Sbk Misano, dominio Kawasaki. Rea verso il titolo. Show di Giugliano e Biaggi

Senza nulla togliere al valore dei piloti, è la Kawasaki a fare la differenza anche a Misano.

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Senza nulla togliere al valore dei piloti, con Rea un gradino sopra Sykes, è la Kawasaki a fare la differenza anche a Misano, differenza sostanziale, in grado di dominare l’ottavo round stagionale e di involarsi con Jonathan verso il nuovo titolo iridato.

Detta in altre parole, neppure sul circuito “amico” per Ducati e Aprilia in gran spolvero, non c’è storia, costrette ad accettare la legge del più forte.

Detto di Rea (che può permettersi anche l’errore di una gomma sbagliata in gara uno), il più forte e completo pilota di questa Sbk, e detto di Sykes, comunque ottimo scudiero, mai domo e capace di fare risultato (e che risultato, con la vittoria solitaria di gara uno!), la giornata sul circuito romagnolo in riva all’Adriatico è vissuta con due italiani protagonisti: ovvio che parliamo di Max Biaggi e di Davide Giugliano.

Al suo rientro dopo quasi tre anni di assenza dalle corse, il sei volte campione del Mondo non ha tolto né aggiunto niente a se stesso, non solo al proprio palmares ma neppure alle proprie qualità di (grande) pilota e anche ai propri … limiti di … attaccante, come dimostra il tempo... “perso” per superare il non stratosferico Torres. Ma ci sta.

In questo caso la classifica poco conta e una posizione più avanti o più indietro non cambia la sostanza di questa prova, positiva senza ombra di dubbio, non solo per il clamore mediatico e i ritorni d’immagine, ma positiva anche per l’Aprilia e i suoi piloti ufficiali, stimolati da un punto di riferimento qual è quello di un fuoriclasse come il romano, molto utile anche per lo sviluppo della moto.

Chi sperava nel miracolo, cioè addirittura in un trionfo del “corsaro”, forse si sente tradito. Ma i miracoli, con queste moto e su queste piste e in condizioni normali, non avvengono. Meglio così, altrimenti davvero la Sbk sarebbe diventata rossa di vergogna e i piloti avrebbero davvero dovuto cambiare mestiere. Biaggi può fare anche il bis a Sepang, anche se la domanda si impone: passata la festa è davvero utile proseguire l’esperimento, sia per il pilota che, soprattutto, per l’Aprilia?

L’altro grande protagonista è Davide Giugliano, gran secondo posto in gara due (dopo il quarto posto in gara uno), grande corsa d’attacco, nessun errore, capacità di gestione di due corse difficili con una moto competitiva ma non ancora all’altezza delle “verdone”, il tutto in condizioni fisiche non certo ottimali. Bravo Davide! Avanti così.

La Ducati ha due piloti col pelo sullo stomaco, con Davies e Giugliano, da baionetta: entrambi meritano uno sforzo ulteriore della Casa di Borgo Panigale, sulla via giusta per recuperare il gap che ancora c’è nei confronti delle quattro cilindri (Kawasaki in primis), con l’Aprilia più in affanno, anche per i piloti, entrambi bravi, ma Torres ancora troppo acerbo e (forse) Haslam, troppo …“maturo”, cui va comunque il merito del podio in gara due.

Ci fermiamo qui perché Motoblog, nel suo live, ha illustrato bene le due corse. L’ultima considerazione riguarda il pubblico, numeroso ma a “maglie larghe”, non certo quello delle grandi occasioni e inferiore alle aspettative dopo il clamore del rientro di Biaggi. Come mai?

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