto ancora vivere e correre qui".

Il discorso si allarga su Luca Cadalora e il suo ruolo di coach: "L'ho scelto dopo aver girato insieme. E' molto tecnico e mi aiuta molto. Durante il week end scegliamo due tre punti sulla pista. Lui osserva, vede come affronto le curve e come corro, poi esamina anche gli altri, i miei avversari, e mi da consigli, paragoni. E' un ottimo aiuto"

Il discorso si fa più serio quando si parla della sua stagione: "Non vincere questo campionato mi è dispiaciuto, però mi ha fatto più male non vincere il campionato dell'anno scorso. Le scorie ci sono state, e lo sfiancamento c'è stato fino a Jerez, fino alla prima vittoria. Il crocevia della stagione? Il Mugello di certo. Non si fosse rotto il motore forse sarebbe stato un mondiale diverso, sarei stato in lotta e quando sei in lotta è diverso. Quando ti trovi a trenta punti è facile (per chi è davanti) ma quando sei a cinque, anche per l'altro diventa tutto più difficile".

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