Tenneco chiede la Marzocchi di Bologna

Marzocchi di Bologna: chiude la storica fabbrica di forcelle dopo oltre sessantanni di attività.

MarzocchiLogoSusp-copie

È un pezzo di storia d'Italia del mondo del lavoro che se ne va. Dopo oltre sessant’anni, la Marzocchi di Bologna chiude i battenti. La decisione lascia 94 operai senza lavoro e arriva dopo un'estenuante trattativa che non è approdata a nulla, la multinazionale americana Tenneco (attuale proprietaria) cessa in via definitiva le attività nello stabilimento di Zola Predosa (Bo), fornitore in questi lustri di forcelle per Ducati, Bmw, Harley Davidson e Piaggio.

La Marzocchi è di proprietà di Tenneco dal 2008 e secondo la proprietà americana, l'azienda italiana non è stata in grado di adeguarsi e tenere il passo con la concorrenza asiatica.  “Una situazione gravissima, se un piano di salvataggio non dovesse andare in porto, concluso il percorso di mobilità che è stato attivato per i lavoratori dell’azienda, non solo subentrerà la disoccupazione, ma questo territorio perderà, ancora e per l’ennesima volta, un’eccellenza produttiva di inestimabile valore” spiega rammaricato Eugenio Martelli (Fiom Cgil). Proclamato dai sindacati per il 23 luglio un pacchetto da 5 ore di sciopero contro le decisioni di chiusura.

Il tentativo di rilancio avviato due anni fa non ha portato ai risultati sperati. “Uno sforzo congiunto va fatto, perché non è pensabile che l’Emilia Romagna, terra dei motori, perda una delle sue aziende storiche in questo modo. Dove andranno a lavorare quei 94 operai?” continua Martelli. Un'esigua speranza esiste, è la trattativa con l’ingegner Floris Vanzetto di Vrm, altra realtà produttiva di Zola Predosa che avrebbe espresso interesse nei confronti della Marzocchi. L'incontro tra le parti è previsto per il 28 luglio, ma nulla è garantito, gli operai vorrebbero coinvolgere nel progetto di recupero i più importanti clienti dell'azienda, come per esempio Ducati.

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