Rossi attacca Marquez a Sepang: “vuole farmi perdere il titolo”. Polemica utile o inutile?

Valentino Rossi ha attaccato duramente Marc Marquez nella conferenza stampa di Sepang che secondo il pesarese vorrebbe fargli perdere il 10° mondiale.

Molti anni addietro uno spot pubblicitario sul mitico Carosello recitava: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. Il riferimento era al sorriso della splendida Virna Lisa che propagandava un noto dentifricio. Oggi, anche un campione come Valentino Rossi, il vero “mattatore” e il pilota più carismatico del Circus dorato della MotoGP, può dire ciò che vuole, pure attaccando a muso duro Marc Marquez in conferenza stampa a Sepang perché: “In Australia ha aiutato Lorenzo”, cioè il compagno di squadra del pesarese, l’unico che può fargli saltare l’ultimo degli obiettivi, cioè la conquista del titolo iridato numero 10.

Rossi e Marquez

Motoblog ha già pubblicato quanto detto da Rossi e non ci ripetiamo. Una sola domanda: cui prodest? Perché Valentino si è dovuto attaccare a un argomento di lana caprina come questo dato che sempre, ogni pilota, per difendere se stesso (quando il risultato è magro, comunque non quello desiderato) può teorizzare ciò che vuole, fino a ipotizzare congiure, con il risultato di buttare benzina sul fuoco, aizzare i propri fan, non modificando di un acca il risultato archiviato, sollevando un polverone che può solo danneggiarlo nelle prossime gare?

Si dirà, serve per le due ultime gare, dove Valentino si gioca il titolo. Già. Valentino la frittata adesso l’ha fatta. Marquez e Lorenzo non hanno nulla a che vedere con i precedenti avversari del “Dottore”, tanto meno con quel Biaggi rispolverato per l’occasione: “Era meglio Biaggi, anche lui ce l’aveva con me, ma almeno me lo diceva in faccia”.

Rossi e Marquez

La differenza da allora a oggi è una sola: che Max rispondeva a brutto muso fuori corsa e questi, invece, rispondono – quando possono – in pista, stando davanti. A Phillip Island, se davvero Marquez avesse voluto aiutare Lorenzo, quest’ultimo avrebbe avuto la strada spianata per la vittoria mettendo davvero in crisi Rossi. Jorge potrebbe, all’opposto, dire che Marc gli ha “fregato” un’occasione d’oro. D’altronde Rossi, se avesse potuto, sarebbe andato davanti, e invece ha dovuto persino subire l’exploit dell’arrembante Andrea Iannone, poi messo in croce dai fan del campione pesarese.

Che dire? Valentino, stavolta, ha sparato cartucce bagnate, alimentando una polemica che può – adesso sì – solo produrre un “muro” degli spagnoli a suo danno. Forse il surriscaldamento e la tensione, stavolta, non portano acqua al mulino di Valentino il quale farebbe bene a concentrarsi sui tempi da fare in pista a Sepang, da domani, tentando domenica di chiudere la partita con Lorenzo, non con gli spagnoli. Viste le premesse, non sarà una corsa scontata. Basta chiacchiere, la parola alla pista.

>>>> Leggi quello che ha detto Valentino Rossi in Conferenza a Sepang

Le parole di Rossi in Conferenza

Rossi e Marquez

Dopo la conferenza ufficiale, il pesarese risponde senza peli sulla lingua alle domande della stampa italiana. Pensi che Marquez abbia aiutato Lorenzo a Phillip Island?

“In effetti è vero che Marquez non ha giocato con noi: ha giocato solo con me! È importante che lui sappia che io so! Adesso vediamo cosa succede, però sono abbastanza preoccupato perché giocarsela alla pari con Lorenzo è un conto, se invece bisogna battere anche Marquez che, in questo caso, non ha usato il fair play (cosa che un pilota professionista dovrebbe usare in queste situazioni), diventa tutto molto più difficile, sinceramente. Soprattutto perché Marquez potrebbe esser molto competitivo in queste ultime due gare. Per me è stata una grande delusione, mi è dispiaciuto molto, era da qualche gara che l’avevo capito ma non mi aspettavo prendesse una posizione così chiara e corresse in quel modo. Quindi: delusione, dispiacere e preoccupazione, perché sicuramente lui cercherà di farlo anche qui e anche a Valencia.”

Allora perché lui alla fine l’ha superato?

“In gara mi ero accorto un po’, ma non avevo capito; Marquez aveva un passo superiore agli altri, ma ha sempre giocato per cercare di far andare via Lorenzo, e tenermi dietro a lottare con Iannone e gli altri. Sapeva che le Ducati mi sverniciavano nel rettilineo. E quindi tutte le volte che io provavo a sorpassarlo, lui mi ri-sorpassava (super-aggressivo, ma quello ci sta). E poi ancora rallentava facendo prendere margine a Jorge. La sua sfiga è stata quella che domenica Jorge non andava così forte, perché sennò sarebbe già finita. Invece lui l’ha sempre tenuta sotto controllo, sapeva benissimo di poter andare a prendere Jorge in massimo 3 giri, e quindi sperava di tenere me e Iannone lontani, magari inserendo altri piloti tra me e Lorenzo. E alla fine ce l’ha fatta: è stato bravo. Una lucidità abbastanza preoccupante, però per me non si fa.”

Secondo te perché l’ha fatto?

“Perché lui preferisce che vinca Lorenzo. È arrabbiato con me per una questione personale. Anche se non l’ha mai detto, lui pensa che in Argentina io l’abbia fatto cadere apposta; e poi per Assen, nella sua testa io avrei dovuto scomparire nell’ultima chicane o comunque farmi battere. Da allora se l’è legata al dito e ha pensato come i bambini: non vinco io, però non vinci neanche tu. A quel punto il male minore per lui è che vinca Lorenzo.”

È una cosa che ti motiva o ti fa arrabbiare?

“Vediamo. Perché se anche lui è più veloce e mi sorpassa sempre anche quando non c’è bisogno, si mette nel mezzo, rallenta, diventa difficile. Anche perché lui non ha niente da perdere, io invece sì: devo restare un po’ abbottonato. Mi dispiace e mi fa abbastanza arrabbiare. Non mi aspettavo che anche Marquez fosse un ostacolo per questo Campionato, pensavo di potermela giocare solo con Jorge, com’è giusto che sia”.

Perché tutti quelli che ti idolatrano, alla fine si rivelano diversamente?

“Attenzione, qui bisogna fare una precisazione: era vero che mi idolatrava? Aveva per davvero il mio poster a casa? Io non ne sono così sicuro. Mi piacerebbe andare a vedere indietro nel tempo. Sarà anche una questione di carattere, lui si confronta molto con me: mi vuole battere come numero di vittorie, come numero di mondiali. Se io vinco un altro mondiale, lui sa che poi ne dovrà vincere ancora uno per superarmi. Se invece vince Jorge, più o meno sono lì”.

Non era meglio Biaggi, un nemico dichiarato?

“È vero, hai ragione. A lungo andare, preferisco più il suo comportamento. Ci stavamo antipatici, chiaramente e ufficialmente. Ma Non ho il suo numero di telefono”.

Non è che questa storia è iniziata a Laguna Seca?

“Ce ne sono state di svariate, a Laguna Seca lui mi ha voluto passare in quel punto perché io 5 anni prima avevo passato Stoner proprio lì, quando mi poteva tranquillamente passare tre curve dopo. Era già stato un primo segnale. E me lo dicevano, me lo dicevano…ma non volevo crederci. E’ proprio vero: a pensare male, ci si prende sempre.”

Volendo fare un paragone letterario, visto che siamo in Malesia, ti senti come Sandokan che lotta contro Yanez?

“Non saprei. Non credo che ci sia questa differenza tra me e Lorenzo. Secondo me siamo entrambi coraggiosi, ciascuno a modo suo. Per entrambi conta anche l’astuzia!”.

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