Chak Motors Molot: la moto più sicura del mondo?

I dispositivi di sicurezza sulle moto sono sempre comparsi con anni di ritardo rispetto alle auto. Si pensi ad esempio all’ABS, fornito su un’auto di serie già dagli anni Settanta e diffuso in maniera più incisiva già negli anni Ottanta e diventato obbligatorio dal 2004. Sulle moto è diventato una realtà “di massa” solo da pochi anni, mentre fino a una decina di anni fa erano davvero poche quelle che lo montavano di serie.

Dalla Russia il prototipo della Molot 2015, con numerosi dispositivi di sicurezza

Stesso discorso per i sistemi di controllo della trazione, apparsi per la prima volta sulle auto di una certa fascia di prezzo nella seconda metà degli anni Ottanta, hanno avuto una maggiore diffusione già negli anni Novanta e oggi sono di serie sulla maggior parte delle autovetture, utilitarie comprese. Gli ingombri di questi dispositivi ne hanno reso difficoltoso, e più costoso, l’impiego sulle moto, ma c’è chi sta provando a costruire moto sempre più sicure.

Chak Motors è un’azienda russa di San Pietroburgo specializzata in design e produzione di moto artigianali, fondata da Igor Chak, un giovane russo naturalizzato americano. I suoi quattro capisaldi sono: sicurezza, tecnologia, design, artigianalità.

Il giovane designer si è già fatto notare per alcuni disegni futuristici, come un prototipo di Honda CB750 del 2011, ma la Molot 2015 è il suo ultimo progetto che riunisce in sé i quattro punti sopraccitati. Certo è che la linea di questo prototipo appare un tantinello “spigolosa”, ma ricorda un po’, soprattutto nella sezione laterale della carena, quella di una nota sportiva nipponica e infatti guardando la scheda tecnica si scopre che è basata sulla Honda CBR1000RR Fireblade eC-ABS Model Year 2013.

La maggior parte della carrozzeria è realizzata in carbonio e solo il 5% è fatto di metallo o plastica stampati, il resto è tutto frutto della tecnologia 3D. Tutto l’impianto di illuminazione inoltre è a LED, dalle luci di posizione fino agli anabbaglianti e abbaglianti, così come la luce posteriore e gli indicatori di direzione.

Design a parte, la moto è dotata di una serie di sistemi di sicurezza tali da spingere l’azienda a definire la Molot 2015 come “la moto più sicura al mondo”. Sarà così? Guardando la scheda tecnica, i dati puramente “meccanici” non sono tanto diversi da quelli della CBR: motore quattro cilindri DOHC da 999,8 cc (76 x 55,1 mm) alimentato da iniezione elettronica PGM-DSFI con corpi farfallati da 46 mm per 178 CV a 12.000giri.

Pressoché identica anche la ciclistica: la forcella è sempre a steli rovesciati da 43 mm, così come l’unità ammortizzante posteriore. Identico anche l’impianto frenante, con due dischi da 320 mm all’avantreno e uno da 220 dietro, coadiuvati dal sistema Honda C-ABS che integra la frenata combinata.

Anche le dimensioni non cambiano più di tanto: interasse di 1.407 mm, cannotto di sterzo inclinato di 23°, avancorsa di 96,3 mm, mentre l’altezza sella sale da 820 mm a 838 mm, poca roba davvero. Il nuovo design ha fatto solo “restringere” un po’ il serbatoio, che passa da 17,5 litri a 16 litri scarsi.

Dove la Molot è rivoluzionaria è nei dispositivi elettronici di sicurezza. La sua prerogativa è infatti quello che l’azienda chiama Predictive Emergency Braking System (PEBS), il sistema automatico di frenata che agisce quando il veicolo che precede la moto è troppo vicino. Niente di fantascientifico dunque, il sistema è già in suo da diversi anni nel mondo automobilistico.

Ad esempio, restando in casa Honda, viene utilizzato su auto come la CR-V, tanto per citarne una tra le prime che impiegato questo dispositivo, fin dal debutto della terza serie nel 2007, sistema che in questo caso la casa nipponica ha chiamato CMBS (Collision Mitigation Braking System), abbinandolo all’ACC (Adaptive Cruise Control).

Sulla Molot c’è un sistema molto simile che in caso di avvicinamento al veicolo che precede, avvisa il guidatore con l’accensione di una spia sul cruscotto e una leggera vibrazione al manubrio e, proprio come sulle auto, qualora il conducente non effettui la frenata, il sistema passa a un secondo step che prevede una vibrazione maggiore e una leggera frenata. Infine se il guidatore non effettua ancora alcuna frenata il sistema provvede con la massima potenza frenante, coadiuvata ovviamente dall’ABS.

In caso poi il veicolo che ci preceda effettui una frenata brusca, il sistema riesce a riconoscere il pericolo imminente dall’accorciamento repentino della distanza tra i due veicoli, ed effettua immediatamente una frenata d’emergenza. Il sistema funziona con due radar posti all’avantreno, uno a corto raggio e uno a lungo raggio, coadiuvati da una telecamera HD montata in prossimità del faro. Una seconda telecamera è installata posteriormente e, come quella anteriore, registra tutto ciò che avviene.

Oltre al radar anti-collisione e alle telecamere, la Molot incorpora inoltre una serie di altre tecnologie come il Blind spot monitoring, che permette di percepire la presenza di un veicolo nell'angolo cieco dello specchietto tramite due sensori posti ai lati del codino della moto. Il sistema quando rivela la presenza di veicoli che non sono visibili negli specchietti avvisa con l’accensione della spia corrispondente, posta su entrambi gli specchietti e ancora una volta con una vibrazione al manubrio.

Altro sistema di sicurezza è il Lane Departure Warning System (LDWS) che, volendo continuare a utilizzare la terminologia di casa Honda, è conosciuto anche come LKAS (Lane Keep Assist System), che avvisa sempre con una vibrazione quando il veicolo esce dalla sua corsia. Il sistema si disabilita automaticamente quando si attiva l’indicatore di direzione.

Un ulteriore sistema di sicurezza (che può essere disinserito manualmente) è quello che disinserisce l’acceleratore, in caso di emergenza, ad esempio quando si perde il controllo del mezzo in caso di incidente. Eh sì perché comunque neppure la Molot è immune dagli incidenti, anche se fa di tutto per evitarli. E per finire… come si può fare a meno della presa USB per ricaricare lo smartphone?

Il prezzo? 75.000 dollari, decisamente ancora lontano dagli standard che ne consentirebbero una produzione in serie. Ma intanto ci si prova. Di certo le opinioni saranno discordanti. C’è chi dice che la moto non è né un’auto né tanto meno uno scooter, che la moto si guida per passione e non per necessità, e che quindi andrebbero mantenute certe “sensazioni”.

I più radicali detestano addirittura l’ABS, per non parlare del controllo di trazione. C’è chi invece sosterrà che la sicurezza va al primo posto. Lasciamo spazio alle discussioni, limitandoci a evidenziare come questa Molot sulla carta sembra davvero essere una delle moto più sicure mai costruite, a patto ovviamente di mantenere attivi i dispositivi di serie!

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: