Macchia d'olio, se c'è l'incidente risarcisce l'Anas

Una sentenza della Corte di Cassazione condanna l'Azienda Nazionale Autonoma delle Strade al risarcimento danni.

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Una macchia d'olio sulla strada, l'asfalto che diventa scivoloso e per una motocicletta quella diventa una trappola pericolosissima. Che può provocare un incidente, anche grave. Ma chi è colpevole in questi casi? Insomma, chi paga?

I giudici della Corte di Cassazione, con sentenza 295 del 13 gennaio scorso, hanno giudicato il caso di un guidatore che ha subito un grave incidente su una strada statale per colpa proprio di una macchia d'olio. Ebbene, per i giudici l'Anas è obbligata a risarcirlo, essendo la presenza del liquido viscido considerata insidia non visibile e non prevedibile.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, nel caso in esame non vi erano gli estremi della “casualità”, mentre l'ente è “tenuto alla custodia e manutenzione della strada […] avrebbe dovuto diligentemente controllare le condizioni della strada stessa e adottare le cautele tecniche idonee a garantire la sicurezza per gli utenti ed evitare l’insorgenza di situazioni di pericolo (mediante tempestiva rimozione della macchia d’olio)”.

Insomma, l'Anas avrebbe evitato il risarcimento solo nel caso in cui avesse dimostrato che la perdita del liquido sull'asfalto era avvenuta pochissimo tempo prima del sinistro e, pertanto, pur attivandosi immediatamente, non avrebbe mai potuto intervenire per tempo. Fatto, però, non accaduto in questo caso e, dunque, l'ente è stato obbligato a risarcire l'automobilista per i danni subiti.

Una sentenza importante e che ogni motociclista deve conoscere. Perché la manutenzione delle strade e delle autostrade è fondamentale per la sicurezza degli automobilisti, ma ancor di più di chi viaggia su due ruote e la cui incolumità può dipendere da un nulla. Come una macchia d'olio.

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