Riduzione pedaggi autostrade: via discussione alla Camera

Via alla discussione alla Camera per la riduzione del sistema di pedaggio autostradale per le due ruote

Confindustria ANCMA fa sapere che è stata avviata in Commissione Trasporti alla Camera la discussione in merito alla risoluzione Garofalo sulla necessità di rivedere il sistema di pedaggio autostradale per le due ruote. Ad annunciarlo il vicepresidente della commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, presidente dell’associazione “amici delle due ruote” e autore della risoluzione.

“Obiettivo dell’atto parlamentare che ho presentato – evidenzia Garofalo – è di ottenere dal Governo una modifica di un sistema di pedaggio che risulta oggi inadeguato. L’Italia è uno dei pochissimi Paesi in Europa dove il pedaggio per i motocicli, peraltro con tariffazione molto alta, è equiparato a quello delle auto, con il risultato che qualunque moto paga, ad esempio, la stessa cifra di un SUV ben più grande in dimensioni e potenza. La creazione di una tariffa dedicata alle due ruote favorirebbe la circolazione dei motocicli sulle autostrade, con vantaggi evidenti che si rifletterebbero tanto sull’industria nazionale, che rimane la più importante d’Europa, quanto, soprattutto sulla sicurezza per i motociclisti dal momento che le autostrade sono di gran lunga le strade più sicure per questa categoria di utenti. Mi auguro che il Governo possa in tempi brevi rimodulare il parametro di classificazione (β) per il calcolo del pedaggio autostradale, ristabilendo il pedaggio dedicato ai soli motocicli”.

Testo Risoluzione Vincenzo Garofalo

La IX Commissione, premesso che:
nel 2015 sono stati immatricolati 171.127 motocicli, trend in crescita rispetto sia al 2013 che al 2014;
nel periodo gennaio-agosto 2016 si registra una variazione del +12,15 per cento delle immatricolazioni di motocicli, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno;
il decreto interministeriale 19 dicembre 1990, n. 2691, estende sull’intera rete autostradale nazionale, a partire dal 1o gennaio 1991, l’adozione del sistema di classificazione dei veicoli – già in atto, all’epoca, sulle autostrade Milano-Venezia, Brescia-Piacenza e Brennero-Modena – basato sul numero degli assi, con la suddivisione, per i veicoli a due assi, a seconda che l’altezza da terra sia maggiore o inferiore a cm. 130, in corrispondenza dell’asse anteriore (sistema Assi-Sagoma);
prima dell’entrata in vigore del decreto sopracitato, i motocicli rappresentavano una classe a parte, distinta da tutti gli altri autoveicoli;
nei parametri per il calcolo del pedaggio autostradale, i motocicli ammessi alla circolazione in autostrada ai sensi dell’articolo 175, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, a legislazione vigente, sono equiparati agli autoveicoli a quattro ruote;
le autostrade sono di gran lunga le strade più sicure per i motociclisti;
l’Italia è uno dei pochissimi Paesi in Europa dove il pedaggio per i motocicli (peraltro con tariffazione molto alta) è equiparato a quello delle auto, con il risultato che qualunque moto paga, ad esempio, la stessa cifra di un SUV ben più grande in dimensioni e potenza;
in Europa le concessionarie della gestione autostradale applicano un pedaggio per le moto inferiore a quello delle auto, se non addirittura gratuito;
in Francia la tratta Parigi-Lione (453 chilometri) costa 33 euro per le auto e 20 per le moto;
in Italia, su uno spostamento equivalente come la Firenze-Napoli (468 chilometri), una moto di piccola cilindrata paga quanto una vettura di grossa cilindrata: 33 euro;
in Slovenia e in Austria, tutti i veicoli con peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate devono obbligatoriamente essere provvisti di un contrassegno prepagato, ma per i motoveicoli la tariffa è esattamente la metà rispetto a tutte le altre autovetture;
la creazione di una tariffa dedicata alle due ruote, favorirebbe la circolazione dei motocicli sulle autostrade, con vantaggi che si rifletterebbero tanto sull’industria motociclistica nazionale, che rimane la più importante d’Europa, quanto sugli stessi concessionari autostradali, che vedrebbero compensata automaticamente la rimodulazione dei pedaggi,

impegna il Governo

ad assumere iniziative normative per ridefinire l’attuale sistema di classificazione dei veicoli al fine di rimodulare il parametro di classificazione (ß) per il calcolo del pedaggio autostradale, ristabilendo il pedaggio dedicato ai soli motocicli.

(7-01101) «Garofalo, Gianluca Pini, Bosco, Barbanti, Catanoso, Vignali, Causin, Minardo, Falcone, Alli, Gandolfi».

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