MotoGP, Ducati toglie i veli al nuovo bolide. Stoner “convitato di pietra”

Casey Stoner assente alla presentazione della nuovissima Ducati Desmo16 GP

Una bella, sobria e concreta presentazione, quella fatta oggi in streaming dalla Ducati per togliere i veli alla nuova Desmo16 GP e avviare così ufficialmente la nuova stagione di un campionato che si annuncia tecnicamente e agonisticamente avvincente. Da Borgo Panigale parte l’annuncio della riscossa, un condivisibilissimo: “E noi faremo suonare le nostre campane!”.

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Quando una Casa festeggia i 90 anni non c’è che da togliersi il cappello e dire: grazie Ducati! Vista così la nuova Desmo16 GP è davvero bella, a nostro modesto parere la più bella fra quelle presentate fin qui. Ovvio che, nelle corse, quel che conta è andare forte, più forte degli altri, dimostrare la massima competitività di fronte agli avversari, veri e propri colossi dell’industria motociclistica mondiale. In questo caso, forse, possiamo fare una eccezione al monito di Enzo Ferrari: “Il secondo è il primo degli sconfitti”.

Qui, il secondo sarebbe su un livello molto appetibile, estremamente qualificato e qualificante, fra Honda e Yamaha o fra Yamaha e Honda che è tutto dire. L’obiettivo resta, però, la vittoria. A Ducati non manca adesso più niente: una proprietà, un management, un team, un budget, piloti adeguati alla grande sfida. Davide Tardozzi, sempre simpatico e concreto, sul palco della presentazione odierna ha difeso i non brillantissimi test di inizio stagione: “Fin ora non abbiamo cercato il tempo” rinviando questo obiettivo alla prossima settimana, per le importanti prove a Sepang. Sì, adesso è l’ora di mettere in canna tutte le cartucce a disposizione e di dimostrare che non ce n’è più nessuna bagnata.

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Essere umili non significa non aver coscienza della propria forza e non comprendere che nessuno è imbattibile. E’ l’ora del risultato costante, non dell’exploit frutto della dea bendata. Ogni ulteriore rinvio rispetto al raggiungimento del podio e rispetto anche alla vittoria (al Mugello?) avrebbe il sapore di un ripiegamento, di una sconfitta pesante, al limite della beffa. Ci sono le premesse per battersi alla pari con chi da sempre detta legge in MotoGP: non servono sparate arroganti ma neppure quel senso di riconoscimento dell’altrui forza che può sfociare in ... sudditanza.

Tardozzi ha parlato di Casey Stoner, ringraziandolo per quanto ha fatto e per quanto saprà fare tornando “a casa”, a Borgo Panigale. Già, Stoner, il “valore aggiunto” della Ducati, da cui però è doveroso rivendicare più chiarezza sul vero ruolo del fuoriclasse australiano. Stoner è una pedina strategica – una scossa salutare - e c’è da sperare che Ducati abbia ben chiaro il percorso del suo prossimo immediato utilizzo. Ogni tentennamento e ogni ritardo, in questo senso, potrebbe essere decisivo, in negativo. Nella presentazione odierna l’unico neo è stato proprio l’assenza del “Canguro”, il “convitato di pietra”.

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