Metzeler: novità Racetec RR Slick e Compk Slick

Metzeler lancia due nuovi pneumatici slick, uno per le competizioni e l’altro per l’allenamento e l’utilizzo amatoriale in pista: quale scegliere?

Metzeler ha lanciato di nuovi modelli di gomme slick e quindi dedicati esclusivamente (o quasi) alla pista: le Racetec RR Slick, progettate specificatamente per le competizioni e già disponibili, e le Racetec RR Compk Slick, studiate invece per l’allenamento e l’utilizzo amatoriale in pista che arriveranno sul mercato in Febbraio. Sono l’ultima evoluzione slick della famiglia di prodotti Racetec di Metzeler e, per questo, faranno sicuramente drizzare le orecchie a tutti gli amanti della pista.

La sigla RR testimonia il contesto in cui è nato questo progetto, ovvero il Road Racing, ambito nel quale il marchio ha investito in modo massiccio negli ultimi anni avvalendosi della collaborazione di alcuni big come Guy Martin, Ian Hutchinson e Gary Johnson.

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Le Racetec RR Slick quindi sono il prodotto sviluppato per l’attività agonistica, mirato ai piloti professionisti o semi-professionisti. Si propongono con elevati livelli di aderenza, agilità, prevedibilità e adattabilità (ad asfalti, temperature, moto e set-up differenti) ma sempre con un occhio di riguardo alla costanza delle prestazioni.

Le gomme posteriori hanno subito un aggiornamento importante in termini di dimensioni rispetto alle precedenti Racetec Slick, passando dalla misure 180/55 e 190/55 alle 180/60 e 200/60: la scelta di utilizzare un rapporto di altezza 60 ha l’obiettivo di offrire massima aderenza per l’intero raggio di curvatura. Anche il profilo delle anteriori è stato modificato per lavorare in accordo con le nuove misure posteriori, permettendo ai piloti di avere maggior precisione e feeling nella guida al limite.

La ‘stella polare‘ a cui ha guardato Metzeler nello sviluppo delle mescole delle Racetec RR Slick è stata la versatilità: l’impiego di polimeri a bassa transizione vetrosa – ovvero con molecole che conservano la loro mobilità anche a temperature basse – è risultato in una mescola più morbida e con un ottimo grip anche in fase di riscaldamento.

L’adattabilità è stata ottenuta con l’impiego di resine specifiche ad alta resistenza meccanica che migliorano il grado di corrispondenza tra la zona di contatto e l’asfalto. L’aggiunta di ulteriori resine e di un processo di miscelazione specifici permettono inoltre l’utilizzo anche dopo che il primo ciclo termico.

La struttura della carcassa del pneumatico posteriore, monotela (quindi non a due strati) e accoppiata alla cintura d’acciaio a 0°, è molto più simile alle costruzioni adottate per prodotti ‘stradali‘, rendendo pertanto possibile utilizzare assetti standard e facilitando così il set-up.

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Le Racetec RR Compk Slick sono invece pensate specificatamente per tutti quegli utenti che, pur non essendo piloti di professione, amano andare in pista per dei track-days o stanno semplicemente muovendo i ‘primi passi‘ in quest’ambito, utenti quindi che preferiscono macinare chilometri senza cercare necessariamente la prestazione assoluta. Per via della loro impostazione non competitiva, queste gomme si propongono per l’utilizzo a qualsiasi temperatura e in qualsiasi condizione di granulometria dell’asfalto, offrendo una durata sensibilmente superiore alle slick pure‘.

Oltre a questo, come detto, il vantaggio rispetto alle slick professionali sta nella grande versatilità e nella facilità di utilizzo: non richiedono un settaggio specifico e promettono grande consistenza nelle prestazioni. A differenza delle RR Slick, la posteriore delle RR CompK Slick è invece proposta nella misura 200/55, più comune per l’utilizzo stradale (e quindi più facilmente ‘approcciabile‘ dai novizi).

Due le mescole, K1 e K2, riconoscibili dalle etichette sul fianco e dalle strisce colorate sulla fascia battistrada: la K1 è la mescola ‘morbida’, con la dicitura “Racetec K1” in blu; K2 è la ‘media‘ con corrispettiva scritta in verde.

Metzeler ha sottolineato come la scelta della versione dell’anteriore da utilizzare dovrebbe essere fatta a seconda che il pilota preferisca una maggiore stabilità e precisione in ingresso di curva (K2 in questo caso) oppure la prevedibilità e la possibilità di percepire meglio il “limite del grip” (K1). Per quanto riguarda le soluzioni posteriori, il criterio di scelta riguarda severità dell’asfalto, temperatura e durata della prestazione richiesta.

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