SBK Misano, Biaggi rientra da “corsaro” o da show-driver?

Superbike Misano 2015 - Max Biaggi correrà come wild-card. Scopriamo quali sono le reali motivazioni

max

Da domani, sul circuito Marco Simoncelli di Misano, dopo quasi tre anni di assenza, Max Biaggi rientra nel mondiale Sbk in sella all’Aprilia ufficiale, la Casa italiana che quest’anno corre con Leon Haslam e Jordi Torres.

Indubbiamente questo è l’anno dei grandi rientri, dopo che la stagione 2015 si era aperta a Phillip Island con un altro grande protagonista del mondiale delle derivate di serie, il pluri iridato 46enne Troy Bayliss, di nuovo in corsa sulla Ducati ufficiale, dopo l’addio ai GP dato 7 anni prima. Per Bayliss è stata solo una parentesi, inventata su due piedi sul circuito di casa per sostituire l’infortunato Davide Giugliano.

Scrivevamo ieri su Motoblog:

“A 46 anni, dopo sette anni di astinenza dalle grandi corse, a parte il clamore mediatico, Bayliss sapeva bene di non aggiungere niente e di non togliere niente al suo straordinario palmares di campione. Così è stato: Troy, in questi quattro round, niente ha aggiunto e niente ha tolto: né a se stesso e né ai suoi ammiratori di tutto il mondo. Come tutte le meteore, anche questa ha tracciato il firmamento – in questo caso quello della Sbk – accendendo più illusioni che sogni, spegnendosi con l’amarezza di chi credeva possibile il miracolo ma con il riconoscimento di tutti, cappello in mano di fronte a sua maestà Troy. Noi per primi, ammiratori del pilota e dell’uomo straordinari, abbiamo applaudito il rientro e oggi applaudiamo l’addio, comprendendo e rispettando entrambe le decisioni. Grazie per le emozioni, anche perché niente è forse più bello dell’amarcord che si rivive dal vero, con i propri beniamini”.

Per Max Biaggi è diverso, un ritorno preparato con meticolosità anche se non si sa esattamente quale è la molla che lo spinge al grande passo, prima a Misano e poi a Sepang, forse solo il “mal di corse” che da sempre e sempre affligge chi ha calcato da protagonista le piste, chi non accetta gli step legati inesorabilmente agli anni che passano.

Già, Max batte le 44 primavere, atleta tutt’ora tirato a pomice al limite della perfezione, pilota raffinato e integro, di gran classe, gran temperamento, grande tecnica, maniaco della preparazione fisica e mentale. Non stiamo qui ad annoiare su quanto Biaggi ha vinto (titoli mondiali, corse, pole, giri record ecc), giochi di aritmetica dell’amarcord su cui in questi giorni si sono sbizzarriti media e dintorni.

La questione vera è un’altra: perché Biaggi si getta di nuovo nella fossa dei leoni? Perché l’Aprilia affida al suo ex pupillo una sua RSV4 ufficiale? Il campione romano da sempre è oggetto del tam-tam mediatico, vuoi come possibile sostituto di piloti infortunati (in Sbk ma anche in MotoGP), vuoi come tester di lusso, vuoi come baricentro – suo malgrado – di polemiche, specie quelle legate al rapporto con il “nemico” Valentino Rossi.

Stavolta si è alzata l’asticella, programmando (in segreto) da mesi il rientro – pro tempore - di Biaggi nel mondiale Sbk come fosse lo... sbarco in Normandia, non lesinando su niente, per un evento straordinario da far vivere mediaticamente e da farlo fruttare economicamente.

Tutta l’operazione è Made in Mediaset (col supporto di Dorna, Aprilia, Autodromo di Misano) ideata e gestita a tavolino come una azione militare, con uno spiegamento di forze – uomini e mezzi – mai visto nelle corse. Tanti soldi, tanta gente, tanti strumenti: 35 persone, 40 telecamere montate ovunque (c’è pure il cardio frequenziometro per misurare i battiti del cuore di Max …) perché tutti possano vivere ogni momento (e ovunque) di questa inedita e singolare vicenda.

Se tanto dà tanto, immaginiamo cosa potrà venir fuori dopo l’addio alle corse di Rossi e il (programmato?) rientro dello stesso dopo qualche anno di assenza dai GP. Il tam tam mediatico soffia forte e il successo, almeno rispetto all’audience e ai “contatti”, è garantito. Già Casey Stoner si sta... scaldando e la Ducati aspetta una chiamata del mai domo australiano.

E la corsa di Misano? Già, perché sempre di una corsa trattasi. Tagliamo corto e facciamo alcune ipotesi. Se a Misano Biaggi vince passa alla storia come un “mito”, anche perché nel motociclismo mai nessuno ha centrato la vittoria dopo il forfait, ad esclusione del colpaccio del fuoriclasse inglese Mike Hailwood (Ducati) al TT del 1978. Non solo. Una “chiara” e netta vittoria di Max non potrebbe non innescare una ridda di interrogativi sul reale attuale valore della Sbk e dei suoi piloti. Idem per l’Aprilia, con i suoi piloti Haslam e Torres – in quel caso - oscurati e con i dirigenti della Casa di Noale messi alla ... berlina. All’opposto, una prestazione mediocre o una corsa scialba di Biaggi, farebbe crollare l’intero castello costruito ad arte, un luna park che si consumerebbe in poche ore a Misano: un fiasco coi fischi.

E’ certo che Max, cui non difetta l’intelligenza e l’equilibrio, ci prova sul serio e ce la metterà tutta, senza strafare: qualche fiammata si vedrà, in qualifica e (almeno) qualche giro super nei due round di domenica. Poi ogni corsa ha la sua storia, si vedrà. Basterà per tenere in piedi il “carrozzone” e dimostrare che il gioco valeva la candela?

La risposta è una sola e solo Max può darla. Biaggi è ancora il vero e temibile “Corsaro” in pista o solo il patetico Buffalo Bill da circo?

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