Kawasaki: la strada 'supercharged' si evolve sempre più

La strada del downsizing e del compressore volumetrico sempre più avanzata. La R2 dovrebbe esser presto realtà

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Quando il team BMW Motorrad presentò la sua formazione con il team Althea, ci fermammo a parlare con Jan Witteven riguardo anche il futuro del motociclismo. Due parole ci colpirono: downsizing e sovralimentazione. Già, perchè secondo il leggendario ingegnere la via delle due ruote era ed è quella che la stessa Kawasaki sta proponendo oramai da un pò di tempo. Fiore all'occhiello di quella che ad oggi è una dimostrazione di forza è la H2 e la H2R.

La notizia è che la casa di Akashi - come era presumibile, ha tutte le intenzioni di continuare a cavalcare la via della sovralimentazione con le nude SC-01 e 02, passando anche per una H2R da 800 cc con il nome R2. Insomma, alla base di tutto ci sarebbe quel supercharger, quel compressore centrifugo che venne mostrato definitivamente nel 2013 con la già citata H2R, in grado di sfornare più di 300 cavalli.

La via è stata mostrata già all'ultimo salone di Tokio, quando furono mostrati i primi bozzetti delle Naked, o meglio, di una nuda e di una sport tourer. Un'applicazione più amichevole di questa tipologia di propulsore, che alla potenza devono offrire anche un miglior sfruttamento per la circolazione di tutti i giorni. Il tutto abbinato anche a consumi migliori rispetto a quanto mostrato fino ad oggi dai motori aspirati.


Chiaro è che per gli appassionati delle corse e delle piste l'attenzione è tutta calamitata sulla futura R2 che dovrebbe avere una cilindrata prossima agli 800cc più che 600cc. Una moto idealmente più compatta e che punta alla prestazione pura. Già, perchè al netto della potenza esponenziale, la H2R è una moto che ha delle prestazioni simili ma comunque inferiori ad una ZX10R. La soluzione quindi prende il nome di 'downsizing' con una potenza che - secondo quanto riportato da Motorcycle News - si dovrebbe avvicinare verosimilmente ai 190 cavalli. Il che sarebbe perfetto vista la contemporanea dieta in termini di peso ed ingombri, oltre ad una migliore efficienza nello sfruttamento della tecnologia del compressore centrifugo.

Già, perchè non dovendo più puntare alla potenza unica dei 300 cavalli, e attestandosi intorno ai 190, in Kawasaki stanno pensando di ottimizzare il rendimento termico, oltre alla volontà di poter puntare ad un'aspirazione a geometria variabile del compressore, con palette radiali elettroniche che puntano ad un orientamento per regolare il flusso dei gas per poterne modificare volume, direzione e velocità della portata dell'aria, migliorando il controllo di coppia e della potenza stessa del mezzo.

Insomma, dopo il Salone di Tokio, l'attesa monta sempre di più. Non resta che attendere i prossimi Saloni e vedere se le volontà di Akashi avranno riscontro.
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