Honda ammette i suoi errori e fa i complimenti alla Ducati!

Foto presidente HRC

In mezzo alla brutta polemica di ieri nata sulle prestazioni super della Ducati Desmosedici GP7 dopo la gara del GP di Cina, esce finalmente una bella voce a riconoscere i giusti meriti dell'azienda italiana, e la cosa più sensazionale è che ad opera del numero uno della HRC, Satoru Horiike. Il boss delle divisione racing di Honda ha infatti rilasciato una lunga intervista dove parla del grandissimo lavoro fatto da Ducati quest'anno e non solo. Ecco le sue parole:
In Qatar ci ha sorpreso veramente, facendoci capire che avevamo sbagliato: in Honda progettando la RC212V avevamo pensato che la cosa più importante con le nuove 800, fosse la guidabilità. Quindi un motore con erogazione dolce. La Ducati ha invece percorso la strada della potenza. E’ una piccola fabbrica ma ci ha dimostrato quanto possa la motivazione, spingendoci ora a fare di più e meglio”.

E le parole di elogio continuano parlando di Superbike, dove Horiike – parlando a titolo personale – ha anche spezzato una lancia a favore della richiesta della Ducati di poter correre con un motore 1200 il prossimo anno nella Superbike: “Secondo me hanno ragione. Questa è la mia opinione, non della Honda. Certo, bisognerà trovare dei parametri per equiparare le 1000 quattro cilindri alle 1200 bicilindriche. E’ anche molto importante la proposta della Ducati di produrre 1000 moto per l’omologazione”.

Tornando alla stagione in corso il presidente di HRC ha parlato anche della situazione tecnica di Honda: “Praticamente ad ogni gara i nostri piloti ricevono motori con specifiche diverse. Abbiamo lavorato sui medi regimi, ma Hayden chiede soprattutto più potenza. Per lui è stata realizzata una nuova carenatura, un'altra ne arriverà, ma non sappiamo ancora quando sarà pronto il nuovo telaio che chiede con tanta insistenza. Posso solo dire che in Giappone Tady Okada sta provando tutti i giorni. Comunque non abbiamo ancora raggiunto la potenza della Ducati. Speravo ci fossimo riusciti, ma qui in Cina mi sono accorto che non è così. Abbiamo fatto diversi tipi di scarichi, modificato molti componenti intenti, ma la Ducati è ancora avanti”.

Insolitamente disposto al dialogo, Horiike ha anche negato i due luoghi comuni che l’HRC abbia costruito la RC212V su misura per Pedrosa e che non abbia seguito le indicazioni del campione del mondo, Hayden.
Le dimensioni della moto attuale sono pressoché le stesse della RC211V e sono date dalla dinamica, non dall’altezza e dal peso di un pilota. Quanto a seguire i consigli del campione del mondo, vi ricordo il 1985…preferisco invece dimenticare il 1984, quando Spencer vinse il mondiale con la tre cilindri e l’HRc costruì per lui la quattro cilindri con il serbatoio sotto il motore…”.

Infine, parlando di piloti Satoru Horiike ha negato poi che ci siano stati contatti approfonditi con il team Ten Kate per portare James Toseland in MotoGP e non si è mostrato dispiaciuto del fatto che Casey Stoner abbia abbandonato la Honda per la Ducati.
Lo sarei se l’australiano fosse stato un nostro pilota, ma non lo era: l’anno passato gareggiava per un team Satellite”.

Foto Nicky Hayden

E nel frattempo fa sorridere la dichiarazione di Nicky Hyden dopo il suo disastroso weekend cinese. Il Campione del mondo ha infatti rilasciato quella che forse è l'affermazione più bella di questo movimentato fine settimana: "Mentirei se non ammettessi di aver pensato spesso in questo inizio di campionato che ho rifiutato l’offerta fattami l’anno scorso dalla Ducati, ma sono dove volevo essere. Sono sempre stato un pilota Honda ed è facile vedere l’erba del vicino come la più verde. Si danza con la ragazza che si è invitata al ballo".
Il problema è quando il tuo vicino ne ha trovata una più bella.

via | GPone

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